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L'unica cosa di cui aver paura? E' la paura stessa. (Franklin D. Roosevelt)
SOCIETA'
31 ottobre 2011
Halloween, anche quest'anno tante zucche vuote in giro per le vie del centro

Esattamente come detto l'anno scorso - Ideazzurra Halloween 2010 -

Halloween è una festa antica, che ha origini celtiche precristiane, il giorno di hallowween segnava la fine dell'estate secondo il calendario celtico. Ovviamente i simboli provengono da un antico culto pagano, che arriva fino ai giorni nostri attraverso influenze di cultura anglosassone. Attualmente è diventata una specie di “carnevale” con un tema particolare, ovvero il tema degli zombi, streghe e zucche sulle quali vengono praticati dei fori, per farle somigliare a dei teschi. È una festa molto apprezzata dai bambini e dai giovani, un po' meno per i cattolici che mal tollerano questa festa “barbara” di origini pagane. In questo quadro, Ideazzurra non può fare altro, che prendere atto del successo di questa festività, e comunque voi la pensiate, considerati tutti gli sforzi fatti dai produttori di costumi, nessuno può portare l'inferno sulla terra nel giorno di Halloween. Così una piccola immagine dallo stile leggermente fantasy, è l'unico omaggio di Ideazzurra a questa festa che non raccoglie particolari attenzioni dall'autore di questo sito, che tuttavia non perde l'occasione per inserire una bella frase di Baudelaire.

“Il peggior inganno del diavolo è quello di farci credere che egli non esiste”


(Charles Baudelaire)
POLITICA
30 ottobre 2011
Luigi Einaudi come Edgardo Sogno, era un grande anticomunista, liberale e conservatore

 

Luigi Einaudi come  Edgardo Sogno, -- come lui fu padre costituente, entrambi al referendum istituzionale del 2 giugno 1946, votarono per la ricostruzione della monarchia sabauda. Ma questo non impedì ad Einaudi la corsa a Presidente della Repubblica, questo perché era un grande anticomunista --

Luigi Einaudi era per molti un liberale, un intellettuale eccellente pluridecorato sia in Italia che all’estero. Fu presidente della repubblica nel 1948. Ma molti lo ricordano semplicemente per quello che era, un cuneese di ferro rigoroso sia nello studio, che nella dialettica. Fu capace di reggere anche duri scontri dottrinali con Benedetto Croce, e questo non era certo un tabù, per un personaggio colto come era Einaudi. Queste differenze di pensiero rispetto ai socialisti-liberal crociani furono più marcate nell’immediato dopoguerra, sebbene erano già visibili chiare differenze già dai primi scritti dei primi anni del novecento. Chiaramente fu firmatario del documento crociano degli intellettuali antifascisti, ma non fu mai un personaggio da accostare alle sinistre, con le quali era da sempre in contrasto, per la sua spiccata propensione verso l’idea di uno stato poco statalista, e con poche regole. Nel pensiero di Einaudi figurava spesso uno stato nel quale non erano più distinguibili le divisioni della classica triade dei poteri: Legislativo, Esecutivo, Giudiziario. Lo stato di diritto dell’800 - secondo l’intellettuale piemontese - ingessavano le libertà dell’individuo, e limitavano le responsabilità oggettive delle imprese ad assumersi i propri rischi, pertanto supponeva un sistema con altri vincoli, che non limitassero la legge del mercato per via giudiziaria. – Questo aspetto figura in molti suoi scritti, nei quali si evince questo concetto di stato minimo applicato anche al concetto di un europeismo delle nazioni, viste come autonomie vicine al cittadino. In effetti, la sua visione era quella di un’Europa dotata di una capacità politica comune, tipica dello stato minimo, ma al tempo stesso dotato di una difesa forte, intesa anche in senso militare, che potesse sostenere il confronto con le forze del blocco sovietico. Va ricordato che lo stesso Einaudi era in pieno accordo con la dottrina Truman. Tuttavia nulla sappiamo del suo interesse nelle faccende che riguardarono la costituzione delle operazioni “Stay-Behind”. Occorre comunque l’obbligo di ricordare come questo personaggio fosse simile sotto tanti punti di vista ad Edgardo Sogno, anch’egli liberale, e come lui Einaudi rimase sempre attaccato alla monarchia sabauda, anche dopo la caduta del fascismo, e proprio come Edgardo Sogno, al referendum istituzionale del 2 giugno 1946, Luiugi Einaudi votò per la ricostruzione della monarchia sabauda. Ma questo non gli ha impedito di diventare presidente della repubblica soli due anni dopo da tale manifestazione ideologica, probabilmente quella era un’altra Italia, forse migliore di quella che abbiamo oggi. Dico questo perché strumentalizzare il cinquantesimo anniversario dalla morte di Luigi Einaudi e farlo entrare nel dibatto pro e contro Berlusconi mi sembra proprio fuori luogo, anche perché era posizionato decisamente sul fronte anticomunista, senza alcun dubbio, proprio come lo fu Alcide De Gasperi, Edgardo Sogno, e tanti altri personaggi che scelsero di stare sul fronte occidentale della cortina di ferro. La lectio magistralis di Luigi Einaudi, risulta ancora moderna, attuale e inapplicata, sia in Italia che in Europa, e preferibilmente siano evitate inutili visioni strumentali, tipiche di una sinistra immatura e sempre alla ricerca di nuovi testimonial, negli schieramenti opposti.
CULTURA
27 ottobre 2011
28 Ottobre 1886 - New York, il presidente Grover Cleveland inaugura la STATUA DELLA LIBERTÀ, detta anche:Liberty enlightening all the world

