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ideazzurra
L'unica cosa di cui aver paura? E' la paura stessa. (Franklin D. Roosevelt)
POLITICA
26 ottobre 2014
Aboliamo le regioni. -- Ma quale Borbone è meglio se torna Scipione.


Nel video sopra -- un monologo che si occupa della questione dell'abolizione delle regioni. (Una causa che dovremmo sostenere tutti) -- E poi chiaramente c'è la questione degli sprechi delle regioni meridionali. Mi raccomando, il finale è incredibile. -- Specialmente se non sapete cos'è "L'ASTRONAVE".-- però vi dico da subito che costa quasi 80 milioni di euro all'anno. --
(Buona visione, a voi pubblico).



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POLITICA
5 ottobre 2014
Ingazio Visco governatore di Bankitalia è Borbonico -- La banca del Golpe, colpisce ancora --

ULTIMISSIME - il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco BOCCIATO IN STORIA (E' NEO-BORBONE?) -- IL PUNTO INTERROGATIVO FORSE SI PUÒ ANCHE TOGLIERE --

(Testo tratto dal sito del "nemico" neo-borbonico).
Dopo le dichiarazioni (tra i tanti) del premier Renzi, di Grillo, di Tremonti, di Del Rio, di Vito Tanzi (FMI), anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nel recente incontro della BCE a Napoli, presso la reggia di Capodimonte (senza i siti borbonici Napoli non avrebbe potuto ospitare vertici internazionali dal G7 a oggi), ha salutato i presenti ricordando i famosi primati borbonici: dall’ingegneria civile alla tecnologia e all’economia, dalla prima ferrovia all’illuminazione a gas, dalla prima nave a vapore del Mediterraneo al primo osservatorio vulcanologico… E ora chi glielo dice agli ultimi cattedratici negazionisti (fallimentari) dei nostri (dico i loro) primati?
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Aggiungo : Se questa è una vittoria o una sconfitta, per ora non è facile da valutare; però la festa delle - molotov - ora è più vicina. - Alluccate viva o'rre -
(Se poi succede il peggio, Ideazzurra lo aveva gia scritto qui).


DO YOU MOLOTOV?


ALLEGATI:
http://www.neoborbonici.it/portal/index.php?option=com_content&task=view&id=4675&Itemid=99

Lo studio di Bankitalia
Uno studio pubblicato nel 2010 da Bankitalia – non una sprovveduta insomma – a firma di Stefano Fenoaltea e Carlo Ciccarelli docenti di Economia all’Università di Tor Vergata, certifica la condizione di inferiorità in cui è piombato il Meridione dopo il 1861. Dati, numeri, statistiche che confermano quanto sia andato a rilento il processo di industrializzazione da Roma in giù, inversamente proporzionale a quanto registratosi al Nord.
http://www.retenews24.it/rtn24/archivio/altro-che-borbone-bankitalia-certifica-il-saccheggio-postunitario-delle-industrie-meridionali/


POLITICA
31 agosto 2014
FAUSTO BERTINOTTI DICHIARA : IL COMUNISMO E' MORTO, HA FALLITO, ESSERE LIBERALI E' GIUSTO!
Lo so che può dare fastidio, però noi di Ideazzurra te l'avevamo detto già da tempo.

Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, tutti gli uomini sono stati creati uguali, dotati dal loro Creatore di Diritti inalienabili, fra questi ci sono:


la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità.




E' la fine di un epoca, il sogno di Karl Marx è stato sconfessato da uno dei più grandi esponenti del Partito Comunista Italiano.



LIBERTA' E DEMOCRAZIA -- Ecco, vi invitiamo a venire come i Greci alle Termopili, senza bandiere rosse, verdi, o bianche; né borboni, né leghisti, in nessun modo secessionisti. Il Nord non esiste, il sud nemmeno. Impegniamoci a mantenere solo la bandiera nazionale, l'unico slogan che suonerà sarà viva l'Italia, nostra madre, con Roma e per Roma, città eterna di tutto il mondo ! -- Come disse Giuseppe Mazzini, la nuova ideologia sarà :  DIO  e  POPOLO. --
POLITICA
27 maggio 2014
Grazie a voi, abbiamo vinto noi. - 20.248.265 Italiani non vanno a votare.


Se fossimo, veramente un paese democratico, allora dovremmo avere maggior rispetto per il vero partito di maggioranza. Perché, oltre 20 milioni (ovvero 20.384.256) d'italiani, sono stati tutti d'accordo sull'unico punto del nostro programma elettorale. -- Noi, il Buon Popolo d'Italia -- non possiamo e né vogliamo mai più sostenere personaggi che non ci rappresentano. -- E finché loro saranno gli unici riferimenti e le uniche idee politiche in questa nostra grande nazione, allora noi NON ANDREMO A VOTARE! -- Noi, non mettiamo in vendita la nostra dignità di cittadini di Roma e dell'Italia unita, per il modico prezzo di 80 euro. -- Né ci facciamo rappresentare da personaggi che non sono all'altezza di mantenere unita e coesa LA NAZIONE DEGLI ITALIANI. -- Noi non abbiamo troppi Grilli per la testa. Noi NON VOGLIAMO il ritorno dei BORBONE, non li vogliamo per nessun motivo al mondo! -- Noi non cantiamo LA LEOPOLDA. -- Noi, NON VOGLIAMO la secessione del Veneto e per dirla tutta, non ci dispiace se L'Istria parlasse, anche ITALIANO. -- Noi vogliamo che sia tutelato il -- PRODOTTO ITALIANO -- (made in Italy). -- Noi andremo a votare al Parlamento Europeo solo quando potremo Eleggere un Presidente della nazione Europa che sia nato in Italia e sia innamorato dell'Italia (di tutta l'Italia da nord a sud isole comprese). -- Se voi, volete festeggiare come vittoria quei 11.172.861 di voti, dati al Partito Democratico, questo sarebbe un grave errore, perché in questo modo si calpesta la volontà degli oltre 20 milioni di italiani che non l'hanno votato, ed hanno preferito, CON RAMMARICO, di rinunciare ad un diritto, piuttosto che essere complici di chi, non ha mostrato di avere le giuste idee per rilanciare lo sviluppo economico e sociale della NAZIONE ITALIANA. --

FONTE:
Ministero dell'Interno:Elezioni 2014 europee, regionali e comunali del 25 maggio







Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.



POLITICA
12 maggio 2014
TSIPRAS - IL PARTITO DEL CULO - IDIOCRACY E' REALTA'!


Non c'è bisogno di aggiungere troppe parole, basta guardare le immagini per comprendere le tendenze della loro propaganda e per convincersi che; forse è meglio non andare a votare. La sinistra già ci ha presentato il sedere di un'altra Concita in passato: -- clicca qui:Concita De Gregorio direttrice dell'Unità -- anche in quel caso, la sinistra non mancò di mostrare che, prendeva per i fondelli i propri elettori.

L'Idiocrazia è servita e qualcuno già l'aveva previsto.
 



SOCIETA'
28 aprile 2014
Ideazzurra ringrazia i lettori per i 300 mila click


1 Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2 C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Tratto da La sacra Bibbia, Ecclesiaste 3 (C.E.I.)
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Tutte le grandi cose, in realtà sono semplici e possono essere espresse con delle singole parole: libertà, giustizia, onore, dovere, misericordia, speranza. -- Winston Churchill --
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POLITICA
9 marzo 2014
Mentalità borbonica! - Grillo espelle le teste pensanti dal suo partito.
La profezia di Ideazzurra si sta avverando: Grillo espelle le teste pensanti dal suo partito.

