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L'unica cosa di cui aver paura? E' la paura stessa. (Franklin D. Roosevelt)
POLITICA
30 dicembre 2011
E' morto King Kong, i sudditi lo chiamavano Kim Jong, il caro leader


CULTURA
13 dicembre 2011
Ideazzurra consiglia, regalate un libro a natale


Ideazzurra consiglia, regalate un libro a Natale

(per visualizzare meglio i titoli e le copertine dei libri - cliccare sull'immagine col tasto destro, e successivamente sul menù visualizza immagine)

Son tempi di crisi, però anche quest'anno c'è il santo natale! E allora che fare? La tradizione del natale, ci riporta a ricordare la natalità di Gesù, il presepe, gli angioletti dalle bianche ali, l'albero di natale, e nonostante la crisi, la tradizione è fatta anche di regali. Così quale occasione è migliore di questa per regalare ad amici o parenti, libri che loro stessi, magari non comprerebbero mai? Bene, allora senza esagerare troppo nella scelta, e senza prevaricare i gusti di chi riceve il dono, si può approfittare dell'occasione per regalar qualche romanzo, magari un intramontabile classico, oppure qualche saggio. In questo modo oltre a fornire cibo al corpo che, prontamente diventa calorie e chili di troppo, si fornisce nutrimento per la mente, che ha sempre bisogno di nuove cose da leggere, per poi mantenere in funzione la macchina della fantasia e della creatività.


Se il suggerimento è valido, allora resta il problema della scelta, a questo problema Ideazzurra propone alcuni titoli già noti all'autore di questo blog, così se tale opinione può aiutare, ecco pronta una lista di testi di cui si consiglia la lettura, l'ordine prescinde dalla loro importanza, in sintesi non è una classifica, né rappresenta un ordine di preferenza.


Ecco alcuni romanzi


Uno, nessuno e centomila – Luigi Pirandello

Un testo sicuramente noto perché tante volte nominato nelle lezioni di letteratura alle scuole superiori. La trama si occupa della pirandelliana questione della disgregazione dell'ego assoluto, che in questo caso si manifesta nel protagonista che scopre diverse visioni di sé, raccontate attraverso l'opinione degli altri. Il protagonista inizialmente non si riconosce, in queste opinioni, che sembrano degli specchi che trasformano la sua immagine. Però è consapevole che difficilmente può cambiare l'idea che gli altri si sono fatti di lui.


I numeri della sabbia – Roger Reynold Talbot

In questo romanzo singole esistenze si incrociano con il più grande mistero dell'umanità: la fine di tutto, l'Apocalisse. Più destini, più luoghi, più ipotesi, un'unica certezza: quella che la fine è vicina. Uno scienziato viene rapito. Un teologo si toglie la vita. Un riservato studioso e una donna, divisa fra due mondi, indagare: questa è la loro missione. Non l'hanno chiesta, ma non possono sottrarsi: il numero deve avere la sua soluzione. Oggi, prima che il mondo precipiti. E su tutto aleggia la potenza minacciosa di un magnate arabo che si prepara a ricacciare l'umanità nelle tenebre del Medioevo: le sue armi sono solo due numeri. Appassionato studioso di storia, letteratura e teologia, Roger R. Talbot è irlandese di nascita e risiede in Italia da oltre quarant'anni.


La fattoria degli animali – George Orwell

Gli animali della fattoria Manor decidono di ribellarsi al padrone e di instaurare una loro democrazia. I maiali Napoleon e Snowball capeggiano la rivoluzione che però ben presto degenera. Infatti Napoleon, dopo aver bandito Snowball, introduce una nuova costituzione: "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri". Questo testo rappresenta una satira graffiante della rivoluzione comunista russa detta “d'ottobre” del 1917. Nel romanzo lo scrittore evidenzia il fallimento delle idee egualitarie del comunismo, con una semplicità tale da poterla leggere anche ai bambini. - Questo testo fu considerato un libro proibito nei paesi dell'est prima del 1989. E lo stesso autore fu perseguito dalla polizia politica russa (NKVD), durante la guerra civile spagnola. Malgrado tutto quest'autore viene ritenuto "solo in Italia" d'ispirazione marxista. - Detto questo è facile che questo libro si trovi sugli scaffali dell'ipercoop, allora che dire: un vero anticomunista che segue Ideazzurra non dovrebbe farsi scappare l'occasione di, andare a comprare il libro alla coop! Perché comprare un libro anticomunista in una cooperativa di comunisti, è una goduria che non ha prezzo!


1984 – George Orwell

L'azione si svolge in un futuro prossimo, rispetto alla stesura del romanzo che fu scritto nel 1948. Il mondo immaginato da George Orwell nell'anno 1984, è un posto in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Winston Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Winston Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo, in chiave fortemente anticomunista. - Quindi, per i motivi che ho già spiegato sopra, compratelo alla coop! Vi sentirete come Ulisse nella pancia del cavallo di Troia. Vuoi mettere, c'è più gusto.