-La più antica democrazia moderna, aveva finalmente un simbolo di libertà.-  Gli Stati Uniti non hanno mai avuto una dittatura, e non rinuncerebbero per nulla al mondo alla loro libertà. - La statua ha le stesse fattezze di una dea greca, realizzata in Francia da Gustave Eiffel con uno stile che richiama antichi splendori di una sapiente arte ellenica, e il suo braccio destro proteso nel cielo termina con una mano forte che sostiene una fiaccola dorata, che simboleggia l'antico fuoco delle olimpiadi del mondo greco mediterraneo. Quella stessa fiaccola univa tutte le polis, e faceva cessare tutte le ostilità in nome di una sana e libera competizione, che premiava solo i migliori atleti. - Ma la parola atleta, deriva dall'antico greco [ATHLETIS], che vuol dire lotta. Così un simbolo di libertà non sempre significa calma e tranquillità, anche perché nessuno ti da la libertà senza aver lottato e vinto. Ma la legge fondamentale è quella di lottare per accrescere il livello di libertà di un popolo, esattamente come avvenne nella lotta d'indipendenza che vide coinvolta la neo-nazione americana contro la corona britannica, che non voleva rinunciare alla sua colonia maggiore. Infine per riflettere insieme sul significato di questo valore supremo, e di quanto sia importante una buona costituzione, voglio concludere con una bella citazione.

Il modo migliore per far abrogare una pessima legge, consiste nel farla applicare rigorosamente.

                                                  Abraham Lincoln

POLITICA
22 ottobre 2011
Popolo bue, voi pagate e lui mangia per due. - Vola gratis, con D’Alema ora si può. -


Bene finalmente sono cominciati i saldi di fine stagione, comincia la ridistribuzione delle ricchezze, e comincia il socialismo reale, in cui ognuno può chiedere al sistema quello che vuole. Tutto senza spaccarsi la schiena a lavorare. Così diventano possibili splendidi giri in barca, anche su costosissimi yacht. Così visto che andare in barca, può risultare noioso, allora ecco la soluzione comunista applicata anche alle compagine aeree, da oggi infatti, “il comunista” può chiedere anche di volare gratis! Ecco in questo modo è possibile prendere costosi voli per destinazioni estere, senza che ...

“il comunista” debba sporcarsi le mani col vile denaro. Chiaramente se si combatte il capitalismo, non sembra giusto che chi lo combatte debba mettere mani al portafogli. Così con il “sistema vola gratis” di D’Alema, è tutto risolto, i soldi sono spariti, e i viaggi non costano a “il comunista” . – E voi ancora non avete capito come funziona il comunismo? – Allora, vuol dire che mi spiegherò meglio. “il comunista” è Massimo D’Alema, detto anche Baffino. E voi siete i compagni che pagano. Invece lui insieme a qualcun altro, fa “il comunista” mangia e lo fa con gusto, e mangia anche tanto, e non ha bisogno del capitalismo, perché a pagare ci siete voi! Il popolo bue, voi pagate e lui mangia per due.