Bisogna dire che, ci sono anche altri soggetti politici che, usano la terapia d'odio.  ... Oggi ci insegnano che, bisogna odiare la TAV, il Nucleare, gli Inceneritori, gli U.S.A, i Savoia, ... e persino il TRICOLORE? Perché?  ... il Nord, odia il Sud .... Anche il Sud (ora) odia il Nord ... e quelli che vogliono l'Italia unita e grande, sono i traditori !... Perché mai quest'odio reciproco?

E intanto ... proprio Beppe Grillo così "Tuona contro l'Italia unita" dal Secolo XIX (noto giornale genovese): «Basta Roma, torniamo alla Repubblica di Venezia e al Regno delle Due Sicilie»


Fonte: -- Clicca --

Ma come, proprio Genova che, fu la madre di quest'Italia, patria di Mazzini, e sede della partenza dei Mille?
 



IL GRILLISMO E' SECESSIONISTA? VUOLE SPACCARE IL PAESE?
Già si è parlato diffusamente di Beppe Grillo su questo Blog, e si è ampiamente parlato delle sue idee NAZI-LEGHISTE e FILO-BORBONICHE.

Si legga verso la fine di questo lungo pezzo al link: -- CLICCA QUI -- 







I BORBONI STANNO CAMBIANDO LA STORIA DEL SUD-ITALIA, ... PER QUESTI SIGNORI:  GARIBALDI, MAZZINI, LA GIOVINE ITALIA E  ... I MILLE,  ... ERANO DEI  CRIMINALI !  ...
INVECE, I CAMORRISTI-BRIGANTI  E PURE [RE FERDINANDO IL "TORTURATORE" DI BORBONE], SAREBBERO TUTTI DEI SANTI DA LODARE? EROI DA IMITARE? .... SI STAVA MEGLIO QUANDO C'ERANO I BORBONE? IL DIALETTO NAPOLETANO SAREBBE UNA LINGUA? E SAREBBE DA PREFERIRE ALL'ITALIANO? 




ECCO, IL  BORBONE  E  LA SUA  MACCHINA  DELLA  TORTURA  SONO  DI  NUOVO TRA  NOI.

CULTURA
25 maggio 2012
COMUNITÀ, EUROPA IMPERO un libro del 2000 - Un saggio profetico, un po'patetico, però benfatto.



«Sine spe ac metu», senza speranza e senza paura. Così esordisce la premessa al saggio di (Francesco di Marino) – COMUNITÀ, EUROPA IMPERO – Si tratta di un saggio molto snello, scritto nel 2000, alla vigilia dell'ingresso dell'Italia nell'Euro, e col senno di poi, sembra assumere i tratti somatici di una “profezia” che, col passar del tempo, pare che si stia tristemente avverando. Ideazzurra non approva integralmente le tendenze nazistoidi, filo-leghiste, e disgrega-nazioni, che l'autore presenta come soluzione, nel testo anzidetto. Però, è utile costatare che, l'analisi condotta sulla realtà contemporanea è benfatta e costituisce una buona sintesi politico-sociale del vecchio mondo nel contesto globale; un lavoro che fornisce la giusta lena al lettore, che attraverso quest'analisi condotta dall'autore, può tranquillamente elaborare anticorpi alternativi alle soluzioni indicate nel testo stesso. – A tal proposito, affinché si formino gli anticorpi, Ideazzurra fornisce alcuni stralci sui quali è possibile riflettere.

Nel lontano anno 2000 scriveva l'autore: … L'Europa … Umiliata economicamente, vassalla militarmente, impoverita culturalmente, impotente politicamente, l'Europa assiste al triste spettacolo del suo declino, senza alcun sussulto d'orgoglio, senza soprassalti d'ira. Così, nel mentre i suoi governanti si recano oltreoceano a mendicare brandelli di legittimità da chi fu scacciato dal continente europeo, i dotti e i saggi fanno dell'anglosassone – lingua di mercanti e pirati – la lingua dell'accademia e del sapere, negando in un delirio autodistruttivo l'idioma materno e, con esso, le proprie radici.

Così si esprime l'autore del saggio, che prosegue dicendo: sprofondata nel gorgo del nichilismo, assiste con ignava passività – quasi fosse una dovuta (sua) nemesi storica – alla propria auto ed etero distruzione, dimenticando che il rispetto per le altrui culture passa per la difesa della propria.

Ideazzurra:«La tesi anzidetta», è la base di quel nazionalismo che, non è razzismo, che poi sarà più volte definito come ubriachezza dell'Ottocento. Ma al di là delle contraddizioni e delle illogicità presenti nel testo, risulta evidente che;

«il rispetto per le altrui culture passa per la difesa della propria».

Ideazzurra desidera la conservazione della biodiversità culturale nazionale di ogni stato membro dell'unione, non la frammentazione di queste entità nazione createsi con grandi sacrifici, circa due secoli fa. Anche perché, considerando il lungo periodo, non ha senso continuare le cicliche frammentazioni seguite da altrettante guerre di riunificazione che, con cadenze ritmate, spontaneamente divampano lungo i confini del vecchio mondo. – L'Europa nazione, sarà tale, se riuscirà a dimostrare la sua forza di penetrazione nelle coscienze dei cittadini d'ogni singolo stato membro. E per fare questo deve fornire strumenti europei per combattere quei problemi locali dei singoli stati, che impediscono a questi stessi stati di crescere e alzarsi in piedi, all'interno del tessuto europeo. – Considerando l'esempio Italia questa avrebbe bisogno di uno strumento europeo valido per combattere quel brigantaggio che si oppone alla TAV e al NUCLEARE. Non solo, l'Europa dovrebbe fornire PIANI E POLITICHE PER TEMI COME L'IMPIEGO DELLA MANO D'OPERA, DETTO ANCHE “LAVORO”, CON FINALITÀ MIRATE A MIGLIORARE L'OCCUPAZIONE PRODUTTIVA DEI CITTADINI D'EUROPA.

L'Europa dei senza lavoro, non sarà mai una nazione unica, però la fame e la povertà sono fucine di catastrofiche dittature.


Tratto ancora dal testo di Francesco di Marino del 2000, risulta molto interessante questo breve frammento:

Crediamo che nessuno più si illuda, partecipando alle elezioni politiche, di incidere sulle grandi scelte che decideranno la sua vita futura.

Le decisioni che condizionano la vita quotidiana di ciascuno di noi sono opera di organi non elettivi: le Banche Centrali, a cominciare dalla Federal Reserve, i poteri economici, i signori dell'energia.


Ideazzurra: rispetto a questi ultimi, mi pare evidente che questi influenzano orde di barbari contrari allo sviluppo della nazione Italia nel contesto europeo. Quindi ci ritroviamo con un paese come il nostro che non ha e non prevede per il futuro, nessun piano di autonomia energetica, e chiaramente fa comodo a questi signori dell'energia, aver una nazione attaccata a fili (ancora stranieri).


SEGUONO ALCUNI FRAMMENTI DI TESTO

CHE IDEAZZURRA

RITIENE DI NOTEVOLE INTERESSE

PER SPUNTI DI RIFLESSIONE

(depurati dalla filosofia di Evola, perché non piace ad Ideazzurra)




INTEGRAZIONE SOCIALE

Oggi, delle due civiltà che vengono al confronto, una ha un senso dei valori che si basa sul fanatismo religioso ed è impermeabile ai valori dell'altra: mentre la nostra civiltà ha rinunciato a farsi portatrice dei propri valori in nome di un relativismo etico che è figlio del nichilismo.