Seguono alcuni saggi



Ve lo avevo detto – Indro Montanelli

Il più arguto, feroce e lungimirante atto d’accusa contro il berlusconismo. Un ritratto impietoso e preveggente dell’Italia dei nostri giorni. A questo punto non avevo più scelta. O rassegnarmi a diventare il megafono di Berlusconi. O andarmene. Me ne vado.” Questo scriveva Indro Montanelli nel suo ultimo articolo per “il Giornale”. Così, nel gennaio 1994, l’uomo che vent’anni prima aveva fondato quella testata lasciò la poltrona da direttore per imbarcarsi nella sua ultima grande battaglia: quella contro una destra nella quale non si riconosceva e che, a suo parere, era il nemico numero uno di chiunque avesse a cuore la libertà d’espressione.



Meritocrazia – Roger Abravanel

Quattro proposte concrete per promuovere la meritocrazia in Italia

1. Lanciare una delivery unit (“unità di consegna”) simile a quella utilizzata da Tony Blair per “consegnare” ai cittadini miglioramenti concreti e misurabili nella qualità del settore pubblico, grazie a un approccio innovativo per creare una giovane ed eccellente classe dirigente nella Pubblica Amministrazione.

2. Creare un sistema di testing nazionale standard per misurare la qualità della nostra scuola e il merito di insegnanti, che sono l’unica vera leva per aumentare il merito degli studenti. Gli obbiettivi sono

a) selezionare qualche università di eccellenza;

b)aumentare il numero dei laureati triennali che trovano lavoro adeguato;

c) migliorare drasticamente la qualità della scuola primaria e secondaria, in particolare al Sud.

3. Introdurre una Authority per i servizi locali (commercio, turismo, trasporti), che sono una parte essenziale dell’economia e che oggi sono vittime di policies anti-concorrenza e produttività perché la devolution rende le amministrazioni locali sempre più preda delle lobby locali.

4. Introdurre una normativa o codici di comportamento per i Consigli di Amministrazione delle società quotate simile a quella Norvegese, che impone che il 40 per cento dei membri di un CdA siano donne. Il “soffitto di vetro” nei CdA italiani per le donne è il peggiore in assoluto, e ridurlo è interesse delle imprese, non delle donne, perché abbondanti ricerche dimostrano che imprese con leadership anche femminile crescono e guadagnano di più.



Elogio dell'ozio – Bertrand Russell

Questo è uno dei quindici saggi che compongono la raccolta, in cui Russell tratta le più disparate tematiche politiche e sociali. I pericoli derivanti dall'eccesso di zelo e l'importanza della contemplazione; architettura e questioni sociali; critica del comunismo, critica del fascismo e argomenti in favore del socialismo; cinismo dei giovani e conformismo della società moderna; l'educazione, la salute mentale, l'anima. Temi diversi ma collegati da una tesi generale: "Il mondo soffre per colpa dell'intolleranza, del bigottismo e per l'errata convinzione che ogni azione energica sia lodevole anche se male indirizzata; mentre la nostra società moderna, così complessa, ha bisogno di riflettere, di mettere in discussione i dogmi". –  Consiglio d'Ideazzurra, leggete il libro come l'autore stesso indica, ovvero ponendovi dei dubbi, perché bisogna considerare che, anche Russell è umano, pertanto capace di alcuni errori di valutazione. Infatti nel suo libro elogia l'Unione Sovietica, e confonde le destre italiane col nazional socialismo, di matrice germanica xenofoba e razzista. Nonostante tutto, rimane un classico moderno, divertente e brillante, l'autore è un grande matematico di fama internazionale, ed è profondamente ateo. Ma non vive abbastanza per vedere pubblicata da Kurt Gödel  la dimostrazione del teorema dell'esistenza di DIO.


Testamento di un anticomunista – Edgardo Sogno

La Torino fascista e quella antifascista, la guerra di Spagna, la Resistenza, l'anticomunismo militante degli anni Cinquanta. Ma soprattutto il progetto di un'azione politico-militare, definita da Edgardo Sogno "colpo di Stato liberale" ma passata alla storia come "golpe bianco", che avrebbe dovuto fare dell'Italia una Repubblica presidenziale tagliando fuori comunisti e fascisti. A dieci anni dalla scomparsa di un protagonista della nostra storia del Novecento, ritorna un libro fondamentale per capire un ampio capitolo del passato. E riemerge la figura gigantesca di un protagonista che ha attraversato a testa alta la storia della Repubblica, non sottraendosi mai alle battaglie che i suoi valori gli imponevano di portare avanti.

Il fascismo di pietra – Emilio Gentile

Pietrificata nelle strade, negli edifici, nei monumenti, nei quartieri, una colata di ideologia fascista attraversa Roma, scende lungo il corso del Tevere, dal foro italico fino al complesso dell’Eur. Emilio Gentile racconta la storia del connubio fra romanità e fascismo, dalla trionfale ascesa alla tragica disfatta.