Teoria del comunismo reale – Rubare stando all’opposizione, senza clientelismo, con l’ideologia –

si può stare bene e tranquillamente all’opposizione senza la preoccupazione di dover fare proposte alternative all’attuale governo, tanto lo sanno tutti che, ...

i comunisti sono l’unico partito che riesce a rubare anche stando all’opposizione, e senza prendersi il disturbo di dover amministrare. Riescono a fare dei veri miracoli d’economia, chiaramente con i soldi degli altri, e siccome gli altri siamo proprio noi, allora non ci dobbiamo lamentare troppo se il socialismo reale non funziona per tutti. – Noi siamo il popolo pagante – Quelli che pagano cari persino i biglietti dei pullman, per andare in città, e senza alcun diritto di sconto, ma ripeto, abbiamo solo il diritto di sudare lavorando per uno stipendio da fame, e pagare, pagare, pagare tasse e soprattasse, e come se non bastasse, dobbiamo ancora assistere alla scena pietosa di questi ipocriti post-comunisti da strapazzo che, con aria snob e sprezzante insofferenza rispetto a chi la crisi la sente davvero, si permettono ancora il lusso di dire: “Compagno, vota la sinistra, perché la sinistra tiene a cuore le sorti degli operai, dei poveri, dei precari”. – E poi ancora: “Compagno, non importa se il precariato l’ha inventato proprio Massimo D’Alema (lo dicono quelli di sinistra in questo link, ndr), ricorda noi siamo per la lotta di classe”. – E in quest’ultimo punto sono veramente i migliori, i più cialtroni in assoluto. Infatti prima hanno inventato l’odio per le classi più ricche, poi sono stati capaci di diventare tre volte più ricchi dei loro avversari politici. Hanno fatto bei discorsi sulla redistribuzione delle ricchezze, poi senza alcun ritegno, hanno creato forti accumuli di privilegi, e non hanno redistribuito proprio nulla. Hanno inventato la questione morale, per non aiutare quei poveri sventurati bisognosi di tutto, che dopo aver sostenuto le loro idee hanno dovuto patire l’indifferenza di questi sedicenti benefattori dei poveri. ... I comunisti sono quelli che non hanno mai nemmeno provato a trasformare il proletariato in “proprietariato”. Chiaramente sono sempre riusciti bene a fare l’esatto opposto, perché più le cose vanno male, più ci si lamenta, più si vive da schifo, più consensi prendono loro. I comunisti, sono quegli avvoltoi che arrivano nei piazzali d’avanti alle fabbriche quando finalmente sono riusciti in qualche modo ad ottenerne il quasi totale fallimento della struttura, eccoli coi loro megafoni, e sembrano quasi che lo facciano per voi. Invece, quando vedete questi signori con le bandiere rosse, è quasi sicuro che state per perdere il vostro posto di lavoro, e con esso pure lo stipendio. Ma per loro va bene la vita guadate D’Alema come se la spassa. E state pure tranquilli, il problema è tutto vostro. Ecco questi sono i comunisti, sfasciando la vita di tanti, riescono a vivere anche ricattando le imprese, perché sono loro che tengono il tempo, perché dirigono l’orchestra del malcontento. Come potrebbero mai combattere la povertà? Se lo facessero veramente, chi manderebbero a scioperare? Avete mai visto un generale che congeda le sue truppe? Ecco così si diventa schiavi della sinistra, basta una bandierina rossa, e un panino. E poi dicono che siamo tutti uguali! A dire il vero Massimo D’Alema non fa miracoli per gli altri, ma quando si tratta di farne per sé allora tutto cambia, già perché lui è ...

“il comunista .

- COSA SCRIVONO I GIORNALI -

Massimo D'Alema è indagato dalla procura di Roma nell'ambito di uno dei capitoli di indagine relativi agli appalti Enac. Il coinvolgimento del parlamentare sarebbe legato ad alcuni voli da lui fatti su velivoli della low cost Rotkopf Aviation, società coinvolta dalla più ampia inchiesta.

