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ideazzurra
L'unica cosa di cui aver paura? E' la paura stessa. (Franklin D. Roosevelt)
CULTURA
13 maggio 2012
Ideazzurra: se Gian Antonio Stella fa apologia del fascismo, noi tutti dovremmo riflettere su certe implicazioni

Quando, un insospettabile moderato e famoso giornalista; come Gian Antonio Stella viene colto in flagrante a fare l'apologia del fascismo; con espliciti interrogativi colmi di rimpianti per quell'epoca in cui i soldi avanzavano agli amministratori, e gli ingegneri comunali erano più che sufficienti per progettare e realizzare opere, e questo accadeva anche nelle città d'arte come la serenissima Venezia! Allora occorre riflettere! Rispetto a tanta evidenza, non si può restare indifferenti. Anche perché i richiami alla classe dirigente attuale provengono da più parti, e facendo l'ennesimo confronto con quel passato non ancora passato, si scopre sempre la sconfitta di quell'Italia che nacque in quel famoso 2 giugno. Se poi il monito viene lanciato da Gian Antonio Stella, che non è una testa rasata, né un estremista di casapound, allora è necessaria una buona e sacrosanta pausa di riflessione, per richiamare su questi fatti, proprio i censori e i vari custodi della memoria. Auspicando che, ne facciano ammenda. Infatti, senza farne troppo mistero, l'autore del saggio “LA DERIVA”, già da tempo sorprende il grande pubblico, perché con quel suo modo di scavare nel passato del nostro paese, e quel ricordare che, l'Italia produceva eccellenze, e talvolta ci si ritrova a pensare che, queste erano figlie leggittime di quel fascismo che oggi rappresenta il tabù di molti intellettuali.


Considerato quanto appena detto, appare evidente che si porta il lettore a pensar male, molto male rispetto alla zona proibita che è stata costruita ad arte intorno a tale filosofia di vita (che prese in consegna un paese ancora profondamente diviso, e gli diede non pochi slanci d'orgoglio). Ma questo tabù è alimentato anche da pessime leggi, che vietano agli italiani di essere sé stessi, ragion per cui, in tutti questi anni non s'è riuscito ancora produrre nessun tipo di alternativa rispetto ai vari ritorni al passato.

Ecco, dunque il testo in questione tratto dal libro LA DERIVA

Eppure anche noi, un tempo, eravamo svelti. Un esempio proprio veneziano? Senza tornare al grandioso canale «sborador» scavato in soli 1592 giorni col badile e le carriole, da Porto Viro alla Sacca di Goro per dare nel 1604 un nuovo sbocco al Po, basta ricordare i tre ponti principali costruiti negli anni Trenta del Novecento dall'ingegnere capo del municipio Eugenio Miozzi. Mica un genio coccolato nei salotti di Parigi e di Manhattan: l'ingegnere comunale.

Sapete quanto impiegò per costruire il celeberrimo e lunghissimo Ponte della Libertà che solca la laguna, parallelo al ponte ferroviario edificato a metà Ottocento dagli austriaci, unendo la città serenissima alla terra ferma? Due anni scarsi: 657 giorni. E siccome verso la fine si accorse di avere speso meno di quanto gli avevano dato, decise di usare i soldi avanzati per costruire davanti alla stazione dei treni un nuovo ponte che scavalcasse il Canal Grande, quello degli scalzi. I lavori cominciarono nove giorni dopo l'inaugurazione da parte del Duce del collegamento translagunare: altri 542 giorni ed era pronto anche questo. E siccome verso la fine di questa seconda opera si accorse di nuovo di avere speso meno del previsto, decise di buttar giù il vecchio ponte di ferro dell'Accademia, che versava in condizioni pietose, per sostituirlo con uno provvisorio di legno. Abbattimento, rimozione dei detriti, costruzione del nuovo manufatto e inaugurazione: un mese. Un mese! E il ponte di legno, bellissimo, è ancora lì.

Al che ti domandi: che cosa si è rotto? Quando? Perché? Come mai a un certo punto tutto si è trasformato in progetti di progetti per fare nuovi progetti senza un colpo di piccone?



  • LA DERIVA, RIZZOLI – GIAN ANTONIO STELLA E SERGIO RIZZO – Pag.52



Cosa s'è rotto? Proprio nulla, giusto qualche dettaglio qua e là! Cosa rispondere al giornalista, che ha tutte le ragioni di questo mondo per lamentarsi di questa classe politica? Ma, in effetti, da quando manca la croce bianca sul tricolore, l'Italia, sembra aver preso la via della tangente, e questa via è ben protetta da apposite leggi che la tutelano da quelle pericolosissime persone oneste, a cui fa riferimento il Sig. Stella nel suo libro. Così una volta sistemati a dovere coloro che desiderassero riprendere “the right way” (la strada giusta), non ci resta altro che scegliere tra tipi sinistri e inclini al malaffare. E chiaramente gli esempi non mancano, anzi oserei puntualizzare dicendo che, l'abbondanza di malaffare sinistro è così grandemente palese, che in molti si chiedono come mai la penisola non è ancora sprofondata nel mare dei debiti che questi hanno contratto, e per i quali chiedono al popolo di pagare il conto. Dunque, siamo orfani, senza il nostro passato, e la nostra memoria è drogata da ideologie straniere che non ci appartengono. Siamo vittime di filosofi germanici, che tanto danno hanno recato al mondo intero.

E se per caso, grazie a queste leggi liberticide stessimo spianando la strada a un passato più remoto che metterebbe in discussione anche l'esistenza stessa dell'Italia, nel senso di entità unica e indivisibile, di chi sarebbe la colpa? Lascio senza risposta il quesito, però non credo che la nostra Italia possa uscire sconfitta anche dal confronto con il passato Borbonico e Asburgico, e di tutti quei tiranni stranieri che hanno trattato i nostri antenati come zerbini, sudditi e mai cittadini. Possibile che gli sgherri e guardapiazza borbonici erano meglio della Benemerita Arma dei Carabinieri? E rispetto ai briganti, che dire? Possibile che questi avanzi di medioevo, possono tornare così alla ribalta e rivalutati come eroi romantici? Questi rigurgiti di storia, con tanti patetici ricami che, fantasiosamente ricuciono il passato remoto al presente, fanno un salto all'indietro di oltre 200 anni! E si pongono prepotentemente in relazione col presente attuale. Così, inermi assistiamo all'amnesia degli storici su fatti che riguardano il Novecento, e prendiamo lezioni dai nostalgici del Settecento. Ma è possibile parlare di futuro in questo modo? La verità è un'altra, noi stiamo impiccando il bel paese sulla forca borbonica, stiamo chiudendo la la nostra gloriosa memoria risorgimentale nelle buie carceri di quel regime sanguinario. Gli storici rifiutano il risorgimento perché quell'epoca gloriosa di rinascita, traghettò l'Italia nel fascismo. Questa è la verità! I Borbone torneranno, e voi tutti li farete passare, e quando si accomoderanno sul trono, ridurranno l'Italia in pezzi, avremo di nuovo due Sicilie, “faranno ammuina” e “funiculì, funiculà”. E questo scempio sarà consacrato sull'altare dell'antifascismo.

E non è difficile da immaginare la scena pietosa: interpreti, voi tutti, corrotti dal soldo straniero, col fazzoletto rosso in mano, «i tutori dell'attuale carta costituzionale» con le pance piene e con in tasca ancora i denari con cui venderete la terra dei vostri padri allo straniero, «Voi, vili e nauseabondi mercenari» saluterete allegramente la fine del bel paese cantando, “Bella ciao”.


Una bella canzone pop, potrebbe essere la giusta risposta al noto giornalista del Corriere della Sera: It's too late to apologize(?) - ONE REPUBLIC


POLITICA
9 maggio 2012
Ideazzurra: Flavio Tosi potrebbe diventare il Tosi nazionale. E' lui il vero fenomeno


Il vero fenomeno, di queste amministrative è un iperboreo dal nome romano, che vive nel nordest della nostra grande Italia, sguardo tenebroso, spalle larghe, e schiena dritta. Sembra Costantino Magno, l'imperatore cattolico noto per la famosa visione che gli consegnò la più grande vittoria personale. Costantino veniva giù dalla Gallia, e vide una croce nel cielo, e sotto di essa c'era scritto: in hoc signo vinces. Vedendo tale segno, Costantino fece cambiare i suoi simboli e divenne l'Imperatore Augusto di tutto l'Impero romano. -- Ma ora torniamo ai nostri giorni, lui non si piega ai compromessi, è una testa pensante, e chi sa bene quel che vuole, non può dir tante parole. Così da questa breve introduzione già si capisce di chi sto parlando, è Flavio Tosi il fuoriclasse del nordest, quel catalizzatore di voti che nel 2005, ottenne il record assoluto di preferenze, dico 28.000 preferenze, non sono una passeggiata. Oggi appare rinforzato e in controtendenza rispetto agli altri candidati del carroccio. Anzi si può tranquillamente dire che, ha quasi raddoppiato i suoi consensi. I numeri parlano chiaro, Tosi vola con il 57.40% dei voti con 50.885 preferenze personali, tutte nella sua Verona. Quello che appare dai dati, mostra i numeri d' un'intera città, delle dimensioni di Avellino, in cui tutti gli abitanti abbiano votato per una sola persona, e questa persona è FLAVIO TOSI! Questo è un dato a dir poco sconvolgente, visto il periodo d'incertezza e di crisi, che stiamo vivendo. E poi la Lega Nord è stata travolta da scandali di tale grandezza che sicuramente hanno danneggiato tutti i candidati, oramai quando si parla della lega si pensa subito al TROTA, alla laurea comprata in Albania, al Belsito, nonché alla ndrangheta che investiva nel sud-Africa, soldi della Lega-Nord. Tra l'altro nemmeno l'Africa ha voluto quei soldi leghisti, e li ha rispediti al mittente, aggravando ancora di più l'immagine del partito. Ma nonostante queste non piccole difficoltà, Tosi ne esce addirittura ingigantito, come se appartenesse a un altro partito. Allora la domanda sorge spontanea, se non ci fossero stati questi scandali, quante preferenze avrebbe preso Flavio Tosi? Ecco, da domande come questa si scaturiscono quelle sane riflessioni che portano a valutare meglio i dati delle urne. Infatti il voto dato a Tosi, non è un voto alla Lega Nord, bensì è un voto alla persona, e alle idee un po' atipiche che lo portano sempre su un piano distinto, rispetto al solito gruppo dei dementi come Salvini, Calderoli, Borghezio. E pure Maroni non è che si possa salvare dal terremoto; dopo aver mostrato da ministro, il pugno di ferro contro la criminalità organizzata, lo abbiamo visto impantanato in torbidi giochi di palazzo con Umberto Bossi, nella gestione del Partito leghista. Quindi tornando al riconfermato sindaco della città dell'arena romana, e mi riferisco alla bella Verona, voglio ricordare che a Roma c'è un monumento nazionale che porta il suo nome, è il Teatro Flavio meglio noto col nome di Colosseo. Sia più ambizioso Flavio Tosi, un Tosi nazionale, non sarebbe mica male. Innanzi tutto potrebbe abrogare la Legge Mancino, e si sa che a Montefalcione (in Irpinia) c'erano i briganti (che non godono delle simpatie di chi scrive su questo blog), e qualcuno di loro magari è tuttora anti-italiano e nostalgico di Re Francischiello (Si sappia che Ideazzurra è anti-borbonica), ma chi sa bene quel che vuole non può dir troppe parole. Quindi, esultiamo per questa grande vittoria di un singolo che rappresenta il vero cambiamento. Oramai da qualche anno c'è un vuoto politico, in un'area molto vasta d'elettorato, ci sono tanti, che non vedono più Fini come leader della Destra, e magari un Tosi nazionale potrebbe funzionare. In conclusione, bisogna ricordare che Flavio Tosi tante volte si è mostrato scettico verso il tema della secessione, e nel 2011 ha sfiorato la violazione dello statuto leghista, dichiarando chiaramente di sentirsi italiano, e pure europeo. Ha descritto la secessione, come una roba da accantonare, perché divide, anche tra gli elettori del nord. Detto questo non manca nessun requisito al Sindaco di Verona Flavio Tosi, per creare una (R)epubblica (S)erenissima (I)taliana, e ideazzurra non vede l'ora che questo accada.