(Per una volta gli anticlericali sono d'accordo col Papa)

***

Il passo obbligato che ne segue è la perdita di coscienza dei valori della propria civiltà e l'indifferenza rispetto all'insorgere di valori che con i primi sono in contrasto.


DIFFIDENZE

Oggi – e sono trascorsi sette secoli – possiamo vedere quanta mèsse di guerre gli Stati abbiano accumulato, quante comunità spezzate con confini tracciati a tavolino (Vienna,Versailles,Yalta), quante peculiarità compresse, quante reciproche diffidenze alimentate.

E su queste basi vogliamo ricostruire l'unità del continente europeo?

NICHILISMO

(Ci risiamo, gli anticlericali di sempre, sostengono quanto dice il Papa)

Ecco, il male sottile dell'Occidente è il nichilismo. Sul piano delle manifestazioni sociali, esso si manifesta con il relativismo etico, quindi con l'incapacità, anzi la volontaria rinuncia a formulare un giudizio di valore.

***

La stupidità del politcally correct è la manifestazione volgare del relativismo etico e della rinuncia al giudizio morale e civile.


FINTI-TECNOCRATI

(non meritevoli della nostra fiducia)

Noi crediamo che la crisi della democrazia rappresentativa non si risolva moltiplicando i livelli di rappresentatività, né auspicando una impossibile informazione di TUTTI su argomenti di contenuto tecnologico, finanziario o politico che assumeranno sempre più dimensioni planetarie e presenteranno complessità crescenti.


***

Ma soprattutto quali valori possono impedire che i tecnocrati siano arbitri, a nostra insaputa, della pace della guerra, della ricchezza e della desolazione.


LA NUOVA IDEOLOGIA

(I GRILLINI, CHE PENA)

Una pseudo-ideologia diffusa in tutto il mondo occidentale che affastella bambini denutriti, Big One in California, foreste amazzoniche, sante profezie apocalittiche e calotte polari in via di scioglimento. Ad essa forniscono il loro volenteroso contributo le pie signore (del) disarmo e reduci delle fallite contestazioni politiche e sociali degli anni 60 e 70, associazioni apocalittiche, esclusi arrabbiati e professori in buona fede. Una pseudo-ideologia che appaga la voglia di sentirsi buoni e pensosi dei destini dell'umanità. … (che differenza c'è tra il corteo ambientalista e la processione dei nostri nonni per implorare la pioggia?) … e intanto tiene lontani i cittadini dai problemi veri.



"Così all'egro fanciul porgiamo aspersi

di soave licor gli orli del vaso

succhi amari ingannato intanto ei beve ..."

diceva l'Ariosto parlando del modo di somministrare la purga ai bambini. Una prova? Mentre i buoni ambientalisti si preoccupavano dell'incidente nucleare in Giappone, i Paesi della NATO scaricavano su un popolo che non li aveva aggrediti bombe a uranio impoverito in quantità generose: chissà se moriranno più leucemici in Serbia o balene nel Mare del Nord?

Per IDEAZZURRA questo è proprio il requiem della democrazia – Non c'è altro da dire. –


LE BUONE ABITUDINI NON CAMBIANO MAI, L'IPOCRISIA E' QUELLA DI SEMPRE.


CULTURA
13 maggio 2012
Ideazzurra: se Gian Antonio Stella fa apologia del fascismo, noi tutti dovremmo riflettere su certe implicazioni

Quando, un insospettabile moderato e famoso giornalista; come Gian Antonio Stella viene colto in flagrante a fare l'apologia del fascismo; con espliciti interrogativi colmi di rimpianti per quell'epoca in cui i soldi avanzavano agli amministratori, e gli ingegneri comunali erano più che sufficienti per progettare e realizzare opere, e questo accadeva anche nelle città d'arte come la serenissima Venezia! Allora occorre riflettere! Rispetto a tanta evidenza, non si può restare indifferenti. Anche perché i richiami alla classe dirigente attuale provengono da più parti, e facendo l'ennesimo confronto con quel passato non ancora passato, si scopre sempre la sconfitta di quell'Italia che nacque in quel famoso 2 giugno. Se poi il monito viene lanciato da Gian Antonio Stella, che non è una testa rasata, né un estremista di casapound, allora è necessaria una buona e sacrosanta pausa di riflessione, per richiamare su questi fatti, proprio i censori e i vari custodi della memoria. Auspicando che, ne facciano ammenda. Infatti, senza farne troppo mistero, l'autore del saggio “LA DERIVA”, già da tempo sorprende il grande pubblico, perché con quel suo modo di scavare nel passato del nostro paese, e quel ricordare che, l'Italia produceva eccellenze, e talvolta ci si ritrova a pensare che, queste erano figlie leggittime di quel fascismo che oggi rappresenta il tabù di molti intellettuali.


Considerato quanto appena detto, appare evidente che si porta il lettore a pensar male, molto male rispetto alla zona proibita che è stata costruita ad arte intorno a tale filosofia di vita (che prese in consegna un paese ancora profondamente diviso, e gli diede non pochi slanci d'orgoglio). Ma questo tabù è alimentato anche da pessime leggi, che vietano agli italiani di essere sé stessi, ragion per cui, in tutti questi anni non s'è riuscito ancora produrre nessun tipo di alternativa rispetto ai vari ritorni al passato.

Ecco, dunque il testo in questione tratto dal libro LA DERIVA

Eppure anche noi, un tempo, eravamo svelti. Un esempio proprio veneziano? Senza tornare al grandioso canale «sborador» scavato in soli 1592 giorni col badile e le carriole, da Porto Viro alla Sacca di Goro per dare nel 1604 un nuovo sbocco al Po, basta ricordare i tre ponti principali costruiti negli anni Trenta del Novecento dall'ingegnere capo del municipio Eugenio Miozzi. Mica un genio coccolato nei salotti di Parigi e di Manhattan: l'ingegnere comunale.

Sapete quanto impiegò per costruire il celeberrimo e lunghissimo Ponte della Libertà che solca la laguna, parallelo al ponte ferroviario edificato a metà Ottocento dagli austriaci, unendo la città serenissima alla terra ferma? Due anni scarsi: 657 giorni. E siccome verso la fine si accorse di avere speso meno di quanto gli avevano dato, decise di usare i soldi avanzati per costruire davanti alla stazione dei treni un nuovo ponte che scavalcasse il Canal Grande, quello degli scalzi. I lavori cominciarono nove giorni dopo l'inaugurazione da parte del Duce del collegamento translagunare: altri 542 giorni ed era pronto anche questo. E siccome verso la fine di questa seconda opera si accorse di nuovo di avere speso meno del previsto, decise di buttar giù il vecchio ponte di ferro dell'Accademia, che versava in condizioni pietose, per sostituirlo con uno provvisorio di legno. Abbattimento, rimozione dei detriti, costruzione del nuovo manufatto e inaugurazione: un mese. Un mese! E il ponte di legno, bellissimo, è ancora lì.

Al che ti domandi: che cosa si è rotto? Quando? Perché? Come mai a un certo punto tutto si è trasformato in progetti di progetti per fare nuovi progetti senza un colpo di piccone?