L'inchiesta nella quale è coinvolto D'Alema è quella che ruota intorno alla figura dell'intermediario Vincenzo Morichini, amico di vecchia data del presidente del Copasir. Gli accertamenti dei pm Paolo Ielo e Giuseppe Cascini, hanno preso spunto da una tangente di 40 mila euro consegnata a Franco Pronzato, già componente del cda Enac. .... >> segue su:ilsole24ore.com


POLITICA
20 ottobre 2011
È nata una nuova Libia? E allora speriamo che sia femmina!

I ribelli trucidano GHEDDAFI, nessun processo, solo una cruda esecuzione. - Se questa è democrazia. –

Si balla e si festeggia in Libia sulle spoglie del cadavere di Gheddafi. Ideazzurra non vuole trasformare una canaglia in un santo. Però la democrazia non nasce dall’odio, dalla vendetta che solitamente non paga mai, e spiana la strada ad altre ideologie estreme. Se queste sono le premesse per una moderna democrazia sulla sponda sud del mediterraneo, allora credo che bisognerebbe riconsiderare gli effetti della primavera araba, questo perché credo che la primavera è ancora lontana. Ideazzurra senza troppa retorica di sorta, prevede un autunno molto lungo, e dopo come è ovvio segue il buio e triste inverno. – Probabilmente Gheddafi doveva essere già morto da anni. Ovviamente se qualche politico italiano (anti-atlantico) e impiccione in fatti di politica internazionale che non riguardavano il nostro paese, non avesse avvisato il dittatore libico telefonicamente di quel raid di Reagan, che da lì a poco avrebbe colpito la sua abitazione. Probabilmente, se il raid di Reagan fosse arrivato a colpire gli obiettivi regolarmente, il problema Gheddafi anche, e soprattutto per il suo popolo, avrebbe potuto essere risolto, già dal lontano aprile del 1986.Lasciando da parte l'occasione mancata dell'86 che avrebbe privato la Libia di un dittatore, e regalato ai Libici la libertà, secondo le modalità tipiche del presidente Usa Ronald Reagan, e facendo un mea culpa, bisogna riconoscere che la politica estera italiana ha tenuto in vita un dittatore in Libia, che non doveva durare fino ai giorni nostri. E per chiudere coi rimpianti è doveroso ammettere, che ci fu un opportunismo tutto italiano, nella vicenda Gheddafi, che poi sfociò nella scandalosa crisi di Sigonella. Anche in quel frangente della storia furono prese decisioni, a mio avviso sbagliate, non solo per la sola Italia. Ma queste influirono molto gravemente su tutto il mediterraneo. Perché da quei fatti, venne fuori il Gheddafi che ricattava paesi come Italia, Spagna e Grecia, con la promessa di regolare non immagino in che modo, il flusso d'immigrazione verso la sponda nord del mediterraneo. Detto per inciso, oggi ci troviamo d’avanti a una nuova Libia, che ha chiesto aiuto ai paesi occidentali, ha giustiziato senza processo il suo reggente, e sicuramente non potrà imputare all’America, all’Italia oppure ad altri stati esteri di improbabili crimini di guerra. Anche perché i crimini in Libia li commetteva Gheddafi, e per un lungo periodo il peggior nemico del popolo libico, era proprio lui. Con la morte di Gheddafi ognuno può fare quelle classiche pulizie della coscienza che in questi casi sono così tanto di moda. Intanto visto che sono tutti contenti e felici, considerato che questa “rivoluzione”, detta con le parole dei ribelli, non è un atto d’imperialismo americano, ma anzi viene inquadrata come una spontanea sollevazione di un popolo contro il tiranno, allora che altro dire, Ideazzurra fa gli auguri, ma non crede a queste favole di rivoluzione scritte in chiave pseudo-comunista. Questi partigiani libici affamati di sangue, senza cultura, e armati di tutto punto dalle potenze straniere, hanno fatto un bel lavoro, magari per conto di quelle sanguisughe che già stanno sul posto e succhiano risorse dal suolo libico, che contribuiscono ancora di più a desertificare quel posto dove il sole non manca mai. Siamo in un era di nuovi equilibri, con tanti squilibri, e Ideazzurra è fermamente convinta che la Libia rischia di rimanere per sempre un paese spaccato in due, oppure anche in più parti, e se questo avverrà, noi di Ideazzurra non vogliamo essere additati come le cassandre, infatti queste non sono affatto profezie, non ce n’è bisogno, e poi Ideazzurra è razionale e gli bastano i fatti concretamente reali per abbozzare un'analisi sui possibili sviluppi di una democrazia mancata, quella libica, che somiglia troppo a tante altre rivoluzioni finite nel terrore, che nulla hanno portato di concreto a chi illudendosi vi ha preso parte. In conclusione, la Libia è libera? È nata una nuova Libia? E allora speriamo che sia femmina!