Non si comprende il fascismo, e tutto quello che ha significato in Italia, in Europa e nel ventesimo secolo, se non si comprende il mito fascista della romanità e dell’impero. La nuova civiltà del duce, che aveva la pretesa di essere universale quanto quella romana nel mondo antico, ha lasciato la sua impronta, vistosa e indelebile, nelle strade e nelle piazze. La monumentalità del regime rappresentava la visione fascista del passato, del presente e soprattutto del futuro. Consacrare nella pietra un esperimento totalitario per trasformare gli italiani nei Romani della modernità. Non fu la Roma antica a romanizzare il fascismo, quanto il fascismo a fascistizzare la Roma antica e la sua storia. Rimodellando la pietra, il duce manipolava l’esistenza e l’identità di una città e di un popolo, e ne seppelliva insieme la libertà, sacrificandola a quell'ambizione.


I ragazzi della fiamma – Antonio Carioti

Nei primi anni del MSI i giovani sono stati l’anima del partito. Ne hanno difeso i comizi nelle piazze, ne hanno portato la voce nelle scuole e nelle università, ne hanno pungolato i dirigenti troppo disponibili al compromesso con l’Italia antifascista. Hanno contribuito a definire l’identità missina anche sotto il profilo culturale. All’inizio degli anni Cinquanta, sulla spinta delle manifestazioni per Trieste, i giovani neofascisti puntano a conquistare la guida del MSI. Ma, per tentare di farlo, devono accettare di venire a patti con il leader del partito, Arturo Michelini, che insegue il progetto della grande destra: un’alleanza con monarchici, liberali e cattolici conservatori per inserirsi nel sistema e impedire l’intesa tra la DC e i socialisti. Nel MSI la convivenza tra chi sogna la rivoluzione e chi vuole andare al governo si rivela presto assai difficile. Ne nascono duri conflitti, che dividono e mandano in crisi i ragazzi della Fiamma: il dilemma tra richiamo all’eredità fascista e ricerca della legittimazione democratica segnerà tutto il percorso della destra italiana.


Fotti il potere – Francesco Cossiga

Le regole non scritte, i meccanismi profondi, le dinamiche eterne del gioco: per la prima volta un protagonista indiscusso della vita pubblica italiana racconta senza pudore né ipocrisia cos’è e come funziona la politica --- Sapientemente indirizzato dal giornalista Andrea Cangini, il presidente Francesco Cossiga mette a nudo il potere e con esso l’uomo che lo incarna. Svela l’arcano, dice l’indicibile, strappa la maschera alla realtà con l’ironia e l’arguzia di chi ha cavalcato a testa alta lungo le strade impervie della Prima e della Seconda repubblica. Aneddoti, riflessioni, rimandi storici, vere e proprie rivelazioni accompagnano il lettore alla scoperta di verità “scandalose” fino a oggi mai rivelate con tanta schiettezza. La natura del potere, il ruolo del denaro, l’uso dei servizi segreti, la violenza, la guerra, le massonerie, i rapporti tra stati, la religione, il Vaticano, la verità, la finzione, i complotti, il caso, il lato di tenebra dell’uomo e del politico. Il trionfo e la caduta, la vita e la morte. Impossibile annoiarsi, difficile restare indifferenti.


Fine della politica Rinascita della Politica – Giuseppe Gargani

Senza un ritorno ai partiti non è possibile curare la crisi politica attuale, che segna il fallimento del finto bipolarismo al quale l’Italia si è consegnata negli ultimi quindici anni. è la tesi dell’ultimo saggio di Giuseppe Gargani, per il quale la causa principale della conflittualità in cui è precipitato il Paese è nella velleitaria radicalizzazione destra-sinistra e nella mancata costruzione di una forza di centro. Quel centro che in Italia ha sempre garantito un efficace  equilibrio democratico. Serve dunque, propone ora Gargani, un partito nuovo. Nuovo intanto perché non più personale né populista né plebiscitario, caratteristiche che da troppo tempo dominano a destra come a sinistra, portando allo svilimento del ruolo dei cittadini-elettori. E serve un partito che in forme moderne recuperi dialettica, partecipazione e democrazia interna, collocandosi da protagonista al centro dello schieramento politico, con l’ambizione di aggregare i moderati, cattolici e liberali, che storicamente rappresentano il motore della politica e della società italiana. Un partito con queste ambizioni sarebbe il “ritorno al futuro” di cui l’Italia ha bisogno per trasformarsi in un Paese normale.



MAGNA NAPOLI – Francesco D'Ercole

E' un viaggio negli sprechi e nelle clientele della Regione Campania quello compiuto da Francesco D'Ercole, consigliere uscente del Pdl, autore del libro "Magnanapoli" (Iuppiter Edizioni), realizzato insieme al giornalista Mimmo Della Corte e presentato insieme al presidente dell'associazione Napoli, Marco Mansueto e al senatore Pdl Maurizio Gasparri, presso il Maschio Angioino. In poco più di 200 pagine, D'Ercole ripercorre, tassello dopo tassello, i danni che, dal suo punto di vista di consigliere regionale del Pdl ha prodotto un quindicennio di bassolinismo. E' solo una sintesi dell'ultima legislatura - afferma D'Ercole - altrimenti avremmo dovuto scrivere un'enciclopedia. L'esercizio del potere da parte del governatore uscente Antonio Bassolino - continua il consigliere - è sempre stato finalizzato alla conservazione del potere stesso. Nemmeno adesso intende abbandonare il potere.