  • LA DERIVA, RIZZOLI – GIAN ANTONIO STELLA E SERGIO RIZZO – Pag.52



Cosa s'è rotto? Proprio nulla, giusto qualche dettaglio qua e là! Cosa rispondere al giornalista, che ha tutte le ragioni di questo mondo per lamentarsi di questa classe politica? Ma, in effetti, da quando manca la croce bianca sul tricolore, l'Italia, sembra aver preso la via della tangente, e questa via è ben protetta da apposite leggi che la tutelano da quelle pericolosissime persone oneste, a cui fa riferimento il Sig. Stella nel suo libro. Così una volta sistemati a dovere coloro che desiderassero riprendere “the right way” (la strada giusta), non ci resta altro che scegliere tra tipi sinistri e inclini al malaffare. E chiaramente gli esempi non mancano, anzi oserei puntualizzare dicendo che, l'abbondanza di malaffare sinistro è così grandemente palese, che in molti si chiedono come mai la penisola non è ancora sprofondata nel mare dei debiti che questi hanno contratto, e per i quali chiedono al popolo di pagare il conto. Dunque, siamo orfani, senza il nostro passato, e la nostra memoria è drogata da ideologie straniere che non ci appartengono. Siamo vittime di filosofi germanici, che tanto danno hanno recato al mondo intero.

E se per caso, grazie a queste leggi liberticide stessimo spianando la strada a un passato più remoto che metterebbe in discussione anche l'esistenza stessa dell'Italia, nel senso di entità unica e indivisibile, di chi sarebbe la colpa? Lascio senza risposta il quesito, però non credo che la nostra Italia possa uscire sconfitta anche dal confronto con il passato Borbonico e Asburgico, e di tutti quei tiranni stranieri che hanno trattato i nostri antenati come zerbini, sudditi e mai cittadini. Possibile che gli sgherri e guardapiazza borbonici erano meglio della Benemerita Arma dei Carabinieri? E rispetto ai briganti, che dire? Possibile che questi avanzi di medioevo, possono tornare così alla ribalta e rivalutati come eroi romantici? Questi rigurgiti di storia, con tanti patetici ricami che, fantasiosamente ricuciono il passato remoto al presente, fanno un salto all'indietro di oltre 200 anni! E si pongono prepotentemente in relazione col presente attuale. Così, inermi assistiamo all'amnesia degli storici su fatti che riguardano il Novecento, e prendiamo lezioni dai nostalgici del Settecento. Ma è possibile parlare di futuro in questo modo? La verità è un'altra, noi stiamo impiccando il bel paese sulla forca borbonica, stiamo chiudendo la la nostra gloriosa memoria risorgimentale nelle buie carceri di quel regime sanguinario. Gli storici rifiutano il risorgimento perché quell'epoca gloriosa di rinascita, traghettò l'Italia nel fascismo. Questa è la verità! I Borbone torneranno, e voi tutti li farete passare, e quando si accomoderanno sul trono, ridurranno l'Italia in pezzi, avremo di nuovo due Sicilie, “faranno ammuina” e “funiculì, funiculà”. E questo scempio sarà consacrato sull'altare dell'antifascismo.

E non è difficile da immaginare la scena pietosa: interpreti, voi tutti, corrotti dal soldo straniero, col fazzoletto rosso in mano, «i tutori dell'attuale carta costituzionale» con le pance piene e con in tasca ancora i denari con cui venderete la terra dei vostri padri allo straniero, «Voi, vili e nauseabondi mercenari» saluterete allegramente la fine del bel paese cantando, “Bella ciao”.


Una bella canzone pop, potrebbe essere la giusta risposta al noto giornalista del Corriere della Sera: It's too late to apologize(?) - ONE REPUBLIC


POLITICA
9 maggio 2012
Ideazzurra: Flavio Tosi potrebbe diventare il Tosi nazionale. E' lui il vero fenomeno


Il vero fenomeno, di queste amministrative è un iperboreo dal nome romano, che vive nel nordest della nostra grande Italia, sguardo tenebroso, spalle larghe, e schiena dritta. Sembra Costantino Magno, l'imperatore cattolico noto per la famosa visione che gli consegnò la più grande vittoria personale. Costantino veniva giù dalla Gallia, e vide una croce nel cielo, e sotto di essa c'era scritto: in hoc signo vinces. Vedendo tale segno, Costantino fece cambiare i suoi simboli e divenne l'Imperatore Augusto di tutto l'Impero romano. -- Ma ora torniamo ai nostri giorni, lui non si piega ai compromessi, è una testa pensante, e chi sa bene quel che vuole, non può dir tante parole. Così da questa breve introduzione già si capisce di chi sto parlando, è Flavio Tosi il fuoriclasse del nordest, quel catalizzatore di voti che nel 2005, ottenne il record assoluto di preferenze, dico 28.000 preferenze, non sono una passeggiata. Oggi appare rinforzato e in controtendenza rispetto agli altri candidati del carroccio. Anzi si può tranquillamente dire che, ha quasi raddoppiato i suoi consensi. I numeri parlano chiaro, Tosi vola con il 57.40% dei voti con 50.885 preferenze personali, tutte nella sua Verona. Quello che appare dai dati, mostra i numeri d' un'intera città, delle dimensioni di Avellino, in cui tutti gli abitanti abbiano votato per una sola persona, e questa persona è FLAVIO TOSI! Questo è un dato a dir poco sconvolgente, visto il periodo d'incertezza e di crisi, che stiamo vivendo. E poi la Lega Nord è stata travolta da scandali di tale grandezza che sicuramente hanno danneggiato tutti i candidati, oramai quando si parla della lega si pensa subito al TROTA, alla laurea comprata in Albania, al Belsito, nonché alla ndrangheta che investiva nel sud-Africa, soldi della Lega-Nord. Tra l'altro nemmeno l'Africa ha voluto quei soldi leghisti, e li ha rispediti al mittente, aggravando ancora di più l'immagine del partito. Ma nonostante queste non piccole difficoltà, Tosi ne esce addirittura ingigantito, come se appartenesse a un altro partito. Allora la domanda sorge spontanea, se non ci fossero stati questi scandali, quante preferenze avrebbe preso Flavio Tosi? Ecco, da domande come questa si scaturiscono quelle sane riflessioni che portano a valutare meglio i dati delle urne. Infatti il voto dato a Tosi, non è un voto alla Lega Nord, bensì è un voto alla persona, e alle idee un po' atipiche che lo portano sempre su un piano distinto, rispetto al solito gruppo dei dementi come Salvini, Calderoli, Borghezio. E pure Maroni non è che si possa salvare dal terremoto; dopo aver mostrato da ministro, il pugno di ferro contro la criminalità organizzata, lo abbiamo visto impantanato in torbidi giochi di palazzo con Umberto Bossi, nella gestione del Partito leghista. Quindi tornando al riconfermato sindaco della città dell'arena romana, e mi riferisco alla bella Verona, voglio ricordare che a Roma c'è un monumento nazionale che porta il suo nome, è il Teatro Flavio meglio noto col nome di Colosseo. Sia più ambizioso Flavio Tosi, un Tosi nazionale, non sarebbe mica male. Innanzi tutto potrebbe abrogare la Legge Mancino, e si sa che a Montefalcione (in Irpinia) c'erano i briganti (che non godono delle simpatie di chi scrive su questo blog), e qualcuno di loro magari è tuttora anti-italiano e nostalgico di Re Francischiello (Si sappia che Ideazzurra è anti-borbonica), ma chi sa bene quel che vuole non può dir troppe parole. Quindi, esultiamo per questa grande vittoria di un singolo che rappresenta il vero cambiamento. Oramai da qualche anno c'è un vuoto politico, in un'area molto vasta d'elettorato, ci sono tanti, che non vedono più Fini come leader della Destra, e magari un Tosi nazionale potrebbe funzionare. In conclusione, bisogna ricordare che Flavio Tosi tante volte si è mostrato scettico verso il tema della secessione, e nel 2011 ha sfiorato la violazione dello statuto leghista, dichiarando chiaramente di sentirsi italiano, e pure europeo. Ha descritto la secessione, come una roba da accantonare, perché divide, anche tra gli elettori del nord. Detto questo non manca nessun requisito al Sindaco di Verona Flavio Tosi, per creare una (R)epubblica (S)erenissima (I)taliana, e ideazzurra non vede l'ora che questo accada.