letteratura
13 ottobre 2011
IL PICCOLO PRINCIPE RIMANE UN'INSUPERABILE CHIAVE PER COMPRENDERE L'INCOMPRENSIBILE

 

Se come me che scrivo, pur essendo cresciuti, non volete saperne di diventare “grandi”, allora il racconto di quel romantico aviatore d’altri tempi, fa ancora effetto, e percorre ancora piacevolmente i reconditi meandri della vostra mente, alla ricerca di quel bambino che ancora è presente in voi stessi, e non vi mollerà mai nemmeno quando la fronte sarà oramai percorsa da rughe simili ad un campo in cui sia appena passato l’aratro. E persino quando i capelli saranno divenuti bianchi come la neve e sfibrati come un bosco di betulle in inverno, guardato dall’alto di un biplano. Proprio in tali condizioni, e nonostante l’aspetto esteriore solido come una quercia. Più questa corteccia s’inspessisce, e più fragile diviene l’interna coscienza. – Se questa ogni tanto, si abbandona a ricordi che sembrano appartenere a qualcun altro, tanto che sono scavati nel profondo, allora seguitela nel viaggio dentro voi stessi.  
Tutto comincia pressappoco così: Ti ricordi com’eri quand’eri bambino? Hai bisogno di una vecchia foto sbiadita, oppure a bianco e nero? … Non credo.
 


Il Piccolo Principe
di Antoine Marie Roger De Saint-Exupéry
 
 
 
Capitolo I
 
Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato “Storie vissute della natura”, vidi un magnifico disegno.  
Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale.  
Eccovi la copia del disegno
.  
C’era scritto: “I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla.  
Dopo di che non riescono più a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”.  
Meditai a lungo sulle avventure della jungla.  
E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno.  
Il mio disegno numero uno. Era così:
 
 
  
 
Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava.  
Ma mi risposero: “ Spaventare? Perché’ mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?” .  
Il mio disegno non era il disegno di un cappello.  
Era il disegno di un boa che digeriva un elefante  
Affinché vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa.  
Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi.  
Il mio disegno numero due si presentava così:  
 
 
 
Questa volta mi risposero di lasciare da parte i boa, sia di fuori che di dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica.  
Fu così che a sei anni io rinunziai a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore.   
Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi aveva disarmato.  
I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.  
Allora scelsi un’altra professione  e imparai a pilotare gli aeroplani.   
Ho volato un po’ sopra tutto il mondo: e veramente la geografia mi è stata molto utile.  
A colpo d’occhio posso distinguere la Cina dall’Arizona, e se uno si perde nella notte, questa sapienza è di grande aiuto.  
Ho conosciuto molte persone importanti nella mia vita, ho vissuto a lungo in mezzo ai grandi.  
Li ho conosciuti intimamente, li ho osservati proprio da vicino.  
Ma l’opinione che avevo di loro non è molto migliorata.  
Quando ne incontravo uno che mi sembrava di mente aperta, tentavo l’esperimento del mio disegno numero uno, che ho sempre conservato.   
Cercavo di capire così se era veramente una persona comprensiva.  
Ma, chiunque fosse, uomo o donna,  mi rispondeva: “E’ un cappello”.  
E allora non parlavo di boa, di foreste primitive, di stelle.  
Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di bridge, di golf, di politica, di cravatte.  
E lui era tutto soddisfatto di avere incontrato un uomo tanto sensibile. 
 
Se questo testo è stato percepito come si deve, quando incontrate una persona oppure un caro amico, non gli chiedete che lavoro fa, o di cosa si occupa, piuttosto provate a chiedergli, oppure a ricordargli cosa faceva, quand’era bambino.
Isacco & L'autore Antoine Marie Roger De Saint-Exupéry, che sicuramente sarà tornato bambino,  dedicano questo testo a tutti i bambini che ci fanno sentire grandi.
POLITICA
1 ottobre 2011
Ecco un Presidente di sinistra che piace, a chi tiene a cuore i valori fondamentali della destra, incredibile il Presidente Giorgio Napolitano riscopre DIO, LA PATRIA, LA FAMIGILA, è così semplice, ma piace proprio tanto a destra, menomale che Giorgio c’è.

Leghisti, nazistoidi, barbari da strapazzo e finti meridionalisti venduti ai Borbone spagnoli! Quello che scrive IDEAZZUURA oggi, non è scritto a cuor leggero, però bisogna ammettere, che quelli di destra che tengono tanto al valore della patria unita e solidale, così come fu disegnata da Cavour e da Mazzini, non potevano non esultare di gioia.   Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha perfettamente ragione, la padania non esiste, è grottesco pensare alla secessione proprio in questi tempi in cui si parla sempre più spesso di superare gli steccati, recinti e orticelli vari. In un contesto che ci vede contrapposti a tante potenze emergenti e colossi dell'economia, che da molto tempo hanno creato stati di grandezza "continentale", è da troglodita, nemmeno un Homo di Neanderthal, penserebbe ad una soluzione isolazionista, e/o secessionista, nessuno è mai riuscito a tenere il mondo fuori dalla finestra, nemmeno gli Stati Uniti d’inizio novecento ebbero il risultato sperato, isolandosi dalle economie del resto del mondo. – Bisogna pertanto, rivalutare il nostro Presidente più sul piano etico, che sul piano politico dimostrato in passato, anche perché, se pensiamo di puntare il dito verso ogni post-comunista, non si salverebbe quasi nessuno. Chiaramente lo stesso Berlusconi come anticomunista non è stato poi così bravo, e oggi è legato mani e piedi, ostaggio di un movimento NAZISTOIDE e secessionista, denominato “Lega-Nord”, questo per contro, ha creato delle situazioni paradossali, così gli internazionalisti per eccellenza, ovvero socialisti, e post-comunisti, rischiano di diventare paladini nazionali della patria, e difendono a spada tratta l’unità nazionale, questo accade in ogni parte della penisola, dai centri sociali del savonese, che bloccarono quel ridicolo “Giro ciclistico della padania”, fino alle recenti dichiarazioni del Presidente Napolitano.  - Chiaramente, chiunque fa discorsi sensati riceve il plauso di IDEAZZURRA, perché ideazzurra, non nasce da un'idea partitica, e non è serva di infidi padroni, nemmeno ideologici. Così, se qualcuno da lassù difende il valore della PATRIA-ITALIA, allora questo blog non può fare altro che APPLAUDIRE alle parole sensate di un Presidente che sembra aver abbandonato logiche di posizione, per entrare a pieno titolo nel ruolo istituzionale che gli compete. E poi, da tanto tempo, molti come noi di IDEAZZURRA, aspettano parole come quelle appena dette dal Presidente Giorgio Napolitano, "La padania, non esiste, è grottesco parlare di secessione". E chi fa discorsi grotteschi forse, merita di rimanere nelle caverne, come lo erano quei barbari sottosviluppati che, da ROMA ebbero i primi segni di civiltà e di diritto, che oggi puntualmente rinnegano. – Viva Giorgio, Viva Giorgio, Viva il nostro Presidente Giorgio Napolitano. 

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Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, tutti gli uomini sono stati creati uguali, dotati dal loro Creatore di Diritti inalienabili, fra questi ci sono, la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità

DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA USA 4 LUGLIO 1776



GOD BLESS AMERICA AND ITALIA
UNITED WE STAND


FORZA ITALIA
CAMPIONI AZZURRI
SEMPRE VINCENTI




Indirizzo E-Mail:
open_linus@libero.it












Io dico che un comunista in una caserma dell’esercito è un comunista di troppo.
Un comunista nella facoltà di un’università è un comunista di troppo.
Un comunista tra i consiglieri americani di Yalta è un comunista di troppo.
E anche se ci fosse stato un solo comunista al Dipartimento di stato, sarebbe stato un comunista di troppo.

J. McCarthy Il 9 luglio 1952 convention repubblicana.



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