Terronismo – Marco Demarco

Abbiamo già parlato di questo libro diffusamente su questo blog,-[CLICCA QUI] - tuttavia è preferibile parlarne ancora. – «Terronismo»,la nuova malattia d’Italia. Il saggio di Marco Demarco sulle degenerazioni del localismo e i «fondamentalismi» del Nord e del Sud. Terronismo non è il libro di un uomo del Sud contro la sua terra. Anzi, Demarco esordisce con una dichiarazione d’amore per il Mezzogiorno. – Certo, il Borbone aveva costruito la ferrovia Napoli-Portici e l’insuperabile San Carlo, magnificato anche da Stendhal; che però dei napoletani parlava come di barbari, gente «rozza e seminuda che neanche nei caffè ti si toglie di torno». Citazione che Demarco riporta non certo per condividerla, ma per ricordare ai terronisti che la ricerca nel passato può portare frutti avvelenati. Continua l'autore – Marco Demarco – «E poi, non vorrei dire: ma anche l’Urss aveva le sue Soyuz e i suoi laboratori spaziali. E il lavoro per tutti? E l’assistenza garantita? E l’uguaglianza e l’internazionalismo? Eppure è finita com’è finita». Ideazzurra consiglia vivamente questo libro, a coloro che amano piangere sul latte versato nelle stalle sovietiche, oppure a quelli che vogliono ridurre lo stivale italiano nel ridicolo scarpino borbonico, e siccome Ideazzurra su questo tema è più fazioso di Fabio Fazio, e di Michele San-toro messi insieme, allora conclude con un FERT, FERT, FERT! Chi non conosce il significato, cerchi pure su internet.




Meridionalismo e Liberalismo – Generoso Benigni

Un testo nel quale sono contenute delle vere istantanee della realtà meridionale, che vengono tracciate e spiegate in un linguaggio fluido e coerente. Le analisi sono sempre in piena sintonia con la realtà del contesto, e sottolineo, il meridionalismo di Benigni (questo personaggio che sembra avere tutte le caratteristiche del genio incompreso dell'irpina), si svolge nel pieno rispetto dell'unità d'Italia. Infatti la critica è spesso rivolta a chi ha creato i fattori della schiavitù meridionale. In modo particolare verso chi ha continuato a erogare i dritti spettanti per legge, come se fossero grazie o favori da distribuire come concessione, in piena logica pre-rinascimentale. In sintesi è un libro che pone sul banco degli imputati, passati regimi, e personaggi che pur non essendo appartenuti in alcun modo a tali schemi, continuerebbero ancora oggi ad amministrare come fossero in pieno regime feudale. Il pragmatismo non si perde nemmeno nelle semplificazioni che di tanto in tanto vengono riportate lungo i vari capitoli del testo. L'unica pecca è il fatto che tuttora risulta un testo introvabile nella grande distribuzione. Sebbene si potrebbero richiedere ulteriori informazioni presso le edizioni La ginestra – Nuovo Meridionalismo

L'unità d'Italia – Stefano Varanelli

(un libro per i più piccoli sul tema dell'unità d'Italia)

Consiglio vivamente questo libro ai più piccoli, e lo consiglio anche a quei somari che non anno studiato la storia del nostro glorioso paese, e agitano inutili nostalgie di schiavitù filo-borboniche, senza nemmeno conoscere i fatti e le versioni ufficiali. E quindi fanno diventare quelle storie di parte e fortemente interessate, come l'unica verità – Ideazzurra.

Atlanti per viaggiare nel tempo, per conoscere e approfondire, per soddisfare tutte le curiosità. Questo libro ripercorre il lungo e faticoso cammino che portò all'unità d'Italia, concentrandosi su un arco temporale che va dal 1796 al 1861: partendo, dunque suggestivamente, dal primo sventolio del tricolore fino alla proclamazione del regno nel 1861 con in più un riferimento al completamento dell'unificazione nazionale con la III guerra d'indipendenza e la Prima Guerra Mondiale. Chiude il volume un capitolo finale su come e quanto i lontani eventi risorgimentali influenzino ancora l'Italia e gli italiani di oggi.