POLITICA
6 maggio 2012
Grillo [è] un fenomeno da baraccone, è sempre stato tale, e non cambierà mai. OGGI E' UN SIMPATICO GOLPISTA BORBON-CIN-LEGHISTA

Grillo è un prodotto di discount

Grillo [è] un fenomeno da baraccone, è sempre stato tale, e non cambierà mai

[Avviso al benigno lettore; questo post è più lungo del solito]


A un primo sguardo, può apparire divertente. Il Grill Beppe è dinamico, ostinato, e soprattutto, ha senso dell'umorismo. Ma, slogan: né destra né di sinistra, sono molto, molto pericolosi, e tra breve scopriremo il perché.

Comincia sempre il suo circo mediatico, con la stessa retorica frase: la destra? "Un mosaico di truffatori"; la sinistra? "Anche peggio". I partiti sono il cancro della democrazia; le grandi aziende sono gestite da ladri e vagabondi; gli intellettuali hanno lasciato il cuore e il portafoglio a destra (e per lui questo sarebbe un male, il male dei mali). Nessuno viene risparmiato dal veleno del comico 60 enne, ancora sprovvisto di bastone, che non vuol saperne di andare in pensione. Così abbiamo metabolizzato le sue balle che oramai raggiungono grandezze stellari. Ma il pubblico, (il suo gregge) è entusiasta, specialmente quando dice: non voglio creare un partito! E il pubblico (ripeto il minuscolo gregge del suo orticello), risponde sempre con tanto calore: bravooo! Poi prosegue sempre con il suo cavallo di battaglia: vogliamo un Parlamento pulito, fatto di persone che non siano state condannate per alcun reato. E il pubblico esulta: Siiii! (quando dico pubblico, intendo il suo sparuto mucchietto).


Ma come recita una nota canzone di Franco Battiato, "nulla è come appare, nulla è come sembra", così quell'area dell’anarco-sindacalismo, attribuita più volte all'antipolitica, prende distanze chilometriche dalle manifestazioni dei grillini, e non né riconosce alcuna affinità, e men che meno una legittima autorità. Anzi sembra che questi, sfruttino in rare occasioni, e solo come un'utile palestra a cielo aperto, quelle pittoresche manifestazioni fornite dall'ex comico Genovese. Quindi il Grill Beppe, per quanto cerchi di apparire rivoluzionario, libertario, anti-sistema, in realtà non ispira fiducia. Infatti, da vent'anni a questa parte, si nota, strano ma vero, che proprio questi gruppi a lui precedenti e solo apparentemente affini, pare che evitino con cura di confondersi col movimento di Grillo. Perché mai, le varie frange di lotta anti-sistema non si uniscono sotto la bandiera di Peppe l'ex comico? Non è semplice da decifrare questo dato, però, appare chiaro che il movimento che conduce il Grill Beppe, in realtà non è vera antipolitica. Infatti, il "gruppo di Grillo" pur manifestando avversione al ruolo dei partiti, ricalca tutti gli aspetti di un partito, e partecipa alle elezioni con propri candidati, che poi diventano parte del sistema stesso. Questo già di per sé fa storcere il naso a tutti quelli che leggono montagne di libri nelle varie università, e sognano Libertalia, il paese con meno stato e senza tasse. E poi, si può essere sia ANARCHICI che MONARCHICI? E le sue continue affermazioni a favore della congiurata monarchia Borbonica, fanno di lui un restauratore, UTRACONSERVATORE, più simile agli oscurantisti medievali, che non ai moderni riformatori, o qualsivoglia innovatore. E così spariscono tutti quei NEO-MAZZINIANI, (se così si possono definire queste nuove energie), che si defilano immediatamente da quella melma anti-moderna, e cospiratrice in cui appaiono le oscure ombre di un regime assoluto, lontano nel tempo, però mai dimenticato, e tristemente noto per la sua spietata crudeltà, dimostrata sia nelle Americhe, che in Europa. E quindi chi ama la libertà difficilmente riesce a conciliarla con la monarchia assoluta degli eredi di Re sole di Francia. Questo aspetto è allarmante se lo si confronta col finto giacobinismo di Di Pietro e De Magistris, i quali ogni tanto prendono pure la bustina di zucchero, per condire il caffè Borbone, e magari c’inzuppano pure il biscotto. E allora se quella di Grillo non è antipolitica, quel movimento che produce da tempo immemore una gran «frantumatiocojones» diffusa su livelli d'intollerabile sopportazione, che cosa rappresenta? Questa risposta è più semplice. Beppe, il Grill Beppe, quel maialetto barbuto che mentre parla suda come un giocatore di poker che sa di bleffare, quello che, per essere convincente si dimena energicamente, rappresenta l'opposto dell'antipolitica. Lui è quello dell'anti-cultura, ovvero la mancanza di cultura, l'essere incolto, praticamente è la quintessenza della selvaggina, lo stato brado dell'essere umano. E devo ammettere che i continui scontri con Di Pietro, testimoniano proprio quanto detto prima; litigano perché si trovano a doversi contendere sullo stesso territorio nazionale la stessa "nicchia sociale"; dalla quale si scaturisce la loro esistenza. Il movimento si nutre di quell’ignoranza coltivata, pregna di volgarità. Quella è la loro fonte di benessere, e per dominare sulla gente incolta, devono operare una cancellazione delle loro fragili credenze.


Così frantumano le coscienze di quei poveri peones-cojones, che seguono il movimento e sanno anche abbaiare a comando. Tuttavia i litigi con Antonio Di Pietro sono solo apparenti, perché sia il “fenomeno”(da baraccone) ex comico Grillo, che il “fenomeno”(genio del trattore) l'ex magistrato Di Pietro, sono figli alla stessa mamma, e per ora non dico altro. (Secondo l'Eneide, sarebbero propriamente detti, figli di TROIA).

[RIFERITO AL VIDEO: so già che nessuno mi crederà, cari grillini, nessuno di voi ammetterà mai di essere come quella massa informe di trogloditi, - e come Goldstein - sarò odiato. Odiato per aver detto la verità, su di voi e sul vostro conduttore]

IL DECALOGO PER LIBERARE IL GRILLINO DALLE CATENE

  1. Chi controlla il passato? I partigiani, i Borboni, e qualche altro . . .

  2. Chi ha vietato l'apologia del fascismo? I partigiani, i Borboni, e qualche altro . . .

  3. Sei sicuro di essere libero? Quando è stata l'ultima volta che hai pensato a qualcosa che "non" ha detto anche Di Pietro, Travaglio e Company?

  4. Non siamo in GUERRA! E finché ci sarà il ciclo perenne, delle acque, l'acqua non mancherà, e il padrone dell'acqua non esiste! Perché il padrone del cielo non è l'uomo.

  5. L'uomo? NON E' DIO, CHIARO! e tutti quelli che hanno sostenuto il contrario sono morti.

  6. Nietzsche è morto, ma Dio no!

  7. Il superuomo non esiste.

  8. Il grande ordine mondiale non ci sarà MAI!!!!!! ...... Il mondo è caos, e caotico è l'universo.

  9. L'uguaglianza non esiste, siamo tutti diversi.

  10. Fatti una famiglia, e spegni sto caXXo di computer!


E pensare che siamo solo alle premesse, e non ho voglia di scrivere un enciclopedia, in cui riportare tutte le malefatte e i danni che derivano da tali idee grilline. Sia chiaro all’erudito lettore, che può sentirsi ampiamente legittimato a pensare che questi soggetti erano, e tuttora sono eterodiretti. E qui occorre specificare che Ideazzurra, di solito non si lascia appassionare da ipotesi di complotto, però davanti a tanta evidenza, anche il più scettico razionalista come il sottoscritto, è costretto ad ammettere che “in questo caso specifico”, l’eminenza grigia è presente, il lobbismo è innegabile, e rispetto a questa banda dei Travagli-Grill-Grulli, persino Bisignani rischia d’apparire un angioletto. E a tal proposito, come dimenticare, l'ex P.M. Di Pietro quando mise in moto un palcoscenico mai più visto, nelle aule di giustizia, in cui non poteva mancare il “computer”. Ricordo che era un Macintosh, però a me sembrava più un “gobbo” come quelli usati nel teatro per ottenere suggerimenti sulla parte da recitare. Ma torniamo a Grillo, e lasciamo stare le altre marionette come Di Pietro, De Magistris, e Travaglio, questi sono collegati al Grillo parlante, e tutti potrebbero essere collegati a loro volta al GRILLO PENSANTE (GRULLO PENSANTE!), che non è Beppe l'ex comico. Però per motivi di sintesi non posso farne ulteriore cenno in questo testo.


Beppe il censurato

Beppe Grillo venne allontanato dalla televisione nel 1986. Perché, durante un programma attacco i socialisti con una barzelletta. Ideazzurra crede che quello fu solo un pretesto, non avalla i censori, anzi la barzelletta è carina, e può essere applicata anche ai comunisti, perché la Cina è soprattutto comunista.

Ecco la barzelletta: Craxi (Berlinguer) era andato in Cina accompagnato da decine di compagni di partito, Claudio Martelli (Sandro Bondi), il suo vice, gli chiede: Compagno Bettino (Berlinguer), se in Cina sono tutti socialisti (comunisti), a chi rubano? – Tutto questo alcuni anni prima del teatrino di "Tangentopoli".



Beppe il lobbista che, da censurato, censura anche i bambini

Uno come lui ha paura di questo video! . . . Perché? Intanto è stato terribilmente cancellato dal suo blog, così ci tenevo a mostrarlo a voi tutti. È questo video cos'ha di pericoloso? Non mi risulta che censurasse altri video degli stessi autori, quando questi attaccavano Berlusconi. – Però l'ultimo fotogramma è interessante, mostra il burattinaio che, somiglia a John Lennon.



Questo video mostra quant'è lungimirante il Grillino

Contro internet (Non credo ci sia bisogno di commenti)

Ecco abbiamo appena visto di quale coerenza è capace.

Ecco abbiamo appena visto di quale coerenza è capace. (BIS)

Ma siamo ancora sicuri che Beppe mantiene quello che dice? Le sue parole, i suoi pensieri, hanno ancora un senso? L'Italia chiede persone affidabili, che abbiano idee chiare e non le cambiano in base alle convenienze del momento, anche perché l'Italia non ha mica bisogno d'un altro Clemente Mastella.


Beppe Borbone



Ecco, abbiam visto il grillino cagnolino borboncin! Che dire, lui somaro com'è, non conosce la storia, e la impara in pillole. Allora vogliam fornire una supposta di storia al signor Fuck-Man? La dominazione Borbonica in Italia ha origini antiche, e gli storici quelli veri, fanno cominciare la dominazione spagnola in Italia dal 1559 con la pace di Cateau-Cambresis. Gli spagnoli vinsero grazie a un brillante intervento di un certo Emanuele Filiberto, duca di Savoia, che sconfisse i francesi nella battaglia di San Quintino. Ecco, qualcuno potrebbe pensare che, al destino non manchi il senso dell'ironia, e in effetti, solo Grillo non sa, che i Borboni possedevano svariate regioni del nord, prima di giungere nel profondo sud, tra queste ricordiamo la Toscana, alcune parti dell'Emilia, e sul Piemonte bisogna fare ulteriori considerazioni. Infatti quei Savoia, non erano i Carignano! Erano parenti diretti di Franceschiello di BORBONE! Dunque, visto che i Borboni sono meglio di quest'Italia, (SECONDO IL GURU DEI GRILLINI), che dobbiamo resettare tutto, perché non cominciamo dal nord? Fu per un caso fortunato, che Carlo Alberto si trovò a regnare a Torino, e se non avesse fatto ammenda della tentata rivolta contro la sua stessa casata in Piemonte, avremmo avuto Francisciello Re delle Due Sicilie, e pure delle due Sardegne! Ovvero dell'Italia non asburgica(coi quali erano comunque parenti). Questo senza dimenticare che Maria Cristina di Savoia(appartenente all'altro ramo Savoia proveniente da Vittorio Amedeo I), fu moglie di Ferdinando II, RE BOMBA! E Francischiello fu quello che veramente scappò all'estero, quello che dopo la disfatta, fu ospite dei nemici austriaci, che ancora possedevano il Trentino.