POLITICA
6 maggio 2012
Grillo [è] un fenomeno da baraccone, è sempre stato tale, e non cambierà mai. OGGI E' UN SIMPATICO GOLPISTA BORBON-CIN-LEGHISTA

Grillo è un prodotto di discount

Grillo [è] un fenomeno da baraccone, è sempre stato tale, e non cambierà mai

[Avviso al benigno lettore; questo post è più lungo del solito]


A un primo sguardo, può apparire divertente. Il Grill Beppe è dinamico, ostinato, e soprattutto, ha senso dell'umorismo. Ma, slogan: né destra né di sinistra, sono molto, molto pericolosi, e tra breve scopriremo il perché.

Comincia sempre il suo circo mediatico, con la stessa retorica frase: la destra? "Un mosaico di truffatori"; la sinistra? "Anche peggio". I partiti sono il cancro della democrazia; le grandi aziende sono gestite da ladri e vagabondi; gli intellettuali hanno lasciato il cuore e il portafoglio a destra (e per lui questo sarebbe un male, il male dei mali). Nessuno viene risparmiato dal veleno del comico 60 enne, ancora sprovvisto di bastone, che non vuol saperne di andare in pensione. Così abbiamo metabolizzato le sue balle che oramai raggiungono grandezze stellari. Ma il pubblico, (il suo gregge) è entusiasta, specialmente quando dice: non voglio creare un partito! E il pubblico (ripeto il minuscolo gregge del suo orticello), risponde sempre con tanto calore: bravooo! Poi prosegue sempre con il suo cavallo di battaglia: vogliamo un Parlamento pulito, fatto di persone che non siano state condannate per alcun reato. E il pubblico esulta: Siiii! (quando dico pubblico, intendo il suo sparuto mucchietto).


Ma come recita una nota canzone di Franco Battiato, "nulla è come appare, nulla è come sembra", così quell'area dell’anarco-sindacalismo, attribuita più volte all'antipolitica, prende distanze chilometriche dalle manifestazioni dei grillini, e non né riconosce alcuna affinità, e men che meno una legittima autorità. Anzi sembra che questi, sfruttino in rare occasioni, e solo come un'utile palestra a cielo aperto, quelle pittoresche manifestazioni fornite dall'ex comico Genovese. Quindi il Grill Beppe, per quanto cerchi di apparire rivoluzionario, libertario, anti-sistema, in realtà non ispira fiducia. Infatti, da vent'anni a questa parte, si nota, strano ma vero, che proprio questi gruppi a lui precedenti e solo apparentemente affini, pare che evitino con cura di confondersi col movimento di Grillo. Perché mai, le varie frange di lotta anti-sistema non si uniscono sotto la bandiera di Peppe l'ex comico? Non è semplice da decifrare questo dato, però, appare chiaro che il movimento che conduce il Grill Beppe, in realtà non è vera antipolitica. Infatti, il "gruppo di Grillo" pur manifestando avversione al ruolo dei partiti, ricalca tutti gli aspetti di un partito, e partecipa alle elezioni con propri candidati, che poi diventano parte del sistema stesso. Questo già di per sé fa storcere il naso a tutti quelli che leggono montagne di libri nelle varie università, e sognano Libertalia, il paese con meno stato e senza tasse. E poi, si può essere sia ANARCHICI che MONARCHICI? E le sue continue affermazioni a favore della congiurata monarchia Borbonica, fanno di lui un restauratore, UTRACONSERVATORE, più simile agli oscurantisti medievali, che non ai moderni riformatori, o qualsivoglia innovatore. E così spariscono tutti quei NEO-MAZZINIANI, (se così si possono definire queste nuove energie), che si defilano immediatamente da quella melma anti-moderna, e cospiratrice in cui appaiono le oscure ombre di un regime assoluto, lontano nel tempo, però mai dimenticato, e tristemente noto per la sua spietata crudeltà, dimostrata sia nelle Americhe, che in Europa. E quindi chi ama la libertà difficilmente riesce a conciliarla con la monarchia assoluta degli eredi di Re sole di Francia. Questo aspetto è allarmante se lo si confronta col finto giacobinismo di Di Pietro e De Magistris, i quali ogni tanto prendono pure la bustina di zucchero, per condire il caffè Borbone, e magari c’inzuppano pure il biscotto. E allora se quella di Grillo non è antipolitica, quel movimento che produce da tempo immemore una gran «frantumatiocojones» diffusa su livelli d'intollerabile sopportazione, che cosa rappresenta? Questa risposta è più semplice. Beppe, il Grill Beppe, quel maialetto barbuto che mentre parla suda come un giocatore di poker che sa di bleffare, quello che, per essere convincente si dimena energicamente, rappresenta l'opposto dell'antipolitica. Lui è quello dell'anti-cultura, ovvero la mancanza di cultura, l'essere incolto, praticamente è la quintessenza della selvaggina, lo stato brado dell'essere umano. E devo ammettere che i continui scontri con Di Pietro, testimoniano proprio quanto detto prima; litigano perché si trovano a doversi contendere sullo stesso territorio nazionale la stessa "nicchia sociale"; dalla quale si scaturisce la loro esistenza. Il movimento si nutre di quell’ignoranza coltivata, pregna di volgarità. Quella è la loro fonte di benessere, e per dominare sulla gente incolta, devono operare una cancellazione delle loro fragili credenze.


Così frantumano le coscienze di quei poveri peones-cojones, che seguono il movimento e sanno anche abbaiare a comando. Tuttavia i litigi con Antonio Di Pietro sono solo apparenti, perché sia il “fenomeno”(da baraccone) ex comico Grillo, che il “fenomeno”(genio del trattore) l'ex magistrato Di Pietro, sono figli alla stessa mamma, e per ora non dico altro. (Secondo l'Eneide, sarebbero propriamente detti, figli di TROIA).

[RIFERITO AL VIDEO: so già che nessuno mi crederà, cari grillini, nessuno di voi ammetterà mai di essere come quella massa informe di trogloditi, - e come Goldstein - sarò odiato. Odiato per aver detto la verità, su di voi e sul vostro conduttore]

IL DECALOGO PER LIBERARE IL GRILLINO DALLE CATENE

  1. Chi controlla il passato? I partigiani, i Borboni, e qualche altro . . .

  2. Chi ha vietato l'apologia del fascismo? I partigiani, i Borboni, e qualche altro . . .

  3. Sei sicuro di essere libero? Quando è stata l'ultima volta che hai pensato a qualcosa che "non" ha detto anche Di Pietro, Travaglio e Company?

  4. Non siamo in GUERRA! E finché ci sarà il ciclo perenne, delle acque, l'acqua non mancherà, e il padrone dell'acqua non esiste! Perché il padrone del cielo non è l'uomo.

  5. L'uomo? NON E' DIO, CHIARO! e tutti quelli che hanno sostenuto il contrario sono morti.

  6. Nietzsche è morto, ma Dio no!

  7. Il superuomo non esiste.

  8. Il grande ordine mondiale non ci sarà MAI!!!!!! ...... Il mondo è caos, e caotico è l'universo.

  9. L'uguaglianza non esiste, siamo tutti diversi.

  10. Fatti una famiglia, e spegni sto caXXo di computer!


E pensare che siamo solo alle premesse, e non ho voglia di scrivere un enciclopedia, in cui riportare tutte le malefatte e i danni che derivano da tali idee grilline. Sia chiaro all’erudito lettore, che può sentirsi ampiamente legittimato a pensare che questi soggetti erano, e tuttora sono eterodiretti. E qui occorre specificare che Ideazzurra, di solito non si lascia appassionare da ipotesi di complotto, però davanti a tanta evidenza, anche il più scettico razionalista come il sottoscritto, è costretto ad ammettere che “in questo caso specifico”, l’eminenza grigia è presente, il lobbismo è innegabile, e rispetto a questa banda dei Travagli-Grill-Grulli, persino Bisignani rischia d’apparire un angioletto. E a tal proposito, come dimenticare, l'ex P.M. Di Pietro quando mise in moto un palcoscenico mai più visto, nelle aule di giustizia, in cui non poteva mancare il “computer”. Ricordo che era un Macintosh, però a me sembrava più un “gobbo” come quelli usati nel teatro per ottenere suggerimenti sulla parte da recitare. Ma torniamo a Grillo, e lasciamo stare le altre marionette come Di Pietro, De Magistris, e Travaglio, questi sono collegati al Grillo parlante, e tutti potrebbero essere collegati a loro volta al GRILLO PENSANTE (GRULLO PENSANTE!), che non è Beppe l'ex comico. Però per motivi di sintesi non posso farne ulteriore cenno in questo testo.


Beppe il censurato

Beppe Grillo venne allontanato dalla televisione nel 1986. Perché, durante un programma attacco i socialisti con una barzelletta. Ideazzurra crede che quello fu solo un pretesto, non avalla i censori, anzi la barzelletta è carina, e può essere applicata anche ai comunisti, perché la Cina è soprattutto comunista.

Ecco la barzelletta: Craxi (Berlinguer) era andato in Cina accompagnato da decine di compagni di partito, Claudio Martelli (Sandro Bondi), il suo vice, gli chiede: Compagno Bettino (Berlinguer), se in Cina sono tutti socialisti (comunisti), a chi rubano? – Tutto questo alcuni anni prima del teatrino di "Tangentopoli".



Beppe il lobbista che, da censurato, censura anche i bambini

Uno come lui ha paura di questo video! . . . Perché? Intanto è stato terribilmente cancellato dal suo blog, così ci tenevo a mostrarlo a voi tutti. È questo video cos'ha di pericoloso? Non mi risulta che censurasse altri video degli stessi autori, quando questi attaccavano Berlusconi. – Però l'ultimo fotogramma è interessante, mostra il burattinaio che, somiglia a John Lennon.



Questo video mostra quant'è lungimirante il Grillino

Contro internet (Non credo ci sia bisogno di commenti)

Ecco abbiamo appena visto di quale coerenza è capace.

Ecco abbiamo appena visto di quale coerenza è capace. (BIS)

Ma siamo ancora sicuri che Beppe mantiene quello che dice? Le sue parole, i suoi pensieri, hanno ancora un senso? L'Italia chiede persone affidabili, che abbiano idee chiare e non le cambiano in base alle convenienze del momento, anche perché l'Italia non ha mica bisogno d'un altro Clemente Mastella.


Beppe Borbone



Ecco, abbiam visto il grillino cagnolino borboncin! Che dire, lui somaro com'è, non conosce la storia, e la impara in pillole. Allora vogliam fornire una supposta di storia al signor Fuck-Man? La dominazione Borbonica in Italia ha origini antiche, e gli storici quelli veri, fanno cominciare la dominazione spagnola in Italia dal 1559 con la pace di Cateau-Cambresis. Gli spagnoli vinsero grazie a un brillante intervento di un certo Emanuele Filiberto, duca di Savoia, che sconfisse i francesi nella battaglia di San Quintino. Ecco, qualcuno potrebbe pensare che, al destino non manchi il senso dell'ironia, e in effetti, solo Grillo non sa, che i Borboni possedevano svariate regioni del nord, prima di giungere nel profondo sud, tra queste ricordiamo la Toscana, alcune parti dell'Emilia, e sul Piemonte bisogna fare ulteriori considerazioni. Infatti quei Savoia, non erano i Carignano! Erano parenti diretti di Franceschiello di BORBONE! Dunque, visto che i Borboni sono meglio di quest'Italia, (SECONDO IL GURU DEI GRILLINI), che dobbiamo resettare tutto, perché non cominciamo dal nord? Fu per un caso fortunato, che Carlo Alberto si trovò a regnare a Torino, e se non avesse fatto ammenda della tentata rivolta contro la sua stessa casata in Piemonte, avremmo avuto Francisciello Re delle Due Sicilie, e pure delle due Sardegne! Ovvero dell'Italia non asburgica(coi quali erano comunque parenti). Questo senza dimenticare che Maria Cristina di Savoia(appartenente all'altro ramo Savoia proveniente da Vittorio Amedeo I), fu moglie di Ferdinando II, RE BOMBA! E Francischiello fu quello che veramente scappò all'estero, quello che dopo la disfatta, fu ospite dei nemici austriaci, che ancora possedevano il Trentino.


Ben diversa fu la storia di Vittorio Emanuele III dopo l'8 settembre del '43; dopo aver arrestato Mussolini, dichiarato guerra alla Germania nazista di Adolf Hitler, orchestrò un “arrocco strategico” tipico del campione di Scacchi, e creò il VERO REGNO DEL SUD! Con capitale a Brindisi (ITALIA), coordinò la VERA resistenza con tutto l'esercito fascista che rifiutò di sottomettersi alla calata dei nuovi austriaci, ovvero i tedeschi di Hitler. Vittorio Emanuele III perse sua FIGLIA Mafalda, nei campi nazisti, e quando tutti i giochi furono conclusi, RE Vittorio tornato a Roma, sostituì subito tutti i sindaci italo-americani in odor di mafia. E voi (comunisti) invece di ringraziare il vero eroe e padre della nostra Italia, lo sapete cosa gli avete fatto, con una votazione truccata lo avete cacciato, e lui è andato via, come solo un nobile sa fare, FERT, FERT, FERT.

PS: Se il Grillo va cercando Borboni, che governino a casa sua! Meglio dormire tutti i giorni su un materasso di scorie radioattive, CHE FAR TORNARE I BORBONI al governo del nostro paese, o di una sua parte.



Conclusioni


L'Italia è un grande paese, e gli Italiani sono gente sveglia, vanno dal comico per ridere di lui, ma quando votano pretendono gente seria e capace. E vedo chiaramente che Grillo in questi vent'anni di governo Berlusconi, nonostante le varie crisi, non ha avuto mai un grande seguito, e per quanto lui si sforzi, la sua cospirazione anti-italiana non riuscirà. E nemmeno i grillini sono farina del suo sacco, quelli che lo seguono sono, gli orfani di Pecoraro Scanio, solo e soltanto loro che grazie alle vittorie di Berlusconi hanno visto dissolversi il loro partito, e hanno fatto confluenza in quella specie di movimento. (Ma quale antipolitica, ma mi faccia il piacere!). Ma quale antiberlusconismo, Grillo dovrebbe ringraziarlo. Chiaramente anche Berlusconi deve ringraziare i grillini, grazie a loro Silvio ha trovato il pretesto per non fare le grandi opere. Certo che, quel 3% locale, che distribuito non è nemmeno 0,01% degli italiani. Che bella vittoria è stata per Grillo che ha spaventato il governo del fare. La televisione poi ingigantisce tutto, così pure "il Pierino" quella specie di capo dei no-tav, ci è apparso in TV come fosse Leonida. Questo e tutto, anzi questo è troppo! E non credo che il nostro paese, che è passato dai salotti democristiani, poi finito nella camera da letto di Berlusconi, voglia concludere la sua esistenza nel cesso di Beppe grillo! – Basta frantumatiocojones, basta grillini, basta anche berluscones. Compresi i Legisti-nazi, e i borboni-pazzi. Era meglio quando, all'opposizione c'erano i comunisti quelli veri, perché nonostante dal mio punto di vista le loro idee erano insopportabili, loro erano sì comunisti, ma non dimenticarono mai d'essere Italiani. – Ideazzurra blog anticomunista –

CULTURA
3 maggio 2012
Pulcinella, è anti-borbonico! e non sopporta i briganti. Facciamolo contento, mandiamoli a quel paese! La napoletanità ci guadagna.




Pulcinella:Voi vi credete che il Padreterno, ...

sarcastico verso i gendarmi-Borbone s'inchina, si toglie il berretto e dice:

Signor Padreterno!

Voi vi credete che il Padreterno, non lavori? Nient affatto! Il Padreterno lavora dalla mattina alla sera.

Pulcinella sobbalza: o' pataterno s'accire 'e fatica!

Tant'è vero che un giorno stava stanco e si stava riposando,

allora venne San Pietro e gli disse; padreté, padreté! Tu non puoi riposare,

devi lavorare ancora, tu devi fare Napoli! il Padreterno disse: ma io sto stanco,

ho lavorato fino adesso! Adesso ho finito di fare Roma!

San Pietro: e "vabbene" Napoli l'avete promesso e lo dovete fare,

- Prosegue San Pietro - Quello è un posto magnifico, v'è un'aria buona piena di

sole, ci sono i profumi del mare, po' ce stanno i maccheroni.

Allora o' Padreterno dice: ho capito come devo fare, facciamo presto, io piglio un

pezzo di paradiso e lo mando laggiù.

Qualcuno esclama all'esagerazione:eìhh ... Il pubblico ride,

e si sentono schiamazzi d'allegria.

Pulcinella prosegue: figuratevi, tutte le popolazioni si misero in fermento.

e dice, comm'è! A Napoli ci stanno le canzoni, c'è sempre il sole, la musica,

ci son i maccheroni! eh' noi no? Allora il Padreterno, immediatamente fece una pensata.

Ci vuole l'equilibrio! è'vero?

Allora ... ci mandiamo a Napoli, ...

sarcastico di nuovo verso i gendarmi-Borbone s'inchina, si toglie il berretto e dice:

L'ECCELLENTISSIMO E POTENTISSIMO SIGNOR BORBONE!

La platea ride a crepapelle ....

Pulcinella con aria seria:Voi capite la fortuna che ha avuto Napoli ad avere, RE FERDINANDO?!?

E se noi avessimo avuto, per esempio un RE OTTUSO, CRETINO, ANALFABETA CHE NON SAPEVA NÉ LEGGERE E NÉ SHCRIVERE! eh, ... E se noi, per esempio avessimo avuto, un Re ca non si sapeva comportare!

Un Re BUFFONE, un Re lazzarone. shcostumato, che popolo sarebbe diventato?

E se per esempio avessimo avuto, un RE MARIUOOOLO! -- avvolgendo le dita della mano --

Un Re ladro, farabutto, imbroglione! Noi che siamo un popolo che abbiamo la nomina di

essere onesti, lavoratori, rishpettosi! Noi saremmo diventati certamente un popolo di

imbroglioni, farabutti, ladri e TRUFFATORI, ... COME LUI!

____________________________________

Questa scenetta è stata tratta da un vecchio e saggio film Ferdinando I, Re di Napoli. Si tratta di un film del 1959, diretto da Gianni Franciolini, che mostra in chiave comica le disastrose vicende della crudele dinastia borbonica. Indicandone colpe e responsabilità che ancora oggi affliggono la realtà campana, e meridionale. Il film è ambientato in una Napoli del 1806, Pulcinella (Eduardo De Filippo), con la scusa di recitare tra il popolo, sbeffeggia il Re Ferdinando, interpretato da (Peppino De Filippo).


IL COMMENTO STORICO RELATIVO AL BRANO DEL VERO RE DI NAPOLI EDUARDO DE FILIPPO, MONARCA ASSOLUTO

E PROFONDO CONOSCITORE DELLA

REALTÀ PARTENOPEA


Ferdinando I di Borbone (1751-1825), fu detto il re lazzarone, di tutto si occupava, tranne che dei disagi in cui versava il suo popolo. Ma questo non bastò a tormentare i destini del suditalia, ovvero l'italia-suddita, quella del sud, suddita di una dinastia senza scrupoli, quella Borbone, quella stessa che per sé stessa chiamò l'Architetto Vanvitelli ed alloggiò nella Reggia di Caserta, che chic! E per i napoletani cosa fece? Costruì i quartieri spagnoli. – Eh bravi gli eccellentissimi signori Borbone! – In quei quartieri, non ci dovevano stare mica i Borboni! Eh no! lì dovevano vivere i napoletani. Ma gli studiosi più onesti lo sanno che, questi nobili spagnoli dal sangue blu hanno sempre odiato i napoletani. Fu così, già dai lontani tempi dei Viceré di Napoli, e poco importa se questi fossero stati francesi o spagnoli, oppure di entrambe le nazionalità. – ERANO MONARCHIE ASSOLUTE – E dominavano col terrore della forca. Riguardo a questi quartieri, che sono un vero capolavoro di crudeltà verso il popolo napoletano, che venne trattato peggio delle bestie da soma, così scrivono gli appassionati di storia di Wikipedia: – I quartieri sorgono intorno al XVI secolo al fine di accogliere le guarnigioni militari spagnole destinate alla repressione di eventuali rivolte della popolazione napoletana, oppure come dimora temporanea per coloro che passavano da Napoli in direzioni di altri luoghi di conflitto. Fin dall'epoca della nascita, i quartieri divennero un luogo malfamato dove prostituzione e criminalità la facevano da padrone, a causa soprattutto della continua ricerca di "divertimento" da parte dei soldati spagnoli. Nonostante l'emanazione da parte del viceré di Napoli, don Pedro de Toledo, di alcune apposite leggi tese a debellare il fenomeno, il quartiere rimase nel tempo sempre un'area di grandi difficoltà sociali della città partenopea. – E NOI TUTTI RINGRAZIAMO SUA MAESTÀ L'ECCELLENTISSIMO SIGNOR BORBONE, PERCHÉ È LUI CHE BISOGNA RINGRAZIARE PER QUELLE CASE CHE SEMBRANO DEI CESSI, NELLE QUALI NEMMENO UN CANE CI POTREBBE SOPRAVVIVERE, E LUI PENSO' DI FARCI STARE I NAPOLETANI, MENTRE LUI GOZZOVIGLIAVA NELLA REGGIA, CON TANTO DI CASCATE. – ECCO IL SUO AMORE PER NAPOLI! –

Poi si passò dal Re lazzarone, con un breve intervallo di anni, all'altro Ferdinando, quello che fu tristemente noto come Ferdinando II Re Bomba.

Tra il 1849 e il 1851, a causa della dura repressione portata avanti da Ferdinando II, molti andarono in esilio; tra rivoluzionari e dissidenti, circa duemila persone furono incarcerate nei penitenziari del regno borbonico. Va ricordata la dura repressione effettuata in Sicilia con il bombardamento di Messina con centinaia di morti, che valsero a Ferdinando II il soprannome di "Re Bomba". – NON HO ALTRO DA AGGIUNGERE, QUESTO È UN ALTRO ATTO D'AMORE VERSO IL POPOLO MERIDIONALE – E ALLORA VOGLAMO RINGRAZIARE ANCHE DI QUESTO L'ECCELLENTISSIMO SIGNOR BORBONE? TROVATE VOI IL SISTEMA, SO BENE CHE AI NAPOLETANI NON MANCA LO SPIRITO D'INVENTIVA! –

Il politico inglese William Ewart Gladstone, dopo aver soggiornato, per circa quattro mesi tra l'autunno del 1850 e l'inverno del 1851 a Napoli, iniziò a sostenere gli oppositori di Ferdinando II: scrisse due lettere al primo ministro inglese George Hamilton Gordon, in cui descriveva la «terribile condizione» del Regno delle Due Sicilie, definito la «negazione di Dio». Il primo ministro delle Due Sicilie Giustino Fortunato venne avvertito delle lettere da Carlo Ruffo, ambasciatore duosiciliano a Londra, ma Fortunato non gli rispose e non informò il re. Questa manchevolezza inferocì Ferdinando II che lo licenziò immediatamente e in lui maturò il sospetto che Fortunato non avesse mai dimenticato il suo passato liberale e avesse di proposito favorito la circolazione delle lettere.

  • Raffaele De Cesare, La fine di un regno (Napoli e Sicilia), S. Lapi, 1900, p.77 –

CONCLUDO, LASCIAMO PERDERE IL GATTO E LA VOLPE, NON SOLO SONO DISONESTI COL PASSATO, MA VOGLIONO RUBARE IL FUTURO A NAPOLI. SPERO CHE I NAPOLETANI NON SI FACCIANO RUBARE DI NUOVO IL FUTURO DA QUATTRO HISPANICI  E UN MONARCA CONGIURATO. – FORSE IL GRANDE – EDUARDO DE FILIPPO – QUESTO, L'AVREBBE DETTO MOLTO MEGLIO DI ME, MA PURTROPPO – IDEAZZURA – NON PUÒ ASPIRARE  A  TALE GRANDEZZA.


politica estera
28 aprile 2012
Ideazzurra: propongo uno scambio ai francesi. Dateci Mari(n)e Le Pen, aiutate l'Italia a diventare un posto migliore.

"This is a Message in a Bottle, for unknown destination"
"C'est,
un message dans une bouteille, pour destination inconnue"
"Questo è un messaggio in bottiglia, con destinazione ignota"




Non ci sono più speranze per la Grecia che diede fiducia alla sinistra di Papandreou. L'egoismo della Germania ha prevalso. Oramai, la Grecia è scomparsa dai titoli di molti giornali, bisogna essere dei detective per comprendere la comunicazione criptica dei media italiani, governati da una censura che fa impallidire quella stalinista sovietica. Quando si parla di Grecia e del suo rating, ecco cosa appare a video: - S.D. = SELECTIVE DEFAULT -
Si tratta di una exit strategy, lei esce insolvente da questo monopoli diretto dalla Germania, e chi resta al tavolo pagherà le conseguenze. Pagheremo noi, anche l'uscita graduale della Grecia dall'Euro. Avrei preferito pagare per farla restare qui con noi, ma purtroppo non è andata in questo modo. Come ho già scritto in precedenza, quest'Europa non mi piace, non è solidale, chiede ai piccoli stati quello che non hanno, per creare logiche di sudditanza in pieno stile asburgico. Oltretutto, questo è un grosso errore, perché quello che esce dall'orbita europea in questo modo così meschino, può entrare nell'orbita cinese. E devo dire che COSCO è già presente al porto commerciale del Pireo.
Dall'altra parte, la Spagna demolita dalla sinistra di Zapatero, oggi appare una nazione in bilico. 
L'Italia e la Francia sono nazioni sorelle, però in Francia c'è stato Charles de Gaulle, e noi in Italia, non abbiamo mai avuto personaggi di questo spessore, oppure non gli è stata data la possibilità di esprimersi, se Napoleone fosse stato Italiano? Sia noi che voi, avremmo perso un grande generale, che l'italianità avrebbe ridotto ai minimi termini. In ogni modo, tornando a fatti più attuali, il presidenzialismo in Italia è ancora un miraggio, il nucleare neanche a parlarne! Così ne approfitto per ringraziare i gentili fratelli francesi, perché ci permettono di avere la luce accesa, altrimenti avrei dovuto scrivere attraverso segnali di fumo come "Toro seduto" e gli indiani d'America. Cosa ci vogliamo fare, questa è l'Italia, vuole consumare senza produrre, produce mondezza che non smaltisce, e poi manda tutto all'estero, appunto. Tuttavia cari amici, capirete da questo "messaggio in bottiglia", affidato alle dolci onde dell'oceano di Internet, che gli Italiani non sono tutti uguali, "e menomale" che è ancora così!
Così concludo; se fossi francese, non farei lo sbaglio della Grecia, della Spagna, e pure dell'Italia, perché Berlusconi per me è Comunista! Allora, se fossi francese, avrei votato Marine Le Pen. Ma oramai, anche lì i giochi si avviano al termine, e vedo quel quasi 18% al Fronte Nazionale, che non è male, però non è sufficiente. A questo punto, cari francesi, vi propongo uno scambio, prendetevi Fini, Casini e Rutelli, ve li regaliamo, però fate diventare italiana la Signora Marine Le Pen, non ci vuole mica tanto, basta cambiare un colore alla bandiera, ... et voilà! Avremmo in cambio, finalmente anche noi una persona affidabile, da votare come Presidente del Consiglio dei Ministri. Pensateci, intanto tenetevi pure la Carlà Bruni, e qualche brigatista rosso, che di tanto in tanto fate scappare in Brasile. Come potete vedere di spazzatura ideologica ne sforniamo in quantità industriale. Però la Signora Le Pen la vogliamo, dopotutto siamo vicini di casa, abbiamo il monte Bianco in comune, magari con la Signora Le Pen Presidente, riusciamo a concludere finalmente il tunnel del treno ad alta velocità Torino-Lione. Cari amici francesi aiutate l'Italia a diventare un posto migliore. Lo so, l'avete già fatto una volta, anzi a pensarci bene, più d'una volta. Però voi avete un debito di riconoscenza, perché se oggi parlate francese, che è una lingua neo-latina, lo dovete Giulio Cesare, che per i galletti ha dovuto scrivere anche un bel libro. Così, visto che la storia l'abbiamo fatta noi Italiani, per il futuro dateci ancora una mano. Intanto ho scoperto che abbiamo altre cose in comune ... abbiamo sia noi, che voi un bel debito pubblico, bello grande! Però le bollette per l'energia elettrica che gentilmente ci fornite col VOSTRO NUCLEARE FRANCESE, quelle ve le paghiamo sempre.
Ideazzurra anticipatamente ringrazia i cari amici francesi, sperando che per farsi capire dagli italiani non debba scrivere in arabo!


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Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, tutti gli uomini sono stati creati uguali, dotati dal loro Creatore di Diritti inalienabili, fra questi ci sono, la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità

DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA USA 4 LUGLIO 1776



GOD BLESS AMERICA AND ITALIA
UNITED WE STAND


FORZA ITALIA
CAMPIONI AZZURRI
SEMPRE VINCENTI




Indirizzo E-Mail:
open_linus@libero.it












Io dico che un comunista in una caserma dell’esercito è un comunista di troppo.
Un comunista nella facoltà di un’università è un comunista di troppo.
Un comunista tra i consiglieri americani di Yalta è un comunista di troppo.
E anche se ci fosse stato un solo comunista al Dipartimento di stato, sarebbe stato un comunista di troppo.

J. McCarthy Il 9 luglio 1952 convention repubblicana.



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