Maledetti Savoia, Savoia benedetti – Lorenzo Del Boca - Emanuele Filiberto di Savoia

In un Paese in cui una memoria condivisa pare impossibile, gli avvenimenti che fondano la nostra storia nazionale – il Risorgimento e la proclamazione dell’Unità – non fanno eccezione. A una versione tradizionale che spesso gronda di romanticismo e tentazioni agiografiche, si contrappongono resoconti controcorrente che stigmatizzano incongruenze e ipocrisie dei Padri della Patria. Questo serrato dialogo si propone finalmente di individuare un terreno di verità comune tra ipotesi storiche a volte enormemente distanti. Le cinque giornate di Milano sono state un’azione velleitaria e mal organizzata o, invece, il primo vero tentativo di “fare l’Italia”? Vittorio Emanuele II è il “re con la faccia da macellaio”, sciupafemmine, circondato da affaristi e non alieno ad allungare le mani nel bilancio dello Stato, oppure il sovrano che, assecondando lo spirito che prendeva corpo nel Paese, ne ha ascoltato il “grido di dolore”, facendo della provinciale Penisola una delle moderne potenze europee in soli vent’anni? L’impresa dei Mille è davvero una cavalcata di eroi, di uomini coraggiosi disposti a rischiare tutto per la causa, o piuttosto una sceneggiata teatrale e mal recitata? E l’Italia che alla fine viene proclamata e si affaccia alla ribalta della storia è una nazione con i piedi d’argilla, perché edificata su troppe furbizie, o un giovane Paese che ha in sé gli strumenti per progredire? Fino ad oggi, le due correnti di pensiero, gelose ognuna dei propri archivi e della propria memoria, non hanno accettato né dialogo né confronti, preferendo un isolamento che scalda il cuore e irrobustisce i preconcetti. Ma la barriera del silenzio reciproco deve essere abbattuta. E la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia rappresenta una preziosa opportunità.


Ci sono titoli per tutti i gusti, a cui si può aggiungere qualche classico del pensiero moderno, come il saggio su Kurt Gödel il genio che dimostrò matematicamente l'esistenza di DIO, e vide oltre i giganti della matematica e della logica, riuscendo persino a trovarne i limiti.


Godel. L'eccentrica vita di un genio – John L.Casti – Depauli Werner –

Kurt Godel è stato intellettualmente un gigante. Ma è stato anche un uomo tormentato e bizzarro che, per la sua paura dei germi, arrivò a digiunare fino alla morte. Il libro di Casti e Depauli ci dà un ritratto di questa figura leggendaria, ripercorrendone la vita a partire dalla giovinezza nella Vienna degli anni Venti fino all'ultima fase trascorsa a Princeton, in cui l'amicizia con Einstein costituì l'unico sollievo dagli incubi ai quali la sua instabilità psichica lo condannava.


La prova matematica dell'esistenza di Dio – Kurt Gödel -

Gödel fornisce, in questo piccolo scritto, una dimostrazione logica dell'esistenza di Dio: impresa che oggi potrà anche sembrare anacronistica, ma che si situa nella scia di una tradizione millenaria. La dimostrazione fu concepita nel 1941, rimaneggiata nel 1954, e perfezionata nel 1970. Nel febbraio dello stesso anno Gödel mostrò la versione definitiva al logico Dana Scott, e nell'agosto dichiarò all'economista Oskar Morgenstern di esserne soddisfatto, ma di non volerla pubblicare: non intendeva rivelare i suoi interessi teologici; la dimostrazione gli interessava solo da un punto di vista logico.


Dopo questi ultimi suggerimenti, non mi resta che auspicare un assalto alle librerie perché in Italia, c'è tanto bisogno di cultura, solo in questo modo si possono superare quei pregiudizi frutto delle sottoculture. Pertanto, quest'anno a Natale, l'appellativo è leggere, leggere, leggere. Anche perché leggendo s'impara, e non solo, la lettura porta a stare in casa, e visti i tempi che ci aspettano, stare in casa a leggere fa risparmiare anche i soldi per eventuali viaggi, spese d'autostrada e di carburante. – Ideazzurra


POLITICA
7 dicembre 2011
INTERLUDIO “FINIS-ITALIA” (storia semiseria in agrodolce, ma non troppo, d'un disastro chiamato EURO)

INTERLUDIO

FINIS-ITALIA

(storia semiseria in agrodolce, ma non troppo, d'un disastro chiamato EURO)

(Tema:come dissanguare l'Italia in soli cinquant'anni, con l'aiuto degli italioti)

(Comparse:Angela Mér-kel de la mér, Sarkòlion de Paris, e Mari-o-Monti)

(Principale attore non protagonista:agente segreto euro-bond)

(Attori protagonisti:tutti i paesi d'europa, tranne noi italiani)

(Effetti speciali:mazzette ai politici, e mazzate sul reddito)

(Regia:dell'antica cialtroneria dell'ex Germania orientale)

(La trama:alti e bassi, dipende dallo spread)


DEUS EX MACCHINA


(voce fuori campo, al buio)

Italia svegliati! Ma quali mari, e quali monti!

Qui bisogna rifare i conti!


(torna il silenzio sulla scena, si accende l'occhio di bue)

(passa un grasso gobbo vestito da mortadella sul palcoscenico con la scritta)


INTERLUDIO

FINIS-ITALIA”

(l'occhio di bue lo segue, poi lo segue anche il bue. - incazzato - )


(Parte subito il coro degli italiani, nudi in una botte di legno, con lo scolapasta in testa)

Quest'Europa di “mérkel”! È sempre più un Europa di mér..(BIP)

L'opera fa riferimento alle soavi fragranze

de “La Crème de la Mér

Ideazzurra dedica queste ultime, appassionatamente

alla cancelliera MER-KEL

colei che cancellerà l'Italia dall'Europa.



SIGLA”

(le dolci note di Charles Trenet)

(s'intreccino le luci fuoriescano i fumi)

(la scena si colori di marrone)





(La Merkel, lezioni di sobrietà teutonica)

PREMESSA DI IDEAZZURRA

Con questi toni, non mi sembra ci siano le premesse per parlare d'Italia in quest'euro-bordello alla tedesca. Ogni giorno da quotidiani e telegiornali assistiamo a continui attacchi anti-italiani, vediamo il nostro paese soccombere sotto le granate che ci tirano addosso, che assumono forma di legge, ma hanno il solo scopo di deprimere l'economia del nostro bel paese.


L'INIZIO DELLA FINE


Tutto cominciò un brutto giorno, c'erano Carlo Azeglio Ciampi con Romano Prodi che inventarono l'eurotassa, poi chiusero l'acciaieria di Bagnoli e crearono centinaia di senza-lavoro, quindi decisero a tavolino il prezzo delle arance, e inventarono le quote latte. Da quel momento nonostante le apparenti liberalizzazioni di BERSANI, le polizze assicurative e le tariffe telefoniche son schizzate con prezzacci su verso l'alto, mentre la Deutsche Bank già prestava soldi a tassi più bassi alle famiglie italiane, e questa è solo la premessa.


IL RICORDO


Ricordo, avevamo ancora la lira, con su scritto “pagabile a vista” con tutti i simboli del nostro paese, con il timbro della BANCA D'ITALIA, eppure già allora si vedeva chiaramente che volevano legare una corda al collo e una palla al piede agli italiani, l'esempio calza, perché nel dubbio che si potesse sopravvivere al cappio, era già pronta la palla al piede per poi preparare una bella passerella da farci percorrere per farci affogare nel fondo del mare chiamato “mer” dai francesi. Volevano un nuovo CARLO MAGNO, tutto tedesco e pieno d'oro. Mentre noi pensavamo ad un nuovo COSTANTINO, fatto di valori cristiani, a un Europa dei popoli e delle nazioni che si univano nel pieno rispetto delle differenze, loro già mettevano in moto i loro panzer, questa volta carichi di carta bollata. Così accadde che, dalle varie corti del nuovo CARLO MAGNO, diedero inizio alle lotte di logoramento degli stati sovrani d'Europa, tra questi ovviamente c'era anche l'Italia.


IL DUBBIO INSIDIOSO, VOGLIONO GERMANIZZARE* GLI ITALIANI?

*(La germanizzazione rappresenta l'espansione della lingua tedesca e della cultura della Germania ottenuta con la forza o con l'assimilazione) Fonte:Wikipedia


E quando abbiamo visto i supremi giudici e le varie commissioni europee, occuparsi della grandezza delle mele che dovevano circolare in Europa, e impegnare il loro tempo pagato con soldi nostri, in futili provvedimenti di dubbia utilità pubblica, ci siamo chiesti perché questi illustri personaggi erano così impegnati in simili sciocchezze. E non ci ha sfiorato il dubbio che volessero mettere le mele italiane (più grandi) fuori mercato, e favorire l'importazione cinese, che potrebbe finalmente portare in Europa quelle mele piccole e malconce che i nostri allevatori usano dare ai porci.

Intanto le tasse e la burocrazia tartassavano le imprese dei paesi membri, a tal punto che molti pensarono già allora a delocalizzare, ovvero hanno incoraggiato le imprese ad andare a produrre e dare lavoro ai cinesi.


Ecco, la frittata era cotta a puntino, ora bisognava solo girarla un po' a destra, e un po' a sinistra, così tornò di moda il gioco delle parti, la sostanza era quella di affondare il MADE IN ITALY, quindi abbiamo visto scene già note ai tempi dell'Ing. Mattei, con l'indotto petrolchimico italiano, che ritornano a fomentare privatizzazioni di gioielli italiani da cedere a paesi ancora “stranieri”. Mi riferisco alla cessione di Alitalia ai francesi, e tuttora mi chiedo:Anche quella era compresa nella partita da giocare a tavolino con la Merkel e Sarkò? Non sono un malpensante, però appare strano, persino Cuba ha una sua compagnia di bandiera, possibile che siamo messi peggio dei paesi del terzo mondo? All'epoca dei fatti eravamo tutti impegnati nel gioco delle parti, ma ora le cose sono cambiate, così ci tocca riflettere lanciando occhiate frequenti al passato, perché i corsi e i ricorsi storici avvolte ritornano, e quello che cerco di sintetizzare in queste poche righe messe su internet, è una situazione molto più complessa di di quello che appare.


LA GERMANIA DEI SALSICCIOTTI DICHIARA

GUERRA ALL'ETICHETTA DEL CIOCCOLATO


Würstel” Vs Nutella

Ora, considerato acquisito, questo breve flashback che, merita sicuramente maggiori approfondimenti, facciamo una breve istantanea su questi fatti recentissimi, tipo l'ultima sentenza germanica della guerra del cioccolato, che proibisce le scritte e le etichette che riportano “cioccolato puro”. È lecito chiedersi:Ma questo sarebbe “mercato libero”? Ma come, non siamo nemmeno liberi di “marcare” i nostri prodotti come meglio crediamo? I tedeschi se la prendono con la nutella, con la cioccolata, con il parmigiano, e la mia riflessione si spinge ben oltre la semplice considerazione della cronaca. Quindi voglio fare qualche esempio:Qualcuno conosce l'esatta composizione di quelli che vengono chiamati Würstel”? Qualcuno si è mai preoccupato di delineare il limite del commestibile? E distinguere il cibo dal sacchetto della spazzatura è ancora possibile? È possibile confezionare “Würstel” con la frazione umida derivante dalla raccolta differenziata della mondezza organica? Ecco il mistero s'infittisce, ancora di più quando si degustano “Würstel al pollo” che non hanno il sapore di pollo. E se questo sembra già troppo per aprire una chiara discussione, allora devo dire che per me, è ancora poco, rispetto a quello che sto per scrivere.

Infatti restando in tema di “Würstel”, l'apoteosi dell'incoerenza di quei gran parrucconi delle corti germaniche, raggiunge livelli stratosferici, perché emanano sentenze che vietano alle nostre aziende produttrici, le scritte “Cioccolata purissima”, e non considerano che i nostri supermercati sono inondati da sinistri salsicciotti di colore rosa pelle, su cui svetta ben evidenziata, la scritta:“Würstel di puro suino”!Ecco, sappiamo bene che, non hanno il sapore del maiale cotto. Così non abbiamo nessun controllo sulla provenienza di quel materiale organico che poi si trasforma in “Würstel” nelle mitiche officine dei nibelunghi, e per quello che mi riguarda, lì dentro ci potrebbe essere qualsiasi cosa, persino carne umana fresca d'obitorio. Tuttavia nessuno, ripeto nessuno si permette di regolarizzare oppure scoraggiare l'acquisto di tali prodotti della filiera germanica. Anzi da quello che vedo in giro, tra breve ci toccherà pagare i danni per aver prodotto generi alimentari di elevata qualità, e siccome tali prodotti sono ancora oggi così inimitabili, per battere la concorrenza dell'alta qualità dei prodotti italiani, questi cialtroni del nord-europa, vogliono venderci i loro vari surrogati, che preparano alla carlona, come fossero dei capolavori d'artigianato e con le loro sentenze ci prendono per il naso, come se fossimo delle zucche vuote come quelle che si usano nelle loro feste barbare.

Dunque avremo un Europa basata su birra e salsicciotti, e sulla superiorità dei surrogati rispetto agli originali. Se questa è Europa, allora bisogna rivalutare le posizioni degli euro-scettici, perché rischiano di avere più di qualche ragione per arrestare la corsa verso quest'Europa così malmessa.


OSCAR GIANNINO - IL FASCISTA ANTI-GERMANICO

VIENE AGGREDITO DAI COMUNISTI, PERCHÉ?

(Oscar Giannino non deve parlare, avremo una gianineide?)

MILANO 01 Dic 2011 - Tensione alla facoltà di scienze politiche per una lezione di economia di Oscar Giannino agli studenti di Azione Universitaria, interviene la polizia per impedire lo scontro tra gli studenti. Oscar Giannino bersagliato da pomodori e uova. Fonte:Il Sole24ore.com


Sulla vicenda è intervenuto lo stesso Giannino. «Oggi alle 14,30 mi è stato impedito l'accesso all'Università Statale di Milano in via del Conservatorio, dove ero invitato a un dibattito sull'euro organizzato da Azione Giovani - ha detto -. Numerosi studenti hanno bloccato l'ingresso, apostrofandomi 'buffone, padrone, fascista, distruttore dell'Università». Una bella doccia di pomodori pelati, qualche uovo. Nessuna possibilità di interloquire. La polizia, presente, mi ha cortesemente invitato a desistere. Così è stato. Questi i fatti. Nessun danno. Ognuno giudichi se si debba arrivare a episodi del genere.

Azione Universitaria ha denunciato, in un comunicato, «il clima di intolleranza e violenza creato ad arte da una piccola minoranza di estrema sinistra: l'aggressione nei confronti di un intellettuale, nonché persona stimabile quale Giannino, è un segnale profondamente inquietante per la situazione politica milanese» FONTE:L'Unità “giornale di sinistra”



La scelta - di Oscar Giannino

Esiste un'altra via, l'Islanda ha ripudiato il debito, i cittadini non possono pagare i debiti dei loro governanti.





Trascrizione del video per sommi capi, ecco cosa dice Giannino:

Posto che i mercati ci indicano la probabilità che l'euro salti.

Che cosa capita in questo caso?

la storia dice che esistono diverse strade.

Lo stato contrae debiti, e non lo può spalmare sui contribuenti.

Con manovre deflazionistiche, con oppressione dei redditi,

per anni ed anni, con la compressione della domanda interna,

ulteriore compromissione dei diritti e dei profitti,

che già sono trattati molto peggio di quanto

le generazioni garantite hanno dato a sé stesse in

termini di retribuzione, previdenza, e diritti sociali.

Capite bene che i paesi cominciano prendere la strada

per cui la gente inizia a dire:Ma cos'è sta storia che c'impongono i mercati,

ma chi sono questi signori dei mercati, ma perché dovremmo sempre noi pagare

il conto, quando non siamo noi che abbiamo fatto il debito,

e sempre noi ci tocca pagare il conto, e ci dobbiamo rimettere

il futuro, e la nostra vita peggiora sempre.

E questo è l'esempio della Grecia.

Però attenzione non c'è solo l'esempio della Grecia,

C'è anche l'esempio di un paese nordico di cui si parla molto poco.

Ed è un esempio per certi versi incredibile, sto parlando dell'Islanda,

lo uso come esempio, perché c'è anche il caso dell'Islanda?

Perché,

Il debito si può anche ripudiare, è una storia che ha origini nel medioevo,

l'Islanda con un governo in banca rotta, ripudia il debito pubblico.

Il presidente della Repubblica indice un referendum,

e incuranti delle opinioni della stampa estera,

gli islandesi se ne fanno due baffi più dei miei,

e al 93% dicono no,

il debito alle banche estere si ripudia,

chi l'ha fatto è un criminale, noi non lo paghiamo per lui.

Mandano a casa un governo di centro destra, prima,

e un governo social-democratico poi,

e compatti, gli Islandesi vanno avanti da soli.

Si apre un'inchiesta politica contro entrambi i presidenti del consiglio

sia di centro-destra, che di centro-sinistra che,

attualmente sono alla sbarra.

E in più decidono di riscrivere una nuova costituzione,

Insomma c'è un'altra strada,

E allora discutiamone!


CONCLUSIONE D'IDEAZZURRA



Se l'Europa non accetta l'idea, che un cittadino ogni otto è italiano, ed è fiero di esserlo, e non rispetta e tutela le potenzialità di un popolo a cui non è stata certo regalata la sua libertà, allora credo sia giunto il momento di tirare le somme, e di inaugurare una nuova stagione, un nuovo risorgimento, per una nuova indipendenza italiana. Gli austriaci li abbiamo già cacciati almeno due volte, dal sacro suolo della nostra patria, in tempi storici recenti. E quando questo avvenne la prima volta 150 anni fa, non avevamo l'autostrada, non c'era l'acqua nelle case, la rete elettrica non era diffusa come adesso. Eppure, ce l'abbiamo fatta, siamo qui e siamo in tanti. E fino a ieri potevamo produrre quanto latte e quanta frutta volevamo, e non venivamo giudicati sulla base della grandezza delle mele, anche perché sembra che queste ultime siano più grandi della media europea. Con questo, voglio mostrare quell'indignazione, senza la quale ci riesce difficile rialzare la testa. L'Italia deve incentivare il consumo interno, e di lavoro da fare ce n'è fin troppo, non è possibile avere tanti disoccupati che protestano per lavorare, e lasciare città come Genova, e come Messina, unite solo dalle disgrazie che si consumano nel fango delle frane, senza soccorsi e senza un adeguato piano di lavori di manutenzione.  Non si può pensare di chiudere un'acciaieria come quella di bagnoli se si vuole veramente fare il ponte sullo stretto, e le grandi opere, perché per realizzarle ci vuole “L'ACCIAIO”, e non è da furbi comprarlo dall'Europa. E poi con la luce come la mettiamo, se i francesi domani tagliassero i fili? E se ci chiedessero un prezzo più alto? L'italiano inventò l'energia elettrica dall'atomo, e poi decise di disfarsene, per creare la disoccupazione, e accettare la schiavitù dei paesi stranieri, forse oggi ho scritto anche troppo, mi fermo qui, però pensiamo all'ultima thule (l'Islanda), pensiamo alla lezione della terra vulcanica che scalda gli animi di quel pugno di persone che non si è fatto prendere per il naso dai banchieri europei.


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Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, tutti gli uomini sono stati creati uguali, dotati dal loro Creatore di Diritti inalienabili, fra questi ci sono, la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità

DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA USA 4 LUGLIO 1776



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Io dico che un comunista in una caserma dell’esercito è un comunista di troppo.
Un comunista nella facoltà di un’università è un comunista di troppo.
Un comunista tra i consiglieri americani di Yalta è un comunista di troppo.
E anche se ci fosse stato un solo comunista al Dipartimento di stato, sarebbe stato un comunista di troppo.

J. McCarthy Il 9 luglio 1952 convention repubblicana.



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