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L'unica cosa di cui aver paura? E' la paura stessa. (Franklin D. Roosevelt)
CULTURA
25 maggio 2011
FOMENTARE "TERRONISMO" DANNEGGIA IL SUD -- IL SAGGIO DI MARCO DEMARCO E' UN RICHIAMO FORTE CONTRO QUESTO LOCALISMO ESAGERATO CHE DIVIDE IL PAESE --


Corriere del Mezzogiorno - «Terronismo», la nuova malattia d’Italia

Tratto da Affaritaliani.it - Dopo il libro "Terroni" di Aprile, il "Terronismo" di Demarco

Mentre ci apprestiamo a festeggiare i 150 dell’Unità d’Italia, uno spettro si aggira nel nostro Paese: quello del Terronismo. Terronisti sono i leghisti che guardano con disprezzo ai “terroni”, ma anche i meridionali che – come Pino Aprile – affermano che il Sud era un Paese avanzato sotto i Borboni ed è stato ridotto in condizioni pessime dai Savoia. Le loro posizioni sono speculari e identiche nella sostanza. Entrambi infatti sono separatisti. In questo saggio acuto e graffiante, Marco Demarco analizza un fenomeno attualissimo che ha però radici antiche, presentando diverse forme di orgoglio e pregiudizio del Nord verso il Sud, e viceversa, con una carrellata affascinante di esempi, a partire dal sommo poeta Dante Alighieri che suggerì a Giotto di effigiare il meridionale come un asino.  Lo scopo è mettere a nudo l’insita vacuità dei luoghi comuni e dei pregiudizi (sempre figli dell’ignoranza) e lanciare un accorato appello: l’Unità d’Italia ha fatto del bene a tutto il Paese, e potrà continuare a farne in futuro. 

L'AUTORE MARCO DEMARCO: giornalista, dirige il “Corriere del Mezzogiorno”. Nel 2004 ha fondato l’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità che ha avuto tra i suoi collaboratori Roberto Saviano. Per Rizzoli, è stato coautore di Non sarò Clemente di Clemente Mastella (2009) e ha collaborato con Francesco Cossiga al bestseller La versione di K (2009)


IDEAZZURRA e il TERRONISMO - cenni preliminari -

Chiaramente Ideazzurra ha una sua interpretazione rispetto a questo fenomeno, che a dire il vero è forse più antico della nascita della lega-lombarda poi divenuta lega nord. – A titolo di riflessione voglio ricordare al lettore che il sud ha sofferto praticamente da sempre, di nostalgie BORBONICHE post-risorgimentali. E queste hanno determinato feroci operazioni militari, che dal nord del paese hanno visto la nascente Italia coinvolta in un vero scontro tra Briganti del sud, contro le varie milizie sabaude. Questo processo che a più riprese ha portato svariate vittime in entrambe le fazioni, ha assunto i contorni di una vera guerra civile Italiana. In un certo senso, come avvenne negli U.S.A. ci ritroviamo con certe strane analogie, in uno scenario di guerra nord contro sud. Solo che in Italia, Abraham Lincoln non c'era, e gli schiavi negri erano i “terroni” analfabeti e tiratori d'aratro nelle tenute borboniche, con pochi averi e tanti doveri. – Questo tuttavia, rendeva poco responsabili le popolazioni locali, che potevano solo attendere delle minime concessioni di favori dai gerarchi della monarchia borbonica. – Così, la libertà costò molto a chi era abituato a chiedere, senza aver sviluppato capacità gestionali autoctone. E questa libertà, poco graduale figurò come senso d'abbandono, che determinò quella diffidenza verso lo stato e il rafforzamento dei legami familiari, che poi sarebbero degenerati in logiche tipiche di clan malavitosi. Ovviamente questi fenomeni sono successivi al 1861, tuttavia va chiarito il contesto di estrema povertà e arretratezza in cui versava il sud, e non bisogna dimenticare il tasso elevato di analfabetismo che era dilagante al sud, ai tempi in cui regnava Ferdinando II di Borbone, detto ( RE BOMBA).


Nella tradizione popolare siciliana il re borbone è “u nfamuni” (l’infame), “u guaddarusu” (l’ernioso), “Marianazzu” (lenone, ruffiano), “u picuruni” (il pecorone) mentre nella tradizione popolare messinese è esclusivamente “Re Bumma” (Re Bomba). Anche per i messinesi che passano ancora dinanzi alla sua statua re Ferdinando è indifferentemente “Bumma”.



PS: dal punto di vista del "terronismo" visto come estremo campanilismo, Ideazzurra, già aveva scritto la sua visione in merito. Questo già il 5 Novembre 2010 -- Allego il link per chi volesse approfondire la trattazione del fenomeno che caratterizza scarsa coesione nazionale, ed eccessivo autonomismo. --

Federalismo oppure eccessivo campanilismo? Ma è così difficile essere tutti italiani? Ecco gli inni nazionali, ce ne sono quasi uno per ogni regione d'Italia.



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