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ideazzurra
L'unica cosa di cui aver paura? E' la paura stessa. (Franklin D. Roosevelt)
CULTURA
26 maggio 2011
IL SUD NON VUOLE IL RITORNO DI "RE BOMBA", E I BRIGANTI NON SONO EROI


IDEAZZURRA e il TERRONISMO - Guappi e Briganti -


Si riscontrano ancora oggi, svariate interpretazioni dei fatti storici di metà '800, che sviluppano trame di contrasto acceso e marcato fra i “neo-borbonici” di idee anti-risorgimentali disposti a chiedere i danni allo stato italiano per i presunti torti subiti, e tutti i sostenitori della versione ufficiale, filo-risorgimentale, che elencano tutti i vantaggi amministrativi dovuti all'Italia unita. Così questo comportamento di orgoglio “terrone” viene anche indicato con il termine “terronismo”. Questi comportamenti ovviamente spianano la strada ad altri malcostumi già ampiamente diffusi nel sud del paese, tra questi l'orgoglio di parlare il dialetto locale a scapito della lingua italiana. Stando così le cose, a nessuno salterà mai in mente di sforzarsi a perfezionare l'italiano, se poi parlare in dialetto “napoletano” non solo è più gradito, ma viene addirittura incoraggiato. E' ovvio che secondo questi “terroni” parlare in dialetto fa sembrare più virili, più forti e più “guappi”. Questo sentirsi guappi, che ancora oggi viene propagandato in maniera subdola da borghesi interessati e chiaramente in malafede, fu smentito nel periodo fascista, che qualcuno ha messo nel dimenticatoio sociale. Infatti le squadre fasciste, erano molto più “guappe” e virili di certi bifolchi di vulgata, e tuonavano in italiano perfetto! Prima di ricorrere al classico manganello. Voglio dire con franchezza al lettore che, tanti – “guappetti di cartone” – hanno imparato l'italiano in quel periodo, senza avere nemmeno il dizionario! – Nessuna apologia delle camicie nere, ma visto il riproporsi di certe pericolose revisioni storiche, tanto meglio ricordare che c'è stato anche in Italia un periodo in cui il valore della patria era primario, fondamentale, e nessuno si poteva permettere il lusso di metterlo in discussione. Molti paesi civili e democratici, ancora conservano gelosamente questo valore, e puniscono in maniera esemplare chi cospira contro le basi fondamentali dello stesso stato. Prendiamo come esempio, la Francia, gli U.S.A., l'Inghilterra, etc, etc. –  Questa premura per la patria, da noi non esiste. Così, il brigante “terrone” trova la sua dimensione eroica, e il suo diretto successore camorrista, si sente più ganzo da quando è diventato consapevole di andare contro lo stato, come facevano un tempo i suoi antenati “eroi-briganti”. E non è da escludere che, il camorrista potrebbe fare anche il salto di qualità, e mettersi a sabotare lo stato per ricevere i plausi di certi nobili principi spagnoli. E cavalcando il malcontento generalizzato in Campania, e nel sud-Italia, qualcuno potrebbe trovare affascinante l'idea di NAPOLI CAPITALE DEL SUD. Non credo che ci sia bisogno di troppa fantasia, per intravedere una miriade di Masanielli all'incontrario, che invece di ribellarsi agli spagnoli, si ribellerebbero contro lo stato italiano, magari per poter esportare in tutto il meridione quel modello napolicentrista in continua espansione – Chi scrive è un Italiano del sud, che non sarà mai “terrone”, e forse per questo non sopporta il “terronismo”, e tutti i suoi potenziali effetti, che sembrano tutt'altro che innocui.

CULTURA
25 maggio 2011
FOMENTARE "TERRONISMO" DANNEGGIA IL SUD -- IL SAGGIO DI MARCO DEMARCO E' UN RICHIAMO FORTE CONTRO QUESTO LOCALISMO ESAGERATO CHE DIVIDE IL PAESE --


Corriere del Mezzogiorno - «Terronismo», la nuova malattia d’Italia

Tratto da Affaritaliani.it - Dopo il libro "Terroni" di Aprile, il "Terronismo" di Demarco

Mentre ci apprestiamo a festeggiare i 150 dell’Unità d’Italia, uno spettro si aggira nel nostro Paese: quello del Terronismo. Terronisti sono i leghisti che guardano con disprezzo ai “terroni”, ma anche i meridionali che – come Pino Aprile – affermano che il Sud era un Paese avanzato sotto i Borboni ed è stato ridotto in condizioni pessime dai Savoia. Le loro posizioni sono speculari e identiche nella sostanza. Entrambi infatti sono separatisti. In questo saggio acuto e graffiante, Marco Demarco analizza un fenomeno attualissimo che ha però radici antiche, presentando diverse forme di orgoglio e pregiudizio del Nord verso il Sud, e viceversa, con una carrellata affascinante di esempi, a partire dal sommo poeta Dante Alighieri che suggerì a Giotto di effigiare il meridionale come un asino.  Lo scopo è mettere a nudo l’insita vacuità dei luoghi comuni e dei pregiudizi (sempre figli dell’ignoranza) e lanciare un accorato appello: l’Unità d’Italia ha fatto del bene a tutto il Paese, e potrà continuare a farne in futuro. 

L'AUTORE MARCO DEMARCO: giornalista, dirige il “Corriere del Mezzogiorno”. Nel 2004 ha fondato l’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità che ha avuto tra i suoi collaboratori Roberto Saviano. Per Rizzoli, è stato coautore di Non sarò Clemente di Clemente Mastella (2009) e ha collaborato con Francesco Cossiga al bestseller La versione di K (2009)


IDEAZZURRA e il TERRONISMO - cenni preliminari -

Chiaramente Ideazzurra ha una sua interpretazione rispetto a questo fenomeno, che a dire il vero è forse più antico della nascita della lega-lombarda poi divenuta lega nord. – A titolo di riflessione voglio ricordare al lettore che il sud ha sofferto praticamente da sempre, di nostalgie BORBONICHE post-risorgimentali. E queste hanno determinato feroci operazioni militari, che dal nord del paese hanno visto la nascente Italia coinvolta in un vero scontro tra Briganti del sud, contro le varie milizie sabaude. Questo processo che a più riprese ha portato svariate vittime in entrambe le fazioni, ha assunto i contorni di una vera guerra civile Italiana. In un certo senso, come avvenne negli U.S.A. ci ritroviamo con certe strane analogie, in uno scenario di guerra nord contro sud. Solo che in Italia, Abraham Lincoln non c'era, e gli schiavi negri erano i “terroni” analfabeti e tiratori d'aratro nelle tenute borboniche, con pochi averi e tanti doveri. – Questo tuttavia, rendeva poco responsabili le popolazioni locali, che potevano solo attendere delle minime concessioni di favori dai gerarchi della monarchia borbonica. – Così, la libertà costò molto a chi era abituato a chiedere, senza aver sviluppato capacità gestionali autoctone. E questa libertà, poco graduale figurò come senso d'abbandono, che determinò quella diffidenza verso lo stato e il rafforzamento dei legami familiari, che poi sarebbero degenerati in logiche tipiche di clan malavitosi. Ovviamente questi fenomeni sono successivi al 1861, tuttavia va chiarito il contesto di estrema povertà e arretratezza in cui versava il sud, e non bisogna dimenticare il tasso elevato di analfabetismo che era dilagante al sud, ai tempi in cui regnava Ferdinando II di Borbone, detto ( RE BOMBA).


Nella tradizione popolare siciliana il re borbone è “u nfamuni” (l’infame), “u guaddarusu” (l’ernioso), “Marianazzu” (lenone, ruffiano), “u picuruni” (il pecorone) mentre nella tradizione popolare messinese è esclusivamente “Re Bumma” (Re Bomba). Anche per i messinesi che passano ancora dinanzi alla sua statua re Ferdinando è indifferentemente “Bumma”.



PS: dal punto di vista del "terronismo" visto come estremo campanilismo, Ideazzurra, già aveva scritto la sua visione in merito. Questo già il 5 Novembre 2010 -- Allego il link per chi volesse approfondire la trattazione del fenomeno che caratterizza scarsa coesione nazionale, ed eccessivo autonomismo. --

Federalismo oppure eccessivo campanilismo? Ma è così difficile essere tutti italiani? Ecco gli inni nazionali, ce ne sono quasi uno per ogni regione d'Italia.



CULTURA
24 maggio 2011
Ricordiamo il - 24 MAGGIO 1918 - Data che culmina la grande epopea risorgimentale

SOCIETA'
20 maggio 2011
Vi chiederete, ... COME MAI! ... COME MAI? ... COME MAI !




UNO STRALCIO DEL TESTO DELLA CANZONE

vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI
vi chiederete COME MAI COME MAI COME MAI

vi chiederete COME MAI
è perché avete rinunciato
a difendere il futuro di ciò che vi è stato dato,
e per questo i vostri figli non vi sanno rispettare
non conoscono il rispetto, non hanno niente da imparare,
sempre allegri e pronti a tutto, alle cinque di mattina
imbottiti di pasticche merendine e cocaina,
sono questi i vostri giovani, vi dovevano salvare
sono andati fuori strada con la macchina del padre,
sono questi i vostri giovani, a cui avevate insegnato
i valori della pace e gli errori del passato
sono questi i vostri giovani, democratici e sinceri,
rimbambiti da giochetti, puttanate e cellulari ... 



La precisazione di IDEAZZURRA

La canzone ha i toni aspri e il sapore della protesta contro un modello di società che, non conosce più regole e non promette un futuro tranquillo. Sembra un monito dedicato a quei giovani che in tempo di pace, giocano a fare la guerra contro lo stato e le istituzioni. Questa precisazione, prende spunto dalla canzone, forse troppo estrema, con il solo scopo di creare maggior consapevolezza, e prima che sia troppo tardi, invertire la tendenza verso queste derive violente, fatte in nome di una pace strumentale, sventolata più volte con la bandiera arcobaleno, ma poi subito tradita dai fatti che, mostrano violenza, degrado e ribellione contro uno stato che assiste inerme e con le mani legate, impotente contro questi vandali, figli delle idee contorte che ispirarono il '68. In ultima analisi, non credo sia possibile cercare la pace in questo modo, specialmente se, gli strumenti di lotta, sono essi stessi violenti, e le barbarie che si scagliano con odio, contro l'America, contro Israele, contro le multinazionali, contro la politica, contro la realizzazione di quelle opere che migliorerebbero il futuro delle nuove generazioni, sono più vili e più gravi dello squadrismo fascista d'altri tempi. Intanto nuovi "figli" crescono nel degrado, nel disordine, e nel sudicio che lasciano in giro, questi stessi vandali, e senza averne colpa, vivono la loro giovane esistenza in una realtà che trovano già sporca, e nessuno si prende cura della loro esigenza di vivere un infanzia normale fatta di giochi, in una società che non si prende cura dei più piccoli. -- E per questi crimini, nessuno chiede scusa, e nessuna legge impedisce a questi vandali di matrice marxista oltranzista, di continuare la loro opera di distruzione della società civile. -- Una moratoria contro il comunismo e le sue trasformazioni subdole e violente, sarebbe quantomai opportuna, specialmente in paesi come il nostro, dove l'idea marxista non è ancora superata, e ancora si vedono folte schiere di balordi accecati da quell'idea che ha solo aumentato povertà e malessere, e continua indisturbata a propagarsi nelle scuole, e nei vari enti assistenziali. Proprio in quei posti, gli onesti funzionari dello stato, fanno man bassa e propaganda comunista, e dando la colpa a questo o quello, ispirano odio verso le istituzioni, col solo scopo di dimostrare il fallimento dello stato. Tanto la soluzione è sempre la stessa, l'attesa che si concretizzi l'ideale comunista, che tra l'altro prevede il passaggio attraverso la rivoluzione ad una tirannica dittatura. -- Che bella fregatura --
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Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, tutti gli uomini sono stati creati uguali, dotati dal loro Creatore di Diritti inalienabili, fra questi ci sono, la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità

DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA USA 4 LUGLIO 1776



GOD BLESS AMERICA AND ITALIA
UNITED WE STAND


FORZA ITALIA
CAMPIONI AZZURRI
SEMPRE VINCENTI




Indirizzo E-Mail:
open_linus@libero.it












Io dico che un comunista in una caserma dell’esercito è un comunista di troppo.
Un comunista nella facoltà di un’università è un comunista di troppo.
Un comunista tra i consiglieri americani di Yalta è un comunista di troppo.
E anche se ci fosse stato un solo comunista al Dipartimento di stato, sarebbe stato un comunista di troppo.

J. McCarthy Il 9 luglio 1952 convention repubblicana.



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