Ben diversa fu la storia di Vittorio Emanuele III dopo l'8 settembre del '43; dopo aver arrestato Mussolini, dichiarato guerra alla Germania nazista di Adolf Hitler, orchestrò un “arrocco strategico” tipico del campione di Scacchi, e creò il VERO REGNO DEL SUD! Con capitale a Brindisi (ITALIA), coordinò la VERA resistenza con tutto l'esercito fascista che rifiutò di sottomettersi alla calata dei nuovi austriaci, ovvero i tedeschi di Hitler. Vittorio Emanuele III perse sua FIGLIA Mafalda, nei campi nazisti, e quando tutti i giochi furono conclusi, RE Vittorio tornato a Roma, sostituì subito tutti i sindaci italo-americani in odor di mafia. E voi (comunisti) invece di ringraziare il vero eroe e padre della nostra Italia, lo sapete cosa gli avete fatto, con una votazione truccata lo avete cacciato, e lui è andato via, come solo un nobile sa fare, FERT, FERT, FERT.

PS: Se il Grillo va cercando Borboni, che governino a casa sua! Meglio dormire tutti i giorni su un materasso di scorie radioattive, CHE FAR TORNARE I BORBONI al governo del nostro paese, o di una sua parte.



Conclusioni


L'Italia è un grande paese, e gli Italiani sono gente sveglia, vanno dal comico per ridere di lui, ma quando votano pretendono gente seria e capace. E vedo chiaramente che Grillo in questi vent'anni di governo Berlusconi, nonostante le varie crisi, non ha avuto mai un grande seguito, e per quanto lui si sforzi, la sua cospirazione anti-italiana non riuscirà. E nemmeno i grillini sono farina del suo sacco, quelli che lo seguono sono, gli orfani di Pecoraro Scanio, solo e soltanto loro che grazie alle vittorie di Berlusconi hanno visto dissolversi il loro partito, e hanno fatto confluenza in quella specie di movimento. (Ma quale antipolitica, ma mi faccia il piacere!). Ma quale antiberlusconismo, Grillo dovrebbe ringraziarlo. Chiaramente anche Berlusconi deve ringraziare i grillini, grazie a loro Silvio ha trovato il preteso per non fare le grandi opere. Certo che, quel 3% locale, che distribuito non è nemmeno 0,01% degli italiani. Che bella vittoria è stata per Grillo che ha spaventato il governo del fare. La televisione poi ingigantisce tutto, così pure "il Pierino" quella specie di capo dei no-tav, ci è apparso in TV come fosse Leonida. Questo e tutto, anzi questo è troppo! E non credo che il nostro paese, che è passato dai salotti democristiani, poi finito nella camera da letto di Berlusconi, voglia concludere la sua esistenza nel cesso di Beppe grillo! – Basta frantumatiocojones, basta grillini, basta anche berluscones. Compresi i Legisti-nazi, e i borboni-pazzi. Era meglio quando, all'opposizione c'erano i comunisti quelli veri, perché nonostante dal mio punto di vista le loro idee erano insopportabili, loro erano sì comunisti, ma non dimenticarono mai d'essere Italiani. – Ideazzurra blog anticomunista –

CULTURA
3 maggio 2012
Pulcinella, è anti-borbonico! e non sopporta i briganti. Facciamolo contento, mandiamoli a quel paese! La napoletanità ci guadagna.




Pulcinella:Voi vi credete che il Padreterno, ...

sarcastico verso i gendarmi-Borbone s'inchina, si toglie il berretto e dice:

Signor Padreterno!

Voi vi credete che il Padreterno, non lavori? Nient affatto! Il Padreterno lavora dalla mattina alla sera.

Pulcinella sobbalza: o' pataterno s'accire 'e fatica!

Tant'è vero che un giorno stava stanco e si stava riposando,

allora venne San Pietro e gli disse; padreté, padreté! Tu non puoi riposare,

devi lavorare ancora, tu devi fare Napoli! il Padreterno disse: ma io sto stanco,

ho lavorato fino adesso! Adesso ho finito di fare Roma!

San Pietro: e "vabbene" Napoli l'avete promesso e lo dovete fare,

- Prosegue San Pietro - Quello è un posto magnifico, v'è un'aria buona piena di

sole, ci sono i profumi del mare, po' ce stanno i maccheroni.

Allora o' Padreterno dice: ho capito come devo fare, facciamo presto, io piglio un

pezzo di paradiso e lo mando laggiù.

Qualcuno esclama all'esagerazione:eìhh ... Il pubblico ride,

e si sentono schiamazzi d'allegria.

Pulcinella prosegue: figuratevi, tutte le popolazioni si misero in fermento.

e dice, comm'è! A Napoli ci stanno le canzoni, c'è sempre il sole, la musica,

ci son i maccheroni! eh' noi no? Allora il Padreterno, immediatamente fece una pensata.

Ci vuole l'equilibrio! è'vero?

Allora ... ci mandiamo a Napoli, ...

sarcastico di nuovo verso i gendarmi-Borbone s'inchina, si toglie il berretto e dice:

L'ECCELLENTISSIMO E POTENTISSIMO SIGNOR BORBONE!

La platea ride a crepapelle ....

Pulcinella con aria seria:Voi capite la fortuna che ha avuto Napoli ad avere, RE FERDINANDO?!?

E se noi avessimo avuto, per esempio un RE OTTUSO, CRETINO, ANALFABETA CHE NON SAPEVA NÉ LEGGERE E NÉ SHCRIVERE! eh, ... E se noi, per esempio avessimo avuto, un Re ca non si sapeva comportare!

Un Re BUFFONE, un Re lazzarone. shcostumato, che popolo sarebbe diventato?

E se per esempio avessimo avuto, un RE MARIUOOOLO! -- avvolgendo le dita della mano --

Un Re ladro, farabutto, imbroglione! Noi che siamo un popolo che abbiamo la nomina di

essere onesti, lavoratori, rishpettosi! Noi saremmo diventati certamente un popolo di

imbroglioni, farabutti, ladri e TRUFFATORI, ... COME LUI!

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Questa scenetta è stata tratta da un vecchio e saggio film Ferdinando I, Re di Napoli. Si tratta di un film del 1959, diretto da Gianni Franciolini, che mostra in chiave comica le disastrose vicende della crudele dinastia borbonica. Indicandone colpe e responsabilità che ancora oggi affliggono la realtà campana, e meridionale. Il film è ambientato in una Napoli del 1806, Pulcinella (Eduardo De Filippo), con la scusa di recitare tra il popolo, sbeffeggia il Re Ferdinando, interpretato da (Peppino De Filippo).


IL COMMENTO STORICO RELATIVO AL BRANO DEL VERO RE DI NAPOLI EDUARDO DE FILIPPO, MONARCA ASSOLUTO

E PROFONDO CONOSCITORE DELLA

REALTÀ PARTENOPEA


Ferdinando I di Borbone (1751-1825), fu detto il re lazzarone, di tutto si occupava, tranne che dei disagi in cui versava il suo popolo. Ma questo non bastò a tormentare i destini del suditalia, ovvero l'italia-suddita, quella del sud, suddita di una dinastia senza scrupoli, quella Borbone, quella stessa che per sé stessa chiamò l'Architetto Vanvitelli ed alloggiò nella Reggia di Caserta, che chic! E per i napoletani cosa fece? Costruì i quartieri spagnoli. – Eh bravi gli eccellentissimi signori Borbone! – In quei quartieri, non ci dovevano stare mica i Borboni! Eh no! lì dovevano vivere i napoletani. Ma gli studiosi più onesti lo sanno che, questi nobili spagnoli dal sangue blu hanno sempre odiato i napoletani. Fu così, già dai lontani tempi dei Viceré di Napoli, e poco importa se questi fossero stati francesi o spagnoli, oppure di entrambe le nazionalità. – ERANO MONARCHIE ASSOLUTE – E dominavano col terrore della forca. Riguardo a questi quartieri, che sono un vero capolavoro di crudeltà verso il popolo napoletano, che venne trattato peggio delle bestie da soma, così scrivono gli appassionati di storia di Wikipedia: – I quartieri sorgono intorno al XVI secolo al fine di accogliere le guarnigioni militari spagnole destinate alla repressione di eventuali rivolte della popolazione napoletana, oppure come dimora temporanea per coloro che passavano da Napoli in direzioni di altri luoghi di conflitto. Fin dall'epoca della nascita, i quartieri divennero un luogo malfamato dove prostituzione e criminalità la facevano da padrone, a causa soprattutto della continua ricerca di "divertimento" da parte dei soldati spagnoli. Nonostante l'emanazione da parte del viceré di Napoli, don Pedro de Toledo, di alcune apposite leggi tese a debellare il fenomeno, il quartiere rimase nel tempo sempre un'area di grandi difficoltà sociali della città partenopea. – E NOI TUTTI RINGRAZIAMO SUA MAESTÀ L'ECCELLENTISSIMO SIGNOR BORBONE, PERCHÉ È LUI CHE BISOGNA RINGRAZIARE PER QUELLE CASE CHE SEMBRANO DEI CESSI, NELLE QUALI NEMMENO UN CANE CI POTREBBE SOPRAVVIVERE, E LUI PENSO' DI FARCI STARE I NAPOLETANI, MENTRE LUI GOZZOVIGLIAVA NELLA REGGIA, CON TANTO DI CASCATE. – ECCO IL SUO AMORE PER NAPOLI! –

Poi si passò dal Re lazzarone, con un breve intervallo di anni, all'altro Ferdinando, quello che fu tristemente noto come Ferdinando II Re Bomba.

Tra il 1849 e il 1851, a causa della dura repressione portata avanti da Ferdinando II, molti andarono in esilio; tra rivoluzionari e dissidenti, circa duemila persone furono incarcerate nei penitenziari del regno borbonico. Va ricordata la dura repressione effettuata in Sicilia con il bombardamento di Messina con centinaia di morti, che valsero a Ferdinando II il soprannome di "Re Bomba". – NON HO ALTRO DA AGGIUNGERE, QUESTO È UN ALTRO ATTO D'AMORE VERSO IL POPOLO MERIDIONALE – E ALLORA VOGLAMO RINGRAZIARE ANCHE DI QUESTO L'ECCELLENTISSIMO SIGNOR BORBONE? TROVATE VOI IL SISTEMA, SO BENE CHE AI NAPOLETANI NON MANCA LO SPIRITO D'INVENTIVA! –

Il politico inglese William Ewart Gladstone, dopo aver soggiornato, per circa quattro mesi tra l'autunno del 1850 e l'inverno del 1851 a Napoli, iniziò a sostenere gli oppositori di Ferdinando II: scrisse due lettere al primo ministro inglese George Hamilton Gordon, in cui descriveva la «terribile condizione» del Regno delle Due Sicilie, definito la «negazione di Dio». Il primo ministro delle Due Sicilie Giustino Fortunato venne avvertito delle lettere da Carlo Ruffo, ambasciatore duosiciliano a Londra, ma Fortunato non gli rispose e non informò il re. Questa manchevolezza inferocì Ferdinando II che lo licenziò immediatamente e in lui maturò il sospetto che Fortunato non avesse mai dimenticato il suo passato liberale e avesse di proposito favorito la circolazione delle lettere.

  • Raffaele De Cesare, La fine di un regno (Napoli e Sicilia), S. Lapi, 1900, p.77 –

CONCLUDO, LASCIAMO PERDERE IL GATTO E LA VOLPE, NON SOLO SONO DISONESTI COL PASSATO, MA VOGLIONO RUBARE IL FUTURO A NAPOLI. SPERO CHE I NAPOLETANI NON SI FACCIANO RUBARE DI NUOVO IL FUTURO DA QUATTRO HISPANICI  E UN MONARCA CONGIURATO. – FORSE IL GRANDE – EDUARDO DE FILIPPO – QUESTO, L'AVREBBE DETTO MOLTO MEGLIO DI ME, MA PURTROPPO – IDEAZZURA – NON PUÒ ASPIRARE  A  TALE GRANDEZZA.


politica estera
28 aprile 2012
Ideazzurra: propongo uno scambio ai francesi. Dateci Mari(n)e Le Pen, aiutate l'Italia a diventare un posto migliore.

"This is a Message in a Bottle, for unknown destination"
"C'est,
un message dans une bouteille, pour destination inconnue"
"Questo è un messaggio in bottiglia, con destinazione ignota"




Non ci sono più speranze per la Grecia che diede fiducia alla sinistra di Papandreou. L'egoismo della Germania ha prevalso. Oramai, la Grecia è scomparsa dai titoli di molti giornali, bisogna essere dei detective per comprendere la comunicazione criptica dei media italiani, governati da una censura che fa impallidire quella stalinista sovietica. Quando si parla di Grecia e del suo rating, ecco cosa appare a video: - S.D. = SELECTIVE DEFAULT -
Si tratta di una exit strategy, lei esce insolvente da questo monopoli diretto dalla Germania, e chi resta al tavolo pagherà le conseguenze. Pagheremo noi, anche l'uscita graduale della Grecia dall'Euro. Avrei preferito pagare per farla restare qui con noi, ma purtroppo non è andata in questo modo. Come ho già scritto in precedenza, quest'Europa non mi piace, non è solidale, chiede ai piccoli stati quello che non hanno, per creare logiche di sudditanza in pieno stile asburgico. Oltretutto, questo è un grosso errore, perché quello che esce dall'orbita europea in questo modo così meschino, può entrare nell'orbita cinese. E devo dire che COSCO è già presente al porto commerciale del Pireo.
Dall'altra parte, la Spagna demolita dalla sinistra di Zapatero, oggi appare una nazione in bilico. 
L'Italia e la Francia sono nazioni sorelle, però in Francia c'è stato Charles de Gaulle, e noi in Italia, non abbiamo mai avuto personaggi di questo spessore, oppure non gli è stata data la possibilità di esprimersi, se Napoleone fosse stato Italiano? Sia noi che voi, avremmo perso un grande generale, che l'italianità avrebbe ridotto ai minimi termini. In ogni modo, tornando a fatti più attuali, il presidenzialismo in Italia è ancora un miraggio, il nucleare neanche a parlarne! Così ne approfitto per ringraziare i gentili fratelli francesi, perché ci permettono di avere la luce accesa, altrimenti avrei dovuto scrivere attraverso segnali di fumo come "Toro seduto" e gli indiani d'America. Cosa ci vogliamo fare, questa è l'Italia, vuole consumare senza produrre, produce mondezza che non smaltisce, e poi manda tutto all'estero, appunto. Tuttavia cari amici, capirete da questo "messaggio in bottiglia", affidato alle dolci onde dell'oceano di Internet, che gli Italiani non sono tutti uguali, "e menomale" che è ancora così!
Così concludo; se fossi francese, non farei lo sbaglio della Grecia, della Spagna, e pure dell'Italia, perché Berlusconi per me è Comunista! Allora, se fossi francese, avrei votato Marine Le Pen. Ma oramai, anche lì i giochi si avviano al termine, e vedo quel quasi 18% al Fronte Nazionale, che non è male, però non è sufficiente. A questo punto, cari francesi, vi propongo uno scambio, prendetevi Fini, Casini e Rutelli, ve li regaliamo, però fate diventare italiana la Signora Marine Le Pen, non ci vuole mica tanto, basta cambiare un colore alla bandiera, ... et voilà! Avremmo in cambio, finalmente anche noi una persona affidabile, da votare come Presidente del Consiglio dei Ministri. Pensateci, intanto tenetevi pure la Carlà Bruni, e qualche brigatista rosso, che di tanto in tanto fate scappare in Brasile. Come potete vedere di spazzatura ideologica ne sforniamo in quantità industriale. Però la Signora Le Pen la vogliamo, dopotutto siamo vicini di casa, abbiamo il monte Bianco in comune, magari con la Signora Le Pen Presidente, riusciamo a concludere finalmente il tunnel del treno ad alta velocità Torino-Lione. Cari amici francesi aiutate l'Italia a diventare un posto migliore. Lo so, l'avete già fatto una volta, anzi a pensarci bene, più d'una volta. Però voi avete un debito di riconoscenza, perché se oggi parlate francese, che è una lingua neo-latina, lo dovete Giulio Cesare, che per i galletti ha dovuto scrivere anche un bel libro. Così, visto che la storia l'abbiamo fatta noi Italiani, per il futuro dateci ancora una mano. Intanto ho scoperto che abbiamo altre cose in comune ... abbiamo sia noi, che voi un bel debito pubblico, bello grande! Però le bollette per l'energia elettrica che gentilmente ci fornite col VOSTRO NUCLEARE FRANCESE, quelle ve le paghiamo sempre.
Ideazzurra anticipatamente ringrazia i cari amici francesi, sperando che per farsi capire dagli italiani non debba scrivere in arabo!


13 febbraio 2012
Libertà per la Grecia, quest'Europa non mi piace.

Auguro agli amici greci di trovare la libertà! Si liberino dal cappio europeo.  Quest'Euro è destinato a fallire, solo i governi più saggi trovano il coraggio di uscire da quest'Europa che sembra una Germania allargata.  Ricordo Eleftherios Venizelos, che insieme a Giovanni Giolitti, liberò la terra di Omero dai Turchi.

la storia dell'indipendenza greca è una storia che è nota per suoi colpi di scena. Una storia fatta di tante lacerazioni interne, e le influenze germaniche, non sono mancate mai! Tuttavia in Grecia, c'è stato un personaggio che, la libertà l'aveva scritta nel nome. Sto parlando di Eleftherios Venizèlos, questo personaggio e i suoi uomini hanno combattuto nella guerra che noi chiamiamo Italo-Turca, e per loro era una guerra di risorgimento. Poi, in alterne vicende la Grecia si è trovata più volte dominata da monarchi filo-germanici. Questo senza sorvolare sulle influenze filo-russe (zariste). In sintesi la Grecia libera, ha avuto un grande padre fondatore, e lo stesso Venizelos fu un grande amico di Giolitti. Così il filone liberale e anti-germanico della storia della libertà del popolo greco passa per casa-Savoia, e tale rimase fino alla morte nel 1936 dell'eroe moderno Eleftherios Venizèlos. Oggi le trame germaniche stanno calando di nuovo i loro tentacoli sul mediterraneo, a volte la storia ritorna, e non ci chiede il permesso. Oggi quello che manca in Grecia è un nuovo Eleftherios Venizèlos.

Noi, quelli di IDEAZZURRA, siamo con voi, che non ne potete più dello SPREAD, di questa disoccupazione dovuta ad un mercato europeo controllato dalla Germania. E non ci resta che sperare in un Europa migliore di questa.
Pegky Zina - Mazi sou - insieme a voi -



POLITICA
4 febbraio 2012
Teoria del comunismo reale, rubare stando all'opposizione.




Questo video mostra da quale pulpito viene la "questione morale"!

Nel centro-destra - Dice Luigi Lusi - Chi più è furbo più è bravo!

Nella sinistra, invece c'è Luigi Lusi che scappa con la cassa del partito, con 13 milioni di euro. Soldi dei contribuenti, che vengono dalle TASSE, che finiscono per finanziare i rimborsi elettorali.
Prosegue Luigi Lusi Senatore del PD: E' proprio un problema di testa che è differente. ... Quindi lui sarebbe sulla linea del risparmio, sulla linea dei non sprechi, e d'investire bene le risorse pubbliche. Per lo sviluppo, per le persone, per abbattere il tasso di povertà e di disoccupazione. - Testualmente queste sono le parole del Senatore del Partito Democratico Luigi Lusi (Se non fosse ancora chiaro è un politico di sinistra, un post-comunista).

Ideazzura: Non ho altro da aggiungere, da sempre questo blog ha sostenuto che la sinistra è ipocrita, qui ho sempre detto, che votare a sinistra è sbagliato, loro aiutano solo sé stessi, al popolo lasciano solo una bandierina rossa e vuote chiacchiere.
I veri nemici dei poveri e del proletariato, sono proprio loro, quelli di sinistra!
Perché la sinistra non combatte la povertà, combatte la ricchezza degli altri (soprattutto i piccoli che stanno crescendo), rendendo sempre più povera la classe media, che già non esiste più dagli anni '90. Creano masse, dico masse di scontenti, creano disagi e guasti, e da questi prendono i loro voti, non finiranno mai di promettere, illudere e scaricare la colpa ad altri.
Non operano nemmeno il clientelismo classico della democrazia cristiana, sebbene è sbagliato, fornirebbe un minimo di aiuto, almeno a qualcuno, e quel qualcuno potrebbe aiutare qualcun altro, sì ma poi chi le fa le proteste con le bandiere rosse per 30 euro e un panino? Ecco, perderebbero le loro forze col clientelismo, per tanto in nessun modo si permettono di sollevare chi ha bisogno veramente di tutto. 
Tuttavia guardate il video, sentite come parla bene, e poi pensate come razzola male.  


Sempre in questo video sentirete parlare della famosa redistribuzione, sì, dei soldi nostri! Perché il Partito Democratico ha tenuto separati i patrimoni quando fece la fusione con la margherita?
Nel video che segue c'è un intervista fatta proprio al Sen. Luigi Lusi [Partito Democratico] che risale al 2008, nella quale si vedono tanti ex margheritini, e ex leader del Partito Democratico.
 -- SILENZIO, SI RUBA. --

ECONOMIA
24 gennaio 2012
Ma cos'è questa crisi?

Louis Aragon un noto scrittore francese scrisse: "Come sappiamo, è funzione propria del genio , fornire idee ai “cretini,, che le capiscono venti anni dopo". Invece Alessandro Baricco altro scrittore, italiano con una dialettica meno tagliente, definì così il genio: "Il talento vero è possedere le risposte quando ancora non esistono le domande".


In ogni modo, il noto autore futurista Rodolfo De Angelis, nato a Napoli nel 1893 (I napoletani di una volta non erano come il Comandante Schettino) fu un attore, pittore, scrittore e stretto collaboratore di Tommaso Marinetti. Nel testo della canzone “Ma cos'è questa crisi?” auspicava svariate soluzioni valutando caso per caso i problemi reali e presunti della crisi del '29 del secolo scorso, che da come appare colpì anche l'Italia, e probabilmente sarebbe da verificare, ma anche in quel caso ogni nazione voleva fare la parte del leone, quindi non si giunse a nulla di buono, e sappiamo come andò a finire.

Però c'è da notare che la canzonetta, colpisce nel segno con una semplicità disarmante. Inoltre sia chiaro, l'unica soluzione che non cambia mai nei secoli, che poi è quella più percorribile, consiste nell'aumentare il consumo interno di beni e servizi. Allora speriamo che qualche tecnocrate passando di qui prenda quest'idea e la faccia sua, stia pure tranquillo se con l'aumento del consumo interno, riuscisse a salvare noi italiani, sicuramente non gli chiederò i copyright, e ringrazierei comunque, per la brillante idea che è riuscito ad afferrare subito, senza aspettare i soliti vent'anni, nei quali magari qualcuno (il cretino di cui sopra) c'infila pure qualche guerra! Allora per evitare che questo succeda, aumentiamo il consumo interno di beni e servizi.





Ma Cos'è Questa Crisi?

Si lamenta l’impresario che il teatro più non va
ma non sa rendere vario lo spettacolo che dà
"ah, la crisi!"

Ma cos'è questa crisi?
Ma cos'è questa crisi?

Metta in scena un buon autore
faccia agire un grande attore e vedrà...
che la crisi passerà!

Un riccone avaro e vecchio dice: ahimé così non và
vedo nero nello specchio chissà come finirà
"ah, la crisi... mmh"

Ma cos'è questa crisi?
Ma cos'è questa crisi?

Cavi fuori il portafogli
metta in giro i grossi fogli e vedrà...
che la crisi finirà!

Si lamenta Nicodemo della crisi lui che và
nel casino di Sanremo a giocare al Baccarat:
"ah, la crisi sa... capirà la crisi oh..."

Ma cos'è questa crisi?
Ma cos'è questa crisi?

Lasci stare il gavazzare
cerchi un po' di lavorare e vedrà...
che la crisi passerà!

Tutte quante le nazioni si lamentano così
conferenze, riunioni, ma si resta sempre lì
"ah la crisi... eh..."

Ma cos'è questa crisi?
Ma cos'è questa crisi?

Rinunziate all’opinione
della parte del leone e chissà...
che la crisi finirà!

L’esercente poveretto non sa più che cosa far
e contempla quel cassetto che riempiva di danar
"ah, la crisi Signur!"

Ma cos'è questa crisi?
Ma cos'è questa crisi?

Si contenti guadagnare quel che è giusto
e non grattare e vedrà...
che la crisi passerà!

E perfin la donna bella alla crisi s’intonò
e per far la linea snella digiunando sospirò:
"ah, la crisi... oh signora la crisi"

Ma cos'è questa crisi?
Ma cos'è questa crisi?

Mangi un sacco di patate
non mi sprechi le nottate e vedrà...
che la curva tornerà!

Ma cos'è questa crisi?
Ma cos'è questa crisi?

Chi ce l'ha li metta fuori
circolare miei signori e chissà...
che la crisi finirà!
Parah,pà, parah,pà
SOCIETA'
21 gennaio 2012
Gennaio 2012, nessun cambiamento in positivo, il solito pesce a mezz'acqua.


Ecco alcune citazioni del grande cantautore Franco Battiato:

Mister tamburino non ho voglia di scherzare, rimettiamoci la maglia, i tempi stanno per cambiare ...

In quest'epoca di pazzi ci mancavano gli idioti del terrore.


È iniziato da quasi un mese il nuovo anno, ma si fa veramente fatica a vedere sostanziali rinnovamenti, nulla appare diverso dall'anno vecchio, e c'è veramente poco di cui meravigliarsi in positivo. L'attenzione è rivolta ai soliti problemi, la crisi, la recessione, lo spread. È degno di nota però, che alcuni recenti fatti di cronaca, sembrano incastrarsi come in un puzzle, che costituisce ad ogni tassello un pezzo di un disegno funesto. Questo sembra eseguito con una malcelata ironia, dal fato che sembra scagliare ogni sorta di sventura contro il nostro paese. È un'Italia che sembra un pesce a mezz'acqua, che pesca nel torbido, sempre più vicina all'abisso, sempre più immersa nel mare dei problemi che circonda tutti e tutto confonde con le sue onde.


Avremo un'altra nave da smantellare al porto di La Spezia? Forse sì! Ci sarà un nutrito pregiudizio meridionale e anti-napoletano? Credo sia una reazione inevitabile, aldilà di ogni Bassolino, Cosentino, Schettino e di tutti quelli il cui cognome fa rima con cretino. Certo la responsabilità è personale, e non andrebbero spalmate le responsabilità di un centinaio di personaggi, a tutti gli oltre cinque milioni di abitanti che popolano una regione così importante per lo sviluppo del meridione d'Italia. Qualcuno potrebbe obiettare che, cento persone sembrano poche per combinare i danni che si palesano nella terra campana, e nei mari limitrofi. In effetti a costoro bisognerebbe aggiungere la catena dei fiancheggiatori che potrebbero arrivare al massimo a qualche migliaio d'individui, piazzati nei posti giusti.


Detto questo, voglio soffermarmi sulla tragedia della NAVE CONCORDIA. Non si può trasformare una vacanza in un inferno a più di 4500 persone per un gesto di arbitraria “guapparia!,,. Se nessuno è andato a tirare due sberle a quel deficiente che fa passare i meridionali per dei cialtroni incapaci e buoni solo a scappare dalle responsabilità, questo è dovuto allo sfogo di creatività offerto da internet, e menomale che è così. Se internet non ci fosse, conoscendo la mia gente, quella orgogliosa del suo buon nome, desiderosa di rispetto perché è rispettosa degli altri, e mi riferisco a quella gente che non s'identifica nelle file del ridicolo esercito di “francischiello,,. In sintesi – se questi non sfogassero la loro indignazione su internet, ne vedremmo delle belle. – Questo soggetto vile, nauseabondo, e più volte protagonista di penosissimi voltafaccia verso i suoi doveri, è un classico esempio di quella cultura borbonica bugiarda e retrò che non vuole proprio lasciare in pace Napoli, che è tanto bella e popolata da tantissime persone perbene, e si vergognano loro, per quello che lui non ha saputo fare. – Non doveva fare proprio nulla il Comandante Schettino, – doveva solo seguire la rotta seguire le regole, e portare a destinazione quelle persone che avevano pagato caro quel biglietto. Massima solidarietà alle vittime. Auspico che il sig. Schettino non debba guidare nemmeno un triciclo. Per il bene soprattutto dei meridionali, che ci rimettono non solo a livello d'immagine. E faccio riferimento a tutti quelli onesti (che sono la stragrande maggioranza) e auspico solidarietà alle vittime del disastro causato per futili motivi da un capitano irresponsabile, sia verso i suoi uomini, sia verso i passeggeri, che verso l'azienda che gli ha dato l'opportunità di lavorare. Apprezzo il buon cuore ospitale della gente di mare degli abitanti dell'isola del Giglio. E spero che non rimanga macchia da lasciare in eredità al futuro di questo impietoso incidente, nei splendidi fondali del Mar Tirreno, che rischiano di subire un danno incalcolabile, sempre da ascrivere nelle responsabilità di quel oramai noto “capitan vergogna,,. Che altro dire in merito, Dio salvi l'Italia e gli Italiani veri!


POLITICA
30 dicembre 2011
E' morto King Kong, i sudditi lo chiamavano Kim Jong, il caro leader


CULTURA
13 dicembre 2011
Ideazzurra consiglia, regalate un libro a natale


Ideazzurra consiglia, regalate un libro a Natale

(per visualizzare meglio i titoli e le copertine dei libri - cliccare sull'immagine col tasto destro, e successivamente sul menù visualizza immagine)

Son tempi di crisi, però anche quest'anno c'è il santo natale! E allora che fare? La tradizione del natale, ci riporta a ricordare la natalità di Gesù, il presepe, gli angioletti dalle bianche ali, l'albero di natale, e nonostante la crisi, la tradizione è fatta anche di regali. Così quale occasione è migliore di questa per regalare ad amici o parenti, libri che loro stessi, magari non comprerebbero mai? Bene, allora senza esagerare troppo nella scelta, e senza prevaricare i gusti di chi riceve il dono, si può approfittare dell'occasione per regalar qualche romanzo, magari un intramontabile classico, oppure qualche saggio. In questo modo oltre a fornire cibo al corpo che, prontamente diventa calorie e chili di troppo, si fornisce nutrimento per la mente, che ha sempre bisogno di nuove cose da leggere, per poi mantenere in funzione la macchina della fantasia e della creatività.


Se il suggerimento è valido, allora resta il problema della scelta, a questo problema Ideazzurra propone alcuni titoli già noti all'autore di questo blog, così se tale opinione può aiutare, ecco pronta una lista di testi di cui si consiglia la lettura, l'ordine prescinde dalla loro importanza, in sintesi non è una classifica, né rappresenta un ordine di preferenza.


Ecco alcuni romanzi


Uno, nessuno e centomila – Luigi Pirandello

Un testo sicuramente noto perché tante volte nominato nelle lezioni di letteratura alle scuole superiori. La trama si occupa della pirandelliana questione della disgregazione dell'ego assoluto, che in questo caso si manifesta nel protagonista che scopre diverse visioni di sé, raccontate attraverso l'opinione degli altri. Il protagonista inizialmente non si riconosce, in queste opinioni, che sembrano degli specchi che trasformano la sua immagine. Però è consapevole che difficilmente può cambiare l'idea che gli altri si sono fatti di lui.


I numeri della sabbia – Roger Reynold Talbot

In questo romanzo singole esistenze si incrociano con il più grande mistero dell'umanità: la fine di tutto, l'Apocalisse. Più destini, più luoghi, più ipotesi, un'unica certezza: quella che la fine è vicina. Uno scienziato viene rapito. Un teologo si toglie la vita. Un riservato studioso e una donna, divisa fra due mondi, indagare: questa è la loro missione. Non l'hanno chiesta, ma non possono sottrarsi: il numero deve avere la sua soluzione. Oggi, prima che il mondo precipiti. E su tutto aleggia la potenza minacciosa di un magnate arabo che si prepara a ricacciare l'umanità nelle tenebre del Medioevo: le sue armi sono solo due numeri. Appassionato studioso di storia, letteratura e teologia, Roger R. Talbot è irlandese di nascita e risiede in Italia da oltre quarant'anni.


La fattoria degli animali – George Orwell

Gli animali della fattoria Manor decidono di ribellarsi al padrone e di instaurare una loro democrazia. I maiali Napoleon e Snowball capeggiano la rivoluzione che però ben presto degenera. Infatti Napoleon, dopo aver bandito Snowball, introduce una nuova costituzione: "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri". Questo testo rappresenta una satira graffiante della rivoluzione comunista russa detta “d'ottobre” del 1917. Nel romanzo lo scrittore evidenzia il fallimento delle idee egualitarie del comunismo, con una semplicità tale da poterla leggere anche ai bambini. - Questo testo fu considerato un libro proibito nei paesi dell'est prima del 1989. E lo stesso autore fu perseguito dalla polizia politica russa (NKVD), durante la guerra civile spagnola. Malgrado tutto quest'autore viene ritenuto "solo in Italia" d'ispirazione marxista. - Detto questo è facile che questo libro si trovi sugli scaffali dell'ipercoop, allora che dire: un vero anticomunista che segue Ideazzurra non dovrebbe farsi scappare l'occasione di, andare a comprare il libro alla coop! Perché comprare un libro anticomunista in una cooperativa di comunisti, è una goduria che non ha prezzo!


1984 – George Orwell

L'azione si svolge in un futuro prossimo, rispetto alla stesura del romanzo che fu scritto nel 1948. Il mondo immaginato da George Orwell nell'anno 1984, è un posto in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Winston Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Winston Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo, in chiave fortemente anticomunista. - Quindi, per i motivi che ho già spiegato sopra, compratelo alla coop! Vi sentirete come Ulisse nella pancia del cavallo di Troia. Vuoi mettere, c'è più gusto.


Seguono alcuni saggi



Ve lo avevo detto – Indro Montanelli

Il più arguto, feroce e lungimirante atto d’accusa contro il berlusconismo. Un ritratto impietoso e preveggente dell’Italia dei nostri giorni. A questo punto non avevo più scelta. O rassegnarmi a diventare il megafono di Berlusconi. O andarmene. Me ne vado.” Questo scriveva Indro Montanelli nel suo ultimo articolo per “il Giornale”. Così, nel gennaio 1994, l’uomo che vent’anni prima aveva fondato quella testata lasciò la poltrona da direttore per imbarcarsi nella sua ultima grande battaglia: quella contro una destra nella quale non si riconosceva e che, a suo parere, era il nemico numero uno di chiunque avesse a cuore la libertà d’espressione.



Meritocrazia – Roger Abravanel

Quattro proposte concrete per promuovere la meritocrazia in Italia

1. Lanciare una delivery unit (“unità di consegna”) simile a quella utilizzata da Tony Blair per “consegnare” ai cittadini miglioramenti concreti e misurabili nella qualità del settore pubblico, grazie a un approccio innovativo per creare una giovane ed eccellente classe dirigente nella Pubblica Amministrazione.

2. Creare un sistema di testing nazionale standard per misurare la qualità della nostra scuola e il merito di insegnanti, che sono l’unica vera leva per aumentare il merito degli studenti. Gli obbiettivi sono

a) selezionare qualche università di eccellenza;

b)aumentare il numero dei laureati triennali che trovano lavoro adeguato;

c) migliorare drasticamente la qualità della scuola primaria e secondaria, in particolare al Sud.

3. Introdurre una Authority per i servizi locali (commercio, turismo, trasporti), che sono una parte essenziale dell’economia e che oggi sono vittime di policies anti-concorrenza e produttività perché la devolution rende le amministrazioni locali sempre più preda delle lobby locali.

4. Introdurre una normativa o codici di comportamento per i Consigli di Amministrazione delle società quotate simile a quella Norvegese, che impone che il 40 per cento dei membri di un CdA siano donne. Il “soffitto di vetro” nei CdA italiani per le donne è il peggiore in assoluto, e ridurlo è interesse delle imprese, non delle donne, perché abbondanti ricerche dimostrano che imprese con leadership anche femminile crescono e guadagnano di più.



Elogio dell'ozio – Bertrand Russell

Questo è uno dei quindici saggi che compongono la raccolta, in cui Russell tratta le più disparate tematiche politiche e sociali. I pericoli derivanti dall'eccesso di zelo e l'importanza della contemplazione; architettura e questioni sociali; critica del comunismo, critica del fascismo e argomenti in favore del socialismo; cinismo dei giovani e conformismo della società moderna; l'educazione, la salute mentale, l'anima. Temi diversi ma collegati da una tesi generale: "Il mondo soffre per colpa dell'intolleranza, del bigottismo e per l'errata convinzione che ogni azione energica sia lodevole anche se male indirizzata; mentre la nostra società moderna, così complessa, ha bisogno di riflettere, di mettere in discussione i dogmi". –  Consiglio d'Ideazzurra, leggete il libro come l'autore stesso indica, ovvero ponendovi dei dubbi, perché bisogna considerare che, anche Russell è umano, pertanto capace di alcuni errori di valutazione. Infatti nel suo libro elogia l'Unione Sovietica, e confonde le destre italiane col nazional socialismo, di matrice germanica xenofoba e razzista. Nonostante tutto, rimane un classico moderno, divertente e brillante, l'autore è un grande matematico di fama internazionale, ed è profondamente ateo. Ma non vive abbastanza per vedere pubblicata da Kurt Gödel  la dimostrazione del teorema dell'esistenza di DIO.


Testamento di un anticomunista – Edgardo Sogno

La Torino fascista e quella antifascista, la guerra di Spagna, la Resistenza, l'anticomunismo militante degli anni Cinquanta. Ma soprattutto il progetto di un'azione politico-militare, definita da Edgardo Sogno "colpo di Stato liberale" ma passata alla storia come "golpe bianco", che avrebbe dovuto fare dell'Italia una Repubblica presidenziale tagliando fuori comunisti e fascisti. A dieci anni dalla scomparsa di un protagonista della nostra storia del Novecento, ritorna un libro fondamentale per capire un ampio capitolo del passato. E riemerge la figura gigantesca di un protagonista che ha attraversato a testa alta la storia della Repubblica, non sottraendosi mai alle battaglie che i suoi valori gli imponevano di portare avanti.

Il fascismo di pietra – Emilio Gentile

Pietrificata nelle strade, negli edifici, nei monumenti, nei quartieri, una colata di ideologia fascista attraversa Roma, scende lungo il corso del Tevere, dal foro italico fino al complesso dell’Eur. Emilio Gentile racconta la storia del connubio fra romanità e fascismo, dalla trionfale ascesa alla tragica disfatta.

Non si comprende il fascismo, e tutto quello che ha significato in Italia, in Europa e nel ventesimo secolo, se non si comprende il mito fascista della romanità e dell’impero. La nuova civiltà del duce, che aveva la pretesa di essere universale quanto quella romana nel mondo antico, ha lasciato la sua impronta, vistosa e indelebile, nelle strade e nelle piazze. La monumentalità del regime rappresentava la visione fascista del passato, del presente e soprattutto del futuro. Consacrare nella pietra un esperimento totalitario per trasformare gli italiani nei Romani della modernità. Non fu la Roma antica a romanizzare il fascismo, quanto il fascismo a fascistizzare la Roma antica e la sua storia. Rimodellando la pietra, il duce manipolava l’esistenza e l’identità di una città e di un popolo, e ne seppelliva insieme la libertà, sacrificandola a quell'ambizione.


I ragazzi della fiamma – Antonio Carioti

Nei primi anni del MSI i giovani sono stati l’anima del partito. Ne hanno difeso i comizi nelle piazze, ne hanno portato la voce nelle scuole e nelle università, ne hanno pungolato i dirigenti troppo disponibili al compromesso con l’Italia antifascista. Hanno contribuito a definire l’identità missina anche sotto il profilo culturale. All’inizio degli anni Cinquanta, sulla spinta delle manifestazioni per Trieste, i giovani neofascisti puntano a conquistare la guida del MSI. Ma, per tentare di farlo, devono accettare di venire a patti con il leader del partito, Arturo Michelini, che insegue il progetto della grande destra: un’alleanza con monarchici, liberali e cattolici conservatori per inserirsi nel sistema e impedire l’intesa tra la DC e i socialisti. Nel MSI la convivenza tra chi sogna la rivoluzione e chi vuole andare al governo si rivela presto assai difficile. Ne nascono duri conflitti, che dividono e mandano in crisi i ragazzi della Fiamma: il dilemma tra richiamo all’eredità fascista e ricerca della legittimazione democratica segnerà tutto il percorso della destra italiana.


Fotti il potere – Francesco Cossiga

Le regole non scritte, i meccanismi profondi, le dinamiche eterne del gioco: per la prima volta un protagonista indiscusso della vita pubblica italiana racconta senza pudore né ipocrisia cos’è e come funziona la politica --- Sapientemente indirizzato dal giornalista Andrea Cangini, il presidente Francesco Cossiga mette a nudo il potere e con esso l’uomo che lo incarna. Svela l’arcano, dice l’indicibile, strappa la maschera alla realtà con l’ironia e l’arguzia di chi ha cavalcato a testa alta lungo le strade impervie della Prima e della Seconda repubblica. Aneddoti, riflessioni, rimandi storici, vere e proprie rivelazioni accompagnano il lettore alla scoperta di verità “scandalose” fino a oggi mai rivelate con tanta schiettezza. La natura del potere, il ruolo del denaro, l’uso dei servizi segreti, la violenza, la guerra, le massonerie, i rapporti tra stati, la religione, il Vaticano, la verità, la finzione, i complotti, il caso, il lato di tenebra dell’uomo e del politico. Il trionfo e la caduta, la vita e la morte. Impossibile annoiarsi, difficile restare indifferenti.


Fine della politica Rinascita della Politica – Giuseppe Gargani

Senza un ritorno ai partiti non è possibile curare la crisi politica attuale, che segna il fallimento del finto bipolarismo al quale l’Italia si è consegnata negli ultimi quindici anni. è la tesi dell’ultimo saggio di Giuseppe Gargani, per il quale la causa principale della conflittualità in cui è precipitato il Paese è nella velleitaria radicalizzazione destra-sinistra e nella mancata costruzione di una forza di centro. Quel centro che in Italia ha sempre garantito un efficace  equilibrio democratico. Serve dunque, propone ora Gargani, un partito nuovo. Nuovo intanto perché non più personale né populista né plebiscitario, caratteristiche che da troppo tempo dominano a destra come a sinistra, portando allo svilimento del ruolo dei cittadini-elettori. E serve un partito che in forme moderne recuperi dialettica, partecipazione e democrazia interna, collocandosi da protagonista al centro dello schieramento politico, con l’ambizione di aggregare i moderati, cattolici e liberali, che storicamente rappresentano il motore della politica e della società italiana. Un partito con queste ambizioni sarebbe il “ritorno al futuro” di cui l’Italia ha bisogno per trasformarsi in un Paese normale.



MAGNA NAPOLI – Francesco D'Ercole

E' un viaggio negli sprechi e nelle clientele della Regione Campania quello compiuto da Francesco D'Ercole, consigliere uscente del Pdl, autore del libro "Magnanapoli" (Iuppiter Edizioni), realizzato insieme al giornalista Mimmo Della Corte e presentato insieme al presidente dell'associazione Napoli, Marco Mansueto e al senatore Pdl Maurizio Gasparri, presso il Maschio Angioino. In poco più di 200 pagine, D'Ercole ripercorre, tassello dopo tassello, i danni che, dal suo punto di vista di consigliere regionale del Pdl ha prodotto un quindicennio di bassolinismo. E' solo una sintesi dell'ultima legislatura - afferma D'Ercole - altrimenti avremmo dovuto scrivere un'enciclopedia. L'esercizio del potere da parte del governatore uscente Antonio Bassolino - continua il consigliere - è sempre stato finalizzato alla conservazione del potere stesso. Nemmeno adesso intende abbandonare il potere.



Terronismo – Marco Demarco

Abbiamo già parlato di questo libro diffusamente su questo blog,-[CLICCA QUI] - tuttavia è preferibile parlarne ancora. – «Terronismo»,la nuova malattia d’Italia. Il saggio di Marco Demarco sulle degenerazioni del localismo e i «fondamentalismi» del Nord e del Sud. Terronismo non è il libro di un uomo del Sud contro la sua terra. Anzi, Demarco esordisce con una dichiarazione d’amore per il Mezzogiorno. – Certo, il Borbone aveva costruito la ferrovia Napoli-Portici e l’insuperabile San Carlo, magnificato anche da Stendhal; che però dei napoletani parlava come di barbari, gente «rozza e seminuda che neanche nei caffè ti si toglie di torno». Citazione che Demarco riporta non certo per condividerla, ma per ricordare ai terronisti che la ricerca nel passato può portare frutti avvelenati. Continua l'autore – Marco Demarco – «E poi, non vorrei dire: ma anche l’Urss aveva le sue Soyuz e i suoi laboratori spaziali. E il lavoro per tutti? E l’assistenza garantita? E l’uguaglianza e l’internazionalismo? Eppure è finita com’è finita». Ideazzurra consiglia vivamente questo libro, a coloro che amano piangere sul latte versato nelle stalle sovietiche, oppure a quelli che vogliono ridurre lo stivale italiano nel ridicolo scarpino borbonico, e siccome Ideazzurra su questo tema è più fazioso di Fabio Fazio, e di Michele San-toro messi insieme, allora conclude con un FERT, FERT, FERT! Chi non conosce il significato, cerchi pure su internet.




Meridionalismo e Liberalismo – Generoso Benigni

Un testo nel quale sono contenute delle vere istantanee della realtà meridionale, che vengono tracciate e spiegate in un linguaggio fluido e coerente. Le analisi sono sempre in piena sintonia con la realtà del contesto, e sottolineo, il meridionalismo di Benigni (questo personaggio che sembra avere tutte le caratteristiche del genio incompreso dell'irpina), si svolge nel pieno rispetto dell'unità d'Italia. Infatti la critica è spesso rivolta a chi ha creato i fattori della schiavitù meridionale. In modo particolare verso chi ha continuato a erogare i dritti spettanti per legge, come se fossero grazie o favori da distribuire come concessione, in piena logica pre-rinascimentale. In sintesi è un libro che pone sul banco degli imputati, passati regimi, e personaggi che pur non essendo appartenuti in alcun modo a tali schemi, continuerebbero ancora oggi ad amministrare come fossero in pieno regime feudale. Il pragmatismo non si perde nemmeno nelle semplificazioni che di tanto in tanto vengono riportate lungo i vari capitoli del testo. L'unica pecca è il fatto che tuttora risulta un testo introvabile nella grande distribuzione. Sebbene si potrebbero richiedere ulteriori informazioni presso le edizioni La ginestra – Nuovo Meridionalismo

L'unità d'Italia – Stefano Varanelli

(un libro per i più piccoli sul tema dell'unità d'Italia)

Consiglio vivamente questo libro ai più piccoli, e lo consiglio anche a quei somari che non anno studiato la storia del nostro glorioso paese, e agitano inutili nostalgie di schiavitù filo-borboniche, senza nemmeno conoscere i fatti e le versioni ufficiali. E quindi fanno diventare quelle storie di parte e fortemente interessate, come l'unica verità – Ideazzurra.

Atlanti per viaggiare nel tempo, per conoscere e approfondire, per soddisfare tutte le curiosità. Questo libro ripercorre il lungo e faticoso cammino che portò all'unità d'Italia, concentrandosi su un arco temporale che va dal 1796 al 1861: partendo, dunque suggestivamente, dal primo sventolio del tricolore fino alla proclamazione del regno nel 1861 con in più un riferimento al completamento dell'unificazione nazionale con la III guerra d'indipendenza e la Prima Guerra Mondiale. Chiude il volume un capitolo finale su come e quanto i lontani eventi risorgimentali influenzino ancora l'Italia e gli italiani di oggi.


Maledetti Savoia, Savoia benedetti – Lorenzo Del Boca - Emanuele Filiberto di Savoia

In un Paese in cui una memoria condivisa pare impossibile, gli avvenimenti che fondano la nostra storia nazionale – il Risorgimento e la proclamazione dell’Unità – non fanno eccezione. A una versione tradizionale che spesso gronda di romanticismo e tentazioni agiografiche, si contrappongono resoconti controcorrente che stigmatizzano incongruenze e ipocrisie dei Padri della Patria. Questo serrato dialogo si propone finalmente di individuare un terreno di verità comune tra ipotesi storiche a volte enormemente distanti. Le cinque giornate di Milano sono state un’azione velleitaria e mal organizzata o, invece, il primo vero tentativo di “fare l’Italia”? Vittorio Emanuele II è il “re con la faccia da macellaio”, sciupafemmine, circondato da affaristi e non alieno ad allungare le mani nel bilancio dello Stato, oppure il sovrano che, assecondando lo spirito che prendeva corpo nel Paese, ne ha ascoltato il “grido di dolore”, facendo della provinciale Penisola una delle moderne potenze europee in soli vent’anni? L’impresa dei Mille è davvero una cavalcata di eroi, di uomini coraggiosi disposti a rischiare tutto per la causa, o piuttosto una sceneggiata teatrale e mal recitata? E l’Italia che alla fine viene proclamata e si affaccia alla ribalta della storia è una nazione con i piedi d’argilla, perché edificata su troppe furbizie, o un giovane Paese che ha in sé gli strumenti per progredire? Fino ad oggi, le due correnti di pensiero, gelose ognuna dei propri archivi e della propria memoria, non hanno accettato né dialogo né confronti, preferendo un isolamento che scalda il cuore e irrobustisce i preconcetti. Ma la barriera del silenzio reciproco deve essere abbattuta. E la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia rappresenta una preziosa opportunità.


Ci sono titoli per tutti i gusti, a cui si può aggiungere qualche classico del pensiero moderno, come il saggio su Kurt Gödel il genio che dimostrò matematicamente l'esistenza di DIO, e vide oltre i giganti della matematica e della logica, riuscendo persino a trovarne i limiti.


Godel. L'eccentrica vita di un genio – John L.Casti – Depauli Werner –

Kurt Godel è stato intellettualmente un gigante. Ma è stato anche un uomo tormentato e bizzarro che, per la sua paura dei germi, arrivò a digiunare fino alla morte. Il libro di Casti e Depauli ci dà un ritratto di questa figura leggendaria, ripercorrendone la vita a partire dalla giovinezza nella Vienna degli anni Venti fino all'ultima fase trascorsa a Princeton, in cui l'amicizia con Einstein costituì l'unico sollievo dagli incubi ai quali la sua instabilità psichica lo condannava.


La prova matematica dell'esistenza di Dio – Kurt Gödel -

Gödel fornisce, in questo piccolo scritto, una dimostrazione logica dell'esistenza di Dio: impresa che oggi potrà anche sembrare anacronistica, ma che si situa nella scia di una tradizione millenaria. La dimostrazione fu concepita nel 1941, rimaneggiata nel 1954, e perfezionata nel 1970. Nel febbraio dello stesso anno Gödel mostrò la versione definitiva al logico Dana Scott, e nell'agosto dichiarò all'economista Oskar Morgenstern di esserne soddisfatto, ma di non volerla pubblicare: non intendeva rivelare i suoi interessi teologici; la dimostrazione gli interessava solo da un punto di vista logico.


Dopo questi ultimi suggerimenti, non mi resta che auspicare un assalto alle librerie perché in Italia, c'è tanto bisogno di cultura, solo in questo modo si possono superare quei pregiudizi frutto delle sottoculture. Pertanto, quest'anno a Natale, l'appellativo è leggere, leggere, leggere. Anche perché leggendo s'impara, e non solo, la lettura porta a stare in casa, e visti i tempi che ci aspettano, stare in casa a leggere fa risparmiare anche i soldi per eventuali viaggi, spese d'autostrada e di carburante. – Ideazzurra


POLITICA
7 dicembre 2011
INTERLUDIO “FINIS-ITALIA” (storia semiseria in agrodolce, ma non troppo, d'un disastro chiamato EURO)

INTERLUDIO

FINIS-ITALIA

(storia semiseria in agrodolce, ma non troppo, d'un disastro chiamato EURO)

(Tema:come dissanguare l'Italia in soli cinquant'anni, con l'aiuto degli italioti)

(Comparse:Angela Mér-kel de la mér, Sarkòlion de Paris, e Mari-o-Monti)

(Principale attore non protagonista:agente segreto euro-bond)

(Attori protagonisti:tutti i paesi d'europa, tranne noi italiani)

(Effetti speciali:mazzette ai politici, e mazzate sul reddito)

(Regia:dell'antica cialtroneria dell'ex Germania orientale)

(La trama:alti e bassi, dipende dallo spread)


DEUS EX MACCHINA


(voce fuori campo, al buio)

Italia svegliati! Ma quali mari, e quali monti!

Qui bisogna rifare i conti!


(torna il silenzio sulla scena, si accende l'occhio di bue)

(passa un grasso gobbo vestito da mortadella sul palcoscenico con la scritta)


INTERLUDIO

FINIS-ITALIA”

(l'occhio di bue lo segue, poi lo segue anche il bue. - incazzato - )


(Parte subito il coro degli italiani, nudi in una botte di legno, con lo scolapasta in testa)

Quest'Europa di “mérkel”! È sempre più un Europa di mér..(BIP)

L'opera fa riferimento alle soavi fragranze

de “La Crème de la Mér

Ideazzurra dedica queste ultime, appassionatamente

alla cancelliera MER-KEL

colei che cancellerà l'Italia dall'Europa.



SIGLA”

(le dolci note di Charles Trenet)

(s'intreccino le luci fuoriescano i fumi)

(la scena si colori di marrone)





(La Merkel, lezioni di sobrietà teutonica)

PREMESSA DI IDEAZZURRA

Con questi toni, non mi sembra ci siano le premesse per parlare d'Italia in quest'euro-bordello alla tedesca. Ogni giorno da quotidiani e telegiornali assistiamo a continui attacchi anti-italiani, vediamo il nostro paese soccombere sotto le granate che ci tirano addosso, che assumono forma di legge, ma hanno il solo scopo di deprimere l'economia del nostro bel paese.


L'INIZIO DELLA FINE


Tutto cominciò un brutto giorno, c'erano Carlo Azeglio Ciampi con Romano Prodi che inventarono l'eurotassa, poi chiusero l'acciaieria di Bagnoli e crearono centinaia di senza-lavoro, quindi decisero a tavolino il prezzo delle arance, e inventarono le quote latte. Da quel momento nonostante le apparenti liberalizzazioni di BERSANI, le polizze assicurative e le tariffe telefoniche son schizzate con prezzacci su verso l'alto, mentre la Deutsche Bank già prestava soldi a tassi più bassi alle famiglie italiane, e questa è solo la premessa.


IL RICORDO


Ricordo, avevamo ancora la lira, con su scritto “pagabile a vista” con tutti i simboli del nostro paese, con il timbro della BANCA D'ITALIA, eppure già allora si vedeva chiaramente che volevano legare una corda al collo e una palla al piede agli italiani, l'esempio calza, perché nel dubbio che si potesse sopravvivere al cappio, era già pronta la palla al piede per poi preparare una bella passerella da farci percorrere per farci affogare nel fondo del mare chiamato “mer” dai francesi. Volevano un nuovo CARLO MAGNO, tutto tedesco e pieno d'oro. Mentre noi pensavamo ad un nuovo COSTANTINO, fatto di valori cristiani, a un Europa dei popoli e delle nazioni che si univano nel pieno rispetto delle differenze, loro già mettevano in moto i loro panzer, questa volta carichi di carta bollata. Così accadde che, dalle varie corti del nuovo CARLO MAGNO, diedero inizio alle lotte di logoramento degli stati sovrani d'Europa, tra questi ovviamente c'era anche l'Italia.


IL DUBBIO INSIDIOSO, VOGLIONO GERMANIZZARE* GLI ITALIANI?

*(La germanizzazione rappresenta l'espansione della lingua tedesca e della cultura della Germania ottenuta con la forza o con l'assimilazione) Fonte:Wikipedia


E quando abbiamo visto i supremi giudici e le varie commissioni europee, occuparsi della grandezza delle mele che dovevano circolare in Europa, e impegnare il loro tempo pagato con soldi nostri, in futili provvedimenti di dubbia utilità pubblica, ci siamo chiesti perché questi illustri personaggi erano così impegnati in simili sciocchezze. E non ci ha sfiorato il dubbio che volessero mettere le mele italiane (più grandi) fuori mercato, e favorire l'importazione cinese, che potrebbe finalmente portare in Europa quelle mele piccole e malconce che i nostri allevatori usano dare ai porci.

Intanto le tasse e la burocrazia tartassavano le imprese dei paesi membri, a tal punto che molti pensarono già allora a delocalizzare, ovvero hanno incoraggiato le imprese ad andare a produrre e dare lavoro ai cinesi.


Ecco, la frittata era cotta a puntino, ora bisognava solo girarla un po' a destra, e un po' a sinistra, così tornò di moda il gioco delle parti, la sostanza era quella di affondare il MADE IN ITALY, quindi abbiamo visto scene già note ai tempi dell'Ing. Mattei, con l'indotto petrolchimico italiano, che ritornano a fomentare privatizzazioni di gioielli italiani da cedere a paesi ancora “stranieri”. Mi riferisco alla cessione di Alitalia ai francesi, e tuttora mi chiedo:Anche quella era compresa nella partita da giocare a tavolino con la Merkel e Sarkò? Non sono un malpensante, però appare strano, persino Cuba ha una sua compagnia di bandiera, possibile che siamo messi peggio dei paesi del terzo mondo? All'epoca dei fatti eravamo tutti impegnati nel gioco delle parti, ma ora le cose sono cambiate, così ci tocca riflettere lanciando occhiate frequenti al passato, perché i corsi e i ricorsi storici avvolte ritornano, e quello che cerco di sintetizzare in queste poche righe messe su internet, è una situazione molto più complessa di di quello che appare.


LA GERMANIA DEI SALSICCIOTTI DICHIARA

GUERRA ALL'ETICHETTA DEL CIOCCOLATO


Würstel” Vs Nutella

Ora, considerato acquisito, questo breve flashback che, merita sicuramente maggiori approfondimenti, facciamo una breve istantanea su questi fatti recentissimi, tipo l'ultima sentenza germanica della guerra del cioccolato, che proibisce le scritte e le etichette che riportano “cioccolato puro”. È lecito chiedersi:Ma questo sarebbe “mercato libero”? Ma come, non siamo nemmeno liberi di “marcare” i nostri prodotti come meglio crediamo? I tedeschi se la prendono con la nutella, con la cioccolata, con il parmigiano, e la mia riflessione si spinge ben oltre la semplice considerazione della cronaca. Quindi voglio fare qualche esempio:Qualcuno conosce l'esatta composizione di quelli che vengono chiamati Würstel”? Qualcuno si è mai preoccupato di delineare il limite del commestibile? E distinguere il cibo dal sacchetto della spazzatura è ancora possibile? È possibile confezionare “Würstel” con la frazione umida derivante dalla raccolta differenziata della mondezza organica? Ecco il mistero s'infittisce, ancora di più quando si degustano “Würstel al pollo” che non hanno il sapore di pollo. E se questo sembra già troppo per aprire una chiara discussione, allora devo dire che per me, è ancora poco, rispetto a quello che sto per scrivere.

Infatti restando in tema di “Würstel”, l'apoteosi dell'incoerenza di quei gran parrucconi delle corti germaniche, raggiunge livelli stratosferici, perché emanano sentenze che vietano alle nostre aziende produttrici, le scritte “Cioccolata purissima”, e non considerano che i nostri supermercati sono inondati da sinistri salsicciotti di colore rosa pelle, su cui svetta ben evidenziata, la scritta:“Würstel di puro suino”!Ecco, sappiamo bene che, non hanno il sapore del maiale cotto. Così non abbiamo nessun controllo sulla provenienza di quel materiale organico che poi si trasforma in “Würstel” nelle mitiche officine dei nibelunghi, e per quello che mi riguarda, lì dentro ci potrebbe essere qualsiasi cosa, persino carne umana fresca d'obitorio. Tuttavia nessuno, ripeto nessuno si permette di regolarizzare oppure scoraggiare l'acquisto di tali prodotti della filiera germanica. Anzi da quello che vedo in giro, tra breve ci toccherà pagare i danni per aver prodotto generi alimentari di elevata qualità, e siccome tali prodotti sono ancora oggi così inimitabili, per battere la concorrenza dell'alta qualità dei prodotti italiani, questi cialtroni del nord-europa, vogliono venderci i loro vari surrogati, che preparano alla carlona, come fossero dei capolavori d'artigianato e con le loro sentenze ci prendono per il naso, come se fossimo delle zucche vuote come quelle che si usano nelle loro feste barbare.

Dunque avremo un Europa basata su birra e salsicciotti, e sulla superiorità dei surrogati rispetto agli originali. Se questa è Europa, allora bisogna rivalutare le posizioni degli euro-scettici, perché rischiano di avere più di qualche ragione per arrestare la corsa verso quest'Europa così malmessa.


OSCAR GIANNINO - IL FASCISTA ANTI-GERMANICO

VIENE AGGREDITO DAI COMUNISTI, PERCHÉ?

(Oscar Giannino non deve parlare, avremo una gianineide?)

MILANO 01 Dic 2011 - Tensione alla facoltà di scienze politiche per una lezione di economia di Oscar Giannino agli studenti di Azione Universitaria, interviene la polizia per impedire lo scontro tra gli studenti. Oscar Giannino bersagliato da pomodori e uova. Fonte:Il Sole24ore.com


Sulla vicenda è intervenuto lo stesso Giannino. «Oggi alle 14,30 mi è stato impedito l'accesso all'Università Statale di Milano in via del Conservatorio, dove ero invitato a un dibattito sull'euro organizzato da Azione Giovani - ha detto -. Numerosi studenti hanno bloccato l'ingresso, apostrofandomi 'buffone, padrone, fascista, distruttore dell'Università». Una bella doccia di pomodori pelati, qualche uovo. Nessuna possibilità di interloquire. La polizia, presente, mi ha cortesemente invitato a desistere. Così è stato. Questi i fatti. Nessun danno. Ognuno giudichi se si debba arrivare a episodi del genere.

Azione Universitaria ha denunciato, in un comunicato, «il clima di intolleranza e violenza creato ad arte da una piccola minoranza di estrema sinistra: l'aggressione nei confronti di un intellettuale, nonché persona stimabile quale Giannino, è un segnale profondamente inquietante per la situazione politica milanese» FONTE:L'Unità “giornale di sinistra”



La scelta - di Oscar Giannino

Esiste un'altra via, l'Islanda ha ripudiato il debito, i cittadini non possono pagare i debiti dei loro governanti.





Trascrizione del video per sommi capi, ecco cosa dice Giannino:

Posto che i mercati ci indicano la probabilità che l'euro salti.

Che cosa capita in questo caso?

la storia dice che esistono diverse strade.

Lo stato contrae debiti, e non lo può spalmare sui contribuenti.

Con manovre deflazionistiche, con oppressione dei redditi,

per anni ed anni, con la compressione della domanda interna,

ulteriore compromissione dei diritti e dei profitti,

che già sono trattati molto peggio di quanto

le generazioni garantite hanno dato a sé stesse in

termini di retribuzione, previdenza, e diritti sociali.

Capite bene che i paesi cominciano prendere la strada

per cui la gente inizia a dire:Ma cos'è sta storia che c'impongono i mercati,

ma chi sono questi signori dei mercati, ma perché dovremmo sempre noi pagare

il conto, quando non siamo noi che abbiamo fatto il debito,

e sempre noi ci tocca pagare il conto, e ci dobbiamo rimettere

il futuro, e la nostra vita peggiora sempre.

E questo è l'esempio della Grecia.

Però attenzione non c'è solo l'esempio della Grecia,

C'è anche l'esempio di un paese nordico di cui si parla molto poco.

Ed è un esempio per certi versi incredibile, sto parlando dell'Islanda,

lo uso come esempio, perché c'è anche il caso dell'Islanda?

Perché,

Il debito si può anche ripudiare, è una storia che ha origini nel medioevo,

l'Islanda con un governo in banca rotta, ripudia il debito pubblico.

Il presidente della Repubblica indice un referendum,

e incuranti delle opinioni della stampa estera,

gli islandesi se ne fanno due baffi più dei miei,

e al 93% dicono no,

il debito alle banche estere si ripudia,

chi l'ha fatto è un criminale, noi non lo paghiamo per lui.

Mandano a casa un governo di centro destra, prima,

e un governo social-democratico poi,

e compatti, gli Islandesi vanno avanti da soli.

Si apre un'inchiesta politica contro entrambi i presidenti del consiglio

sia di centro-destra, che di centro-sinistra che,

attualmente sono alla sbarra.

E in più decidono di riscrivere una nuova costituzione,

Insomma c'è un'altra strada,

E allora discutiamone!


CONCLUSIONE D'IDEAZZURRA



Se l'Europa non accetta l'idea, che un cittadino ogni otto è italiano, ed è fiero di esserlo, e non rispetta e tutela le potenzialità di un popolo a cui non è stata certo regalata la sua libertà, allora credo sia giunto il momento di tirare le somme, e di inaugurare una nuova stagione, un nuovo risorgimento, per una nuova indipendenza italiana. Gli austriaci li abbiamo già cacciati almeno due volte, dal sacro suolo della nostra patria, in tempi storici recenti. E quando questo avvenne la prima volta 150 anni fa, non avevamo l'autostrada, non c'era l'acqua nelle case, la rete elettrica non era diffusa come adesso. Eppure, ce l'abbiamo fatta, siamo qui e siamo in tanti. E fino a ieri potevamo produrre quanto latte e quanta frutta volevamo, e non venivamo giudicati sulla base della grandezza delle mele, anche perché sembra che queste ultime siano più grandi della media europea. Con questo, voglio mostrare quell'indignazione, senza la quale ci riesce difficile rialzare la testa. L'Italia deve incentivare il consumo interno, e di lavoro da fare ce n'è fin troppo, non è possibile avere tanti disoccupati che protestano per lavorare, e lasciare città come Genova, e come Messina, unite solo dalle disgrazie che si consumano nel fango delle frane, senza soccorsi e senza un adeguato piano di lavori di manutenzione.  Non si può pensare di chiudere un'acciaieria come quella di bagnoli se si vuole veramente fare il ponte sullo stretto, e le grandi opere, perché per realizzarle ci vuole “L'ACCIAIO”, e non è da furbi comprarlo dall'Europa. E poi con la luce come la mettiamo, se i francesi domani tagliassero i fili? E se ci chiedessero un prezzo più alto? L'italiano inventò l'energia elettrica dall'atomo, e poi decise di disfarsene, per creare la disoccupazione, e accettare la schiavitù dei paesi stranieri, forse oggi ho scritto anche troppo, mi fermo qui, però pensiamo all'ultima thule (l'Islanda), pensiamo alla lezione della terra vulcanica che scalda gli animi di quel pugno di persone che non si è fatto prendere per il naso dai banchieri europei.


POLITICA
20 novembre 2011
Ponte sullo stretto, ecco alcuni progetti ancora realizzabili dall'ex premier. - Noi ci siamo cascati, purtroppo -

- Meglio ridere, che piangere! Così il blog IDEAZZURRA resosi conto dell'impossibilità per l'Italia di oggi di realizzare le opere faraoniche promesse da circa VENT'ANNI dal EX premier SILVIO BERLUSCONI, manifesta il senso di malessere verso questo personaggio che, ripeto da circa VENT'ANNI occupa gli spazi della politica, pur dimostrando di volta in volta di non esserne capace. Con l'Italia non si scherza, né quantomeno con gli Italiani, che malgrado tutto gli hanno rinnovato quattro volte il mandato, con un crescendo costante di consensi. E alla fine di tutto? Cosa resta in eredità agli Italiani di questi VENT'ANNI di BERLUSCONI? Nulla, un bel nulla di fatto. - Questo è reso più triste, ovvero tragicomico perché, non s'era mai visto prima d'ora un premier così debole da non essere capace di difendersi da solo. E nonostante tutto il potere che ha un presidente del consiglio. Lui proprio non riesce a difendersi da quelli che, chiama attacchi alla persona. Ma in realtà i veri politici del passato, sono stati capaci di realizzare ben altro, e con maggioranze più risicate. Così questo premier, che scivola pure su una buccia di banana, lo abbiamo dovuto proteggere noi del popolo, lo abbiamo incoraggiato, abbiamo creduto a tutto quello che raccontava nelle varie trasmissioni televisive, e soprattutto non gli abbiamo fatto mai mancare i nostri voti. -- E nonostante tutto, lui inciampa, inciampa, già e cade pure! Lasciando noi tutti di nuovo col cerino acceso in mano, e allora? Allora Basta! Chi vuole ridere rida pure, ma questa vignetta temo rappresenti la realtà. Forse il ponte sullo stretto per lui voleva significare tutt'altro, oppure contava di costruirlo con le lego, e senza nessuno che gli desse mai fastidio? Cari lettori al futuro l'ardua sentenza. --
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Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, tutti gli uomini sono stati creati uguali, dotati dal loro Creatore di Diritti inalienabili, fra questi ci sono, la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità

DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA USA 4 LUGLIO 1776



GOD BLESS AMERICA AND ITALIA
UNITED WE STAND


FORZA ITALIA
CAMPIONI AZZURRI
SEMPRE VINCENTI




Indirizzo E-Mail:
open_linus@libero.it












Io dico che un comunista in una caserma dell’esercito è un comunista di troppo.
Un comunista nella facoltà di un’università è un comunista di troppo.
Un comunista tra i consiglieri americani di Yalta è un comunista di troppo.
E anche se ci fosse stato un solo comunista al Dipartimento di stato, sarebbe stato un comunista di troppo.

J. McCarthy Il 9 luglio 1952 convention repubblicana